L’appuntamento era a casa di Max per le 07:00 di giovedì 28 gennaio… ma alla fine per una serie di episodi uno più spiacevole dell’altro siamo partiti più di tre ore dopo, e questo ha influito non poco sull’intero viaggio. In particolare io il giorno prima ero di turno nel locale in cui lavoro, per cui avevo dormito appena tre ore ed ero un rottame ( non che i giorni normali non lo sia). Lucio, che partiva da Fondi, è rovinosamente caduto per via del ghiaccio, così ha concluso il suo Elefanten prima ancora di uscire dal Lazio.
Comunque per farla breve per le 10:20 circa riuscimmo a radunarci in quel di Mostacciano e a partire per Bolzano, località in cui avremmo dovuto soggiornare per la sola notte di giovedì, per poi partire il giorno successivo per Monaco, ma purtroppo non è andata proprio così.
Si, perché arrivati senza alcun problema, se non in ritardo sulla tabella di marcia (ragazzi chiedo umilmente venia! lo so, la colpa è mia), nei pressi di Firenze, la velocità diminuiva, il traffico aumentava, il freddo pure, ma cosa ben peggiore, la neve si era tramutata in bufera… e ce la siamo presa proprio tutta!

Prima ancora di fare l’Elefantentreffen abbiam fatto il “Firenzentreffen”. Ragazzi che avventura! Il giorno dopo l’articolo di prima pagina di molti quotidiani si intitolava “A1:TRAPPOLA DI GHIACCIO”.

A questo punto è necessario spendere due parole sull’abbigliamento tecnico e sulla preparazione delle moto:
Siamo partiti da Roma in sei su cinque moto: Max e Roby (Roby sei mitica!! Per te l’Elefanten vale doppio, far da passeggero non deve essere stato proprio il massimo) su Africa Twin, Luigi sempre su Africa, Giancarlo su un’intramontabile Tenerè 750, Girolamo su un KLE 500 (pare che i tachimetri Kawa siano leggermente starat, segnano più di quello che in realtà è) ed infine io a bordo di un Transalp 600.
Tutti avevano almeno il bauletto centrale tranne io e Max che avevamo anche le valige laterali, davvero scomode perché facevano da vela e tutte le folate di vento erano nostre, però abbiamo portato un sacco di roba. Nel mio caso avevo un sacco a pelo dell’Esercito (quelli in dotazione agli alpini) che era molto ingombrante ma caldissimo! Poi nei bauletti di roba mia c’era un paio di pinze tipo, due torce, medicine di vario tipo (aspirina, aulin, cerotti, antibiotici, burro di cacao, pasticche per la gola, collirio, bende), qualche tavoletta di cioccolata, una manciata di caramelle, e, cosa più importante, scaldini chimici per mani e piedi. E’ stata la cosa più utile del viaggio. L’unico difetto è che per funzionare a dovere hanno bisogno di un ricambio d’aria continuo, altrimenti la reazione chimica si arresta e si raffreddano, per cui mentre per le mani non c’era problema, per i piedi non funzionavano bene, una volta esaurita l’aria all’interno degli stivali si raffreddavano.
Veniamo all’abbigliamento: elefantentreffen
Stivali impermeabili in dotazione alla Polizia (freddini ma a prova d’acqua), “superpippo” di lana, due paia di calze di lana, pantaloni tecnici imbottiti, con protezioni su ginocchia e fianchi e sovrapantaloni antipioggia. Per la parte superiore avevo una “maglietta della salute”, un pile bello spesso, sopra giubbotto tecnico Dainese in goretex con imbottitura interna, sopra ancora un giubbottino antipioggia, poi sottocasco, ovviamente casco (trattato con antiappannante per la visiera) e per concludere un bel paragola antipioggia home-made (Roby…hai delle mani d’oro!) con un anello di neoprene che girava intorno al bordo inferiore esterno del casco. Incollata all’anello c’era una specie di pettorina, fissata con del nastro adesivo intorno alle spalle…senza questo preziosissimo indumento sarei tornato a casa con un febbrone da cavallo..e la mai gola sarebbe stata da buttare.
Dulcis in fundo due belle “mammuffole”, cioè una specie di paramani imbottiti che rivestivano tutta la manopola del manubrio, fondamentali pure quelle, uno non ci pensa ma nonostante i guanti tecnici, i paramani in dotazione con la moto e gli scaldini chimici, il freddo si fa sentire parecchio e le mani dopo un po’ perdono in sensibilità… brutta esperienza.
Ultimo accorgimento per la moto, previo tagliando pre-viaggio con sostituzione del liquido di raffreddamento, è stato quello di ricoprire la moto con uno spray al silicone, questo mi ha consentito di evitare che per 2300 km il sale corrodesse tutto quello che poteva.

1 Trackback
[...] Il report di Giro Il report di Alex [...]