MITICO!!!! Sì, è stato un sabato pieno di sole e nuvole, senz’acqua che come avevamo chiesto si è scatenata il venerdì notte, quindi niente polvere!
Abbiamo dormito a Macerino,un posto in culo alla luna dove tanti anni fa si trovava l’unica strada che portava verso Spoleto e Acquasparta, in mezzo a gole e boschi notevoli.
Per me nessuna novità, il posto lo conosco da ragazzino, ci vivono i miei due cugini in un paesino più in basso e altrettanto bello, ricordo che a Macerino c’era solo un ristorante dove il tartufo e gli asparagi non mancavano mai! il paese era completamente diroccato e distrutto, oggi è una chicca!
Si parte, in sella, sembrava una giornata di fine settembre, dopo pochi kilometri di asfalto si gira su una sterrata che scende in una zona con grosse siepi ma ad ogni curva la luce aumentava, sembrava che ci fosse un set cinematografico, con tanto di luci e cineprese, invece la natura ci abbagliava con i suoi calanchi di un bianco celestiale, alcuni di noi attratti dallo spettacolo, urlavano “le porte del Paradiso!!!”
e Nuvola Rossa (un indiano marchigiano) gridava
“aho bevete de meno la seraaa!
tra un pochino vedrete le stelle quando nel distrarvi, batterete la capoccia su qualche sasso! avanti miei prodi pensate alla strada e niente paura nulla è impossibile nell’enduro, più di cadere non si può?!!??”
Nuvola Rossa sembrava che sotto al culo non avesse 250kg di moto ma una mono da 100kg.
In piena discesa lo vedevi arrivare in curva in piedi, toccava il freno post. e scodava e già era pronto al prossimo sentiero chiaramente a mazzetta!
La vera novità di questo raduno è stato il road book che l’assistente di Antonio, Walterino, ci aveva attaccato sul manubrio delle moto, non ingombrava, consisteva in un foglietto 10*20 su cui era stampato
il menù della giornata!
Antipasto:
miraggio di calanchi-primi: effluvi di sassi e acqua
tortello ritorto a mano(spinta) in salsa di bosco-
secondi:
involtino con passaggio di tunnel, ripieno di sassi triturati al mazzuolo e rovi artiglianti
cinghiale alla incazzata in un letto di fango al ginepro
contorni:
sassi stondati a mano, conditi con superbo olio Sae 10w50 e letto di fiume secco con alghe secche
dolci:
salita della meringa (scoperta da Antonio) con tornanti secchi all’odore di gomma e frizione bruciata
crema catalana dell’altipiano all’odore di merda di vacca con apoteosi de mosche locali impazzite
nuvola di caramello con Ape regina allo sciame di Sporchienduristi
amari:
grappa del fosso
liquore di liquirizia bruciata
distillato di Nox solo per gli Audaci.
Bando alle ciance, il passaggio più bello e suggestivo sono stati i tunnel dell’antica ferrovia dismessa, risalente ai primi del 900, scavati nella roccia dove per via del buio ora veramente l’inferno di Dante sembrava essersi materializzato, le luci deboli delle moto e l’esigenza di andare separati per via della quantità enorme di breccia ferroviaria che ti facevano avanzare come un ubriaco, la polvere alzata dai primi e i pipistrelli incazzati e arrapati da tanta carne umana tutta insieme, mi hanno fatto tirare fuori tutta l’adrenalina che era in me.
Parto di seconda in piedi, dietro il rombo di Walterino, eravamo ultimi, termina la luce dell’entrata, consapevole dei 2km. che mi aspettano mi lascio scivolare in una euforica follia, la moto risponde bene, il mio faro illumina solo 10mt, provo gli abbaglianti e improvvisamente vedo solo il cielo della galleria, polvere e ombre ingigantite dal mio faro di tanti Batman che famelici volteggiano, aspettando solo che cadi!
Perdo coscienza per un attimo, la moto rallenta troppo e comincio a serpeggiare a destra e sinistra contro gli scogli affioranti della galleria, nell’oblio totale e certo di morire nella galleria, sento una voce dall’aldilà, ma è Walterino!
Le parole si perdono annebbiate dalla polvere, lo squittio dei pipistrelli, l’abisso è ormai certezza quando un rombo di Ténéré 750 mi si affianca e con il suo faro potente ridona luce alla galleria e sento una grande pedata nel culo che come per miracolo mi fa aprire la manetta del gas, mi riprendo ora galleggio nella stabilità ritrovata, sento bestemmiare in Ternano e vi giuro a quel punto la galleria con i suoi fantasmi svaniscono, ora sono diventato un cavaliere della Santa Inquisizione con tanto di mantello, i pipistrelli per le urla cavernicole del ternano (parlano la stessa lingua!) svaniscono nei loro buchi, siamo uno di fianco all’altro riesco per un attimo a guardare il casco di Walterino ed usciva fumo, sembravano le narici di un toro nell’arena che esprime tutta la sua potenza e strafottenza, vi giuro se una donna vedeva la scena veniva di COLPO!
Usciamo, appaiati in piedi sui nostri destrieri, davanti a noi i nostri soldati, capiscono che non ci saremmo fermati e si scansano e un urlo dice: “Avanti alle prossime 5 gallerie!”
Ero stato avvertito, la quarta galleria ha una particolarità: è a chiocciola, quindi entrati vedevi avanzare dopo 200mt uno sperone di roccia che sembrava l’occhio de Polifemo e mi sentivo piccolo e insignificante come un cavaliere che capisce, o appare la curva improvvisamente o faccio testamento, percepisco la ruota anteriore degradare lentamente sulla destra, idem Walterino si avvicina paurosamente al mio fianco, penso subito ad un movimento tellurico indotto, non avevo minimamente girato il manubrio, la moto dolcemente gira verso destra e la sensazione di scendere ora è netta, WAUUU!!! curvo da solo con un senso di leggerezza tale che quando termina la galleria e vedo la luce del sole, un po’ mi dispiace, sì, la nostra mente ha una capacità adattativa che nella vita semplice di tutti i giorni, viene meno.
Fare un inchino a tutto il gruppo dei cavalieri che durante la cavalcata si sono prodigati nei consigli è il minimo e dimostra che l’essere umano non è poi così cattivo, al di fuori degli orari di lavoro si concede
del sano altruismo che non guasta MAI!!!
Kikkaraduno 2009
MITICO!!!! Sì, è stato un sabato pieno di sole e nuvole, senz’acqua che come avevamo chiesto si è scatenata il venerdì notte, quindi niente polvere!
Abbiamo dormito a Macerino,un posto in culo alla luna dove tanti anni fa si trovava l’unica strada che portava verso Spoleto e Acquasparta, in mezzo a gole e boschi notevoli.
Per me nessuna novità, il posto lo conosco da ragazzino, ci vivono i miei due cugini in un paesino più in basso e altrettanto bello, ricordo che a Macerino c’era solo un ristorante dove il tartufo e gli asparagi non mancavano mai! il paese era completamente diroccato e distrutto, oggi è una chicca!
Si parte, in sella, sembrava una giornata di fine settembre, dopo pochi kilometri di asfalto si gira su una sterrata che scende in una zona con grosse siepi ma ad ogni curva la luce aumentava, sembrava che ci fosse un set cinematografico, con tanto di luci e cineprese, invece la natura ci abbagliava con i suoi calanchi di un bianco celestiale, alcuni di noi attratti dallo spettacolo, urlavano
“le porte del Paradiso!!!”
e Nuvola Rossa (un indiano marchigiano) gridava
“aho bevete de meno la seraaa!
tra un pochino vedrete le stelle quando nel distrarvi, batterete la capoccia su qualche sasso! avanti miei prodi pensate alla strada e niente paura nulla è impossibile nell’enduro, più di cadere non si può?!!??”
Nuvola Rossa sembrava che sotto al culo non avesse 250kg di moto ma una mono da 100kg.
In piena discesa lo vedevi arrivare in curva in piedi, toccava il freno post. e scodava e già era pronto al prossimo sentiero chiaramente a mazzetta!
La vera novità di questo raduno è stato il road book che l’assistente di Antonio, Walterino, ci aveva attaccato sul manubrio delle moto, non ingombrava, consisteva in un foglietto 10*20 su cui era stampato
il menù della giornata!
Antipasto:
miraggio di calanchi-primi: effluvi di sassi e acqua
tortello ritorto a mano(spinta) in salsa di bosco-
secondi:
involtino con passaggio di tunnel, ripieno di sassi triturati al mazzuolo e rovi artiglianti
cinghiale alla incazzata in un letto di fango al ginepro
contorni:
sassi stondati a mano, conditi con superbo olio Sae 10w50 e letto di fiume secco con alghe secche
dolci:
salita della meringa (scoperta da Antonio) con tornanti secchi all’odore di gomma e frizione bruciata
crema catalana dell’altipiano all’odore di merda di vacca con apoteosi de mosche locali impazzite
nuvola di caramello con Ape regina allo sciame di Sporchienduristi
amari:
grappa del fosso
liquore di liquirizia bruciata
distillato di Nox solo per gli Audaci.
Bando alle ciance, il passaggio più bello e suggestivo sono stati i tunnel dell’antica ferrovia dismessa, risalente ai primi del 900, scavati nella roccia dove per via del buio ora veramente l’inferno di Dante sembrava essersi materializzato, le luci deboli delle moto e l’esigenza di andare separati per via della quantità enorme di breccia ferroviaria che ti facevano avanzare come un ubriaco, la polvere alzata dai primi e i pipistrelli incazzati e arrapati da tanta carne umana tutta insieme, mi hanno fatto tirare fuori tutta l’adrenalina che era in me.
Parto di seconda in piedi, dietro il rombo di Walterino, eravamo ultimi, termina la luce dell’entrata, consapevole dei 2km. che mi aspettano mi lascio scivolare in una euforica follia, la moto risponde bene, il mio faro illumina solo 10mt, provo gli abbaglianti e improvvisamente vedo solo il cielo della galleria, polvere e ombre ingigantite dal mio faro di tanti Batman che famelici volteggiano, aspettando solo che cadi!
Perdo coscienza per un attimo, la moto rallenta troppo e comincio a serpeggiare a destra e sinistra contro gli scogli affioranti della galleria, nell’oblio totale e certo di morire nella galleria, sento una voce dall’aldilà, ma è Walterino!
Le parole si perdono annebbiate dalla polvere, lo squittio dei pipistrelli, l’abisso è ormai certezza quando un rombo di Ténéré 750 mi si affianca e con il suo faro potente ridona luce alla galleria e sento una grande pedata nel culo che come per miracolo mi fa aprire la manetta del gas, mi riprendo ora galleggio nella stabilità ritrovata, sento bestemmiare in Ternano e vi giuro a quel punto la galleria con i suoi fantasmi svaniscono, ora sono diventato un cavaliere della Santa Inquisizione con tanto di mantello, i pipistrelli per le urla cavernicole del ternano (parlano la stessa lingua!) svaniscono nei loro buchi, siamo uno di fianco all’altro riesco per un attimo a guardare il casco di Walterino ed usciva fumo, sembravano le narici di un toro nell’arena che esprime tutta la sua potenza e strafottenza, vi giuro se una donna vedeva la scena veniva di COLPO!
Usciamo, appaiati in piedi sui nostri destrieri, davanti a noi i nostri soldati, capiscono che non ci saremmo fermati e si scansano e un urlo dice: “Avanti alle prossime 5 gallerie!”
Ero stato avvertito, la quarta galleria ha una particolarità: è a chiocciola, quindi entrati vedevi avanzare dopo 200mt uno sperone di roccia che sembrava l’occhio de Polifemo e mi sentivo piccolo e insignificante come un cavaliere che capisce, o appare la curva improvvisamente o faccio testamento, percepisco la ruota anteriore degradare lentamente sulla destra, idem Walterino si avvicina paurosamente al mio fianco, penso subito ad un movimento tellurico indotto, non avevo minimamente girato il manubrio, la moto dolcemente gira verso destra e la sensazione di scendere ora è netta, WAUUU!!! curvo da solo con un senso di leggerezza tale che quando termina la galleria e vedo la luce del sole, un po’ mi dispiace, sì, la nostra mente ha una capacità adattativa che nella vita semplice di tutti i giorni, viene meno.
Fare un inchino a tutto il gruppo dei cavalieri che durante la cavalcata si sono prodigati nei consigli è il minimo e dimostra che l’essere umano non è poi così cattivo, al di fuori degli orari di lavoro si concede
del sano altruismo che non guasta MAI!!!
Saluti e un abbraccio, Massimo
Album foto:
pagina 1, pagina 2