All’inferno e ritorno – Oman 2009

14 Agosto. Al Ain (E.A.U.) – Nizwa (Oman): 325 km

Alle 06,30 siamo fuori. Il termometro impietoso segna 36°.
Gli do un colpetto con il dito pensando ad un errore. Sale di un altro decimo.
Decidiamo comunque di approfittare del relativo fresco e ci inerpichiamo sulla strada, bellissima, resa celebre dallo spot della’Alfa Romeo.
In effetti quella decina di km di curve disegnate con il compasso che s’inerpica in salita in mezzo al deserto, sono una goduria e fanno venire in mente la pista “Policar” di quando eravamo bambini.
Il sole è sorto da poco e arriviamo sul piazzale posto sulla cima mentre degli indiani stanno improvvisando una partita a cricket.
I segni di sgommate sul pavimento sono segno inequivocabile delle imprese cronometriche dei tamarri locali a bordo di bolidi mai visti.

jabel hafeet road

jabel hafeet road

jabel hafeet road

Riscendiamo e senza troppi indugi puntiamo il confine omanita di Buraimi.
E’ venerdì. C’abbiamo l’esclusiva per questo genere di cose… venerdì ovviamente è festa e quindi ci presentiamo in frontiera senza un soldo omanita e dobbiamo pagare il visto e l’assicurazione.
Imbocco la sala preghiere pensando sia la toilette, scambio la struttura che regge il velo di una donna omanita per l’apparecchio odontoiatrico esterno…insomma come al solito cominciamo bene. Peggio di così…

Un po’ di teatrino e paghiamo con gli ultimi dirham rimasti e un po’ di euro; gentilissimi gli impiegati, vista la nostra precaria situazione, accettano e ci danno il resto in rial omaniti.
Appena fuori tutti già ci parlano di Salalah, questa fantomatica lontanissima città a sud, quasi al confine yemenita… ne parlano come fosse il paradiso terrestre, la città del latte e del miele, la Shangri-La araba, al solo nominarla gli si illuminano gli occhi e gli viene il groppo in gola…”Nice weather” sillabano estasiati… “Tempo delizioso”….mancheranno quasi 1.300 km. eppure uno lì fuori, simpaticissimo, appreso che probabilmente intendiamo arrivarci attraversando il temibile deserto del Rub’ al-Khali, ci disegna il tragitto da fare. 1.300 km direttamente su un foglietto di block notes.
Penso sia pazzo…si può pensare di tracciare 1.600 km su un pezzetto di carta? In Oman si può.
“Nice weather” mi rimbomba in mente. Non sappiamo come ma a questo punto DOBBIAMO arrivare a Salalah.

frentiera ermirati arabi - oman

frontiera emirati arabi - oman

Con il miraggio che impegnando la zona montuosa del nord dell’Oman le temperature possano essere più sopportabili ci dirigiamo verso Nizwa, ultimo fortino portoghese prima dell’oceano di sabbia che divide il montuoso nord dal sud del Paese.
Sulla strada per Nizwa ci fermiamo a Bahla per riposarci.
Un negoziante ci serve bibite fresche poi ci dice di scusarlo pochi minuti, ci lascia al negozio e si ripresenta dopo una mezz’oretta. Era l’ora della preghiera e se ne era andato in moschea.

A Nizwa arriviamo nel primo pomeriggio e prendiamo alloggio al Tanuf Hotel, uno di quelli indicati dalla Lonely che, a parte tutto, in fatto di dritte per gli alberghi rimane un punto di riferimento.
Diamo una svegliata al ragazzo alla reception che si sta facendo una pennica dietro al bancone, contrattiamo brevemente il prezzo e prendiamo possesso di una dignitosissima stanza a tre letti munita di un ventilatore azionato, come d’obbligo in Oman, da un motore d’aeroplano.

Scarichiamo i bagagli, lasciamo Daniela in camera e andiamo a fare benzina.
Sul piazzale arriva un SUV gigantesco, s’abbassa il finestrino e un urlo dal marcato accento milanese c’investe:
“SIETE ITALIANI?”
non facciamo nemmeno in tempo a rispondergli di no che prosegue urlando ancora più forte:
“HO FATTO LA DAAAAAKAAAAR!!!!” .
Un Moroboschi da oscar gli risponde al volo:
“Strano, non t’ho mai visto, io ne ho fatte 10.. In che anno l’hai fatta?”
Quello un po’ spaesato ci risponde che l’ha fatta nel 2000, quasi dieci anni fa e la ragazza, nel frattempo scesa dal SUV, rincara acida la dose: ”…e pure 10 kg fa….”.
Il dakariano accusa il colpo, si scambiano due chiacchiere, ci si saluta e al grido di “HO FATTO LA DAAAAKAAAAR!!!” ce ne torniamo ilari in albergo per schiantarci finalmente sui letti in attesa della sera e dello struscio di Nizwa.

Bahla

Bahla

Bahla

Usciamo che è buio e ci perdiamo nei vicoletti di Nizwa mentre il piazzale principale brulica di gente e automobili.
Ci soffermiamo a scattare qualche foto nel centro “storico”, andiamo alla ricerca di un postaccio per mangiare e ce ne torniamo a letto.
Domani mattina assaltiamo il Jebel Shams, il massiccio più alto dell’Oman attraverso uno sterrato visto su Google Earth con l’idea di andarci su carichi di bagagli e piantare la tenda più in alto possibile.
Considerate le mie spiccate attitudini al fuoristrada, sono leggermente preoccupato tanto da impiegare almeno 30 secondi per addormentarmi cullato al rombo del motore d’aereo del condizionatore.

Nizwa

Nizwa

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5 Commenti

  1. batarista:

    bella la scena dello spiaggiamento nel sabbione… :-))

  2. gemsx:

    moro sei un mito….
    daniela, reference point for the two ugly mugs!!
    triplo, no comment!

  3. dabi1978:

    senza parole… Complimenti ;)

  4. Paro:

    Dopo esserci stato in aereo e nave pensavo proprio che andare in moto in Oman sarebbe stato pura pazzia… Invece no! Grandissimo report di un viaggio spettacolare. Complimenti vivissimi!!!

  5. triplo:

    Caro Paro….. è pura pazzia, fidati.

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