Si ringrazia Dansan per report e foto, e Demente Colombo per il video.
Sabato 10 Ottobre 2009 era una giornata dedicata solo ad immergermi in una bella endurata con tanti amici…. piu di 200
… e il termine “immergermi” è il termine più appropriato per la giornata.
Per cui solo qualche fotina… poi i tempi stretti del Ténéré Team Factory, non permetteva digressioni fotografiche… chi si fermava… veniva abbandonato alle zanzare fameliche.
Tutto ciò, perchè si doveva finire prima che le tenebre piombassero sul percorso acquitrinoso con una umidità indocinese e prima che le temibili paltozanzare uscissero dalla palta.
Già l’aria, al 100% di umidità, era pieno di una avanguardia leggera, ma le paltozanzare della sera erano da evitare.
E poi si dovevano completare i tre giri con sei controlli timbro, due per giro, per aspirare al mitico premio finale….. un adesivo della 7 Guadi… con un timbro “FATTA”……
Qui il mitico Luigi da le disposizione al Briefing
Mentre è in corso il briefing, il Capo ancora si sta vestendo
Ritrovo di Bresciani che parlano in lingua, non si capisce bene se con influenze “mongole”. a fianco Stefanone finisce i preparativi con il suo Monocavallo da Guerra.
Si accendono i motori…….. 200 scalmanati si infilano nel budello della partenza, smaniosi di partire…. non sanno ancora cosa gli aspetta….
Anche il Ciaccia, fa la coda.
DA un ingresso riservato, ci infiliamo anche noi….ma l’idea di partire uno dietro all’altro si vanifica nella ressa da fila ad uno sportello dell’INPS……
Il Capo rimane isolato davanti e si farà il primo giro da solo. Il resto della banda riesci a partire piu o meno uno dietro a l’altro.
Il fetucciato è su un grande campo di ex pannocchie, non è cronometrato, si prova… non percorso da Bi-sonti… non c’è spazio per lanciarlo, prima seconda prima.
Su ispirazione di Gus, ho messo all’anteriore una Mitas C-02 FMI SuperTassellata, nettamente meglio della Mitas Desert anteriore, un grip eccezionale e l’avantreno non si sposta di un millimetro, impostata la curva va via come su un binario, eccezionale, mentre dietro la Mitas Desert fa il suo sporco lavoro, d’altronde per scaricare la potenza di un Bi-sonte, ci sono poche gomme che hanno i tasselli che resistono. Nel secondo giro tirerò di più.
Alla fine del fettucciato ci si raggruppa e si parte tutti insieme per affrontare l’acquitrino padano.
I campi coltivati, sono delimitati da dei fossi, che rimangono piu bassi del terreno coltivato, per cui si viaggia in questi stretti pertugi, che nel primo tratto sono “solo” fangosi ed estremamente viscidi, Adriano, che fa l’apripista, scivola e si appoggia sulla parete di fango, ma rimane incastrato con il piede. Si riparte… ed è un giungla indocinese, perchè nei fossi che fanno da confine vi crescono alberelli e vegetazione tropicale piu alta dei Bi-sonti, si vede a mala pene la stretta striscia nero/marrone della palta e non si sa cosa ci sia a dx e sx delle pedane, si apre il gas e via… meno male che abbiamo i paramani robusti che in velocità scorticano i tronchi degli alberelli elastici, sembrano dei paletti da speciale da sci…..
Finalmente usciamo da questi fossi, si sale su un campo verde verde, sembra di essere nel Vietnam, c’è un gruppo di moto ferme. C’è un BMW fermo, un amico di Adriano, quello che avevamo incontrato al giro del Parpillon con Ciaccia. Passare in quei fossi è già stretto per un ST, figuriamoci i due cilindri del BMW. Adriano si ferma a dargli una mano, per cui proseguiamo senza di lui.
Faccio io da apripista. Il percorso rimane piu o meno come quello descritto, con qualche guado da attraversare e qualche fangaia… poi ad un certo punto si sale su un argine e ci si tuffa di colpo in un fiume… beh si pensa si attraversa anche questo, ma sulla sponda opposta non c’è nessuna risalita, è troppo alta…. bisogna risalire il fiume… che io battezerò… La Risalita del Mekong!…. l’inizio non è male… acqua bassa … trasparente e si vede il fondo ghiaioso…. se si va veloci fai la doccia come sotto una cascata, se vai troppo piano ti impantani… per cui bisogna tenere una velocità che ti tenga relativamente a galla senza esagerare…. e si risale il Mekong padano…. vai vai .. il Bi-sonte apre le acque come un incrociatore… ma… ma… man mano il fondo si abbassa … l’acqua sale di livello…e in piu il fondo, che non si vede piu si fa melmoso… limaccioso…. paltoso….. il rumore della ruota posteriore cambia in un gorgoglio … il motore viene soffocato dalle acque… il rumore si attenua… sforza….. bisogna dare piu gas… senza esagerare … pena finire sotto la cascata d’acqua alzata dalla ruota anteriore…. il Bi-sonte avanza imperterrito… una goduria… mi sembra di essere su una moto d’acqua ad idrogetto a Jesolo… invece sto risalendo le acque limacciose del Mekong padano… un pensiero va alla Betty… sarà tra quelli fermi nelle infide acque melmose?? Già è difficile individuare delle “bocce” sotto le armature enduriste, figuriamoci poi in quella situazione …….. tra le acque inizio a vedere cadaveri di moto trsportati dalla corrente… enduristi fermi immersi fino alla cintola… gente che cerca di uscire dall’inferno d’acqua dagli argini… ma sono troppo alti … ricadono nel fiume…….
Il Bi-sonte, in questo caso Ba-lena, prosegue fiero.. nulla lo ferma…..non so quanto abbiamo fatto nel Mekong padano, a me sembra minimo un kilometro, quasi con rammarico arrivo al punto di uscita, tosto e fangosa, ma fattibile… e aspetto gli altri. Non mi sono, neanche per attimo sognato di vedere dietro i compagni… ognuno al suo destino…… nell’inferno del Mekong padano.
Man mano i ténéristi arrivano, non so se tutti, perchè ad un certo punto la voce di Stefanone mi dal il via….
Si viaggia bene, sempre nel terreno da giungla indocinese, acqua fango vegetazione alta….acqua fango vegetazione alta….acqua fango vegetazione alta…. e si arriva al primo controllo timbro….. c’è una lunga coda… siamo fermi…. non si sa cosa ci sia davanti… la vegetazione copre tutto….. arriva un ordine… deviazione… veniamo mandati su un altro percorso che si congiunge subito con il percorso del ritorno….
Viaggiamo, a tratti, lungo l’argine del Mekong padano dove intravediamo gente in difficoltà nelle acque limacciose.. ad un tratto vediamo un fratello della confraternita dei Missili Azzurri fermo…. è Adriano che era rimasto indietro ad aiutare il BMW… vedi cosa succede ad aiutare un BMW……
OK.. gli si da una mano ad uscire dal Mekong…
Io faccio le foto … poi sono in convalescenza con il ginocchio …. e mi ha detto l’ortopedico di evitare l’umidità
…… per cui vanno giu ad aiutare Adriano solo il Mongolo Sergio e Pgabriele
l’unica variante nel ritorno è un tratto piu largo del solito, circa un metro un metro e mezzo, ma con un fondo che sembra diarrea di paltodattilo (paltodattilo è un essere preistorico, pochi sopravvissuti si trovano ancora nella vicina paltolandia).. questa diarrea paltosa, è a tratti molto liquida, dove ci si avvicina ad un dosso, diventa piu consistente…… beh è un divertimento aprire il gas in questo pezzo.. sembra di essere tornati bambini quando si giocava con la propria cacca…….
Secondo controllo con timbro e via….
Si arriva alla fine del primo giro e becchiamo pure il Capo…… che ci sta spettando……
7 Guadi. Ottobre 2009
Sabato 10 Ottobre 2009 era una giornata dedicata solo ad immergermi in una bella endurata con tanti amici…. piu di 200
… e il termine “immergermi” è il termine più appropriato per la giornata.
Per cui solo qualche fotina… poi i tempi stretti del Ténéré Team Factory, non permetteva digressioni fotografiche… chi si fermava… veniva abbandonato alle zanzare fameliche.
Tutto ciò, perchè si doveva finire prima che le tenebre piombassero sul percorso acquitrinoso con una umidità indocinese e prima che le temibili paltozanzare uscissero dalla palta.
Già l’aria, al 100% di umidità, era pieno di una avanguardia leggera, ma le paltozanzare della sera erano da evitare.
E poi si dovevano completare i tre giri con sei controlli timbro, due per giro, per aspirare al mitico premio finale….. un adesivo della 7 Guadi… con un timbro “FATTA”……
Qui il mitico Luigi da le disposizione al Briefing
Mentre è in corso il briefing, il Capo ancora si sta vestendo
Ritrovo di Bresciani che parlano in lingua, non si capisce bene se con influenze “mongole”. a fianco Stefanone finisce i preparativi con il suo Monocavallo da Guerra.
Si accendono i motori…….. 200 scalmanati si infilano nel budello della partenza, smaniosi di partire…. non sanno ancora cosa gli aspetta….
Anche il Ciaccia, fa la coda.
DA un ingresso riservato, ci infiliamo anche noi….ma l’idea di partire uno dietro all’altro si vanifica nella ressa da fila ad uno sportello dell’INPS……
Il Capo rimane isolato davanti e si farà il primo giro da solo. Il resto della banda riesci a partire piu o meno uno dietro a l’altro.
Il fetucciato è su un grande campo di ex pannocchie, non è cronometrato, si prova… non percorso da Bi-sonti… non c’è spazio per lanciarlo, prima seconda prima.
Su ispirazione di Gus, ho messo all’anteriore una Mitas C-02 FMI SuperTassellata, nettamente meglio della Mitas Desert anteriore, un grip eccezionale e l’avantreno non si sposta di un millimetro, impostata la curva va via come su un binario, eccezionale, mentre dietro la Mitas Desert fa il suo sporco lavoro, d’altronde per scaricare la potenza di un Bi-sonte, ci sono poche gomme che hanno i tasselli che resistono. Nel secondo giro tirerò di più.
Alla fine del fettucciato ci si raggruppa e si parte tutti insieme per affrontare l’acquitrino padano.
I campi coltivati, sono delimitati da dei fossi, che rimangono piu bassi del terreno coltivato, per cui si viaggia in questi stretti pertugi, che nel primo tratto sono “solo” fangosi ed estremamente viscidi, Adriano, che fa l’apripista, scivola e si appoggia sulla parete di fango, ma rimane incastrato con il piede. Si riparte… ed è un giungla indocinese, perchè nei fossi che fanno da confine vi crescono alberelli e vegetazione tropicale piu alta dei Bi-sonti, si vede a mala pene la stretta striscia nero/marrone della palta e non si sa cosa ci sia a dx e sx delle pedane, si apre il gas e via… meno male che abbiamo i paramani robusti che in velocità scorticano i tronchi degli alberelli elastici, sembrano dei paletti da speciale da sci…..
Finalmente usciamo da questi fossi, si sale su un campo verde verde, sembra di essere nel Vietnam, c’è un gruppo di moto ferme. C’è un BMW fermo, un amico di Adriano, quello che avevamo incontrato al giro del Parpillon con Ciaccia. Passare in quei fossi è già stretto per un ST, figuriamoci i due cilindri del BMW. Adriano si ferma a dargli una mano, per cui proseguiamo senza di lui.
Faccio io da apripista. Il percorso rimane piu o meno come quello descritto, con qualche guado da attraversare e qualche fangaia… poi ad un certo punto si sale su un argine e ci si tuffa di colpo in un fiume… beh si pensa si attraversa anche questo, ma sulla sponda opposta non c’è nessuna risalita, è troppo alta…. bisogna risalire il fiume… che io battezerò… La Risalita del Mekong!…. l’inizio non è male… acqua bassa … trasparente e si vede il fondo ghiaioso…. se si va veloci fai la doccia come sotto una cascata, se vai troppo piano ti impantani… per cui bisogna tenere una velocità che ti tenga relativamente a galla senza esagerare…. e si risale il Mekong padano…. vai vai .. il Bi-sonte apre le acque come un incrociatore… ma… ma… man mano il fondo si abbassa … l’acqua sale di livello…e in piu il fondo, che non si vede piu si fa melmoso… limaccioso…. paltoso….. il rumore della ruota posteriore cambia in un gorgoglio … il motore viene soffocato dalle acque… il rumore si attenua… sforza….. bisogna dare piu gas… senza esagerare … pena finire sotto la cascata d’acqua alzata dalla ruota anteriore…. il Bi-sonte avanza imperterrito… una goduria… mi sembra di essere su una moto d’acqua ad idrogetto a Jesolo… invece sto risalendo le acque limacciose del Mekong padano… un pensiero va alla Betty… sarà tra quelli fermi nelle infide acque melmose?? Già è difficile individuare delle “bocce” sotto le armature enduriste, figuriamoci poi in quella situazione …….. tra le acque inizio a vedere cadaveri di moto trsportati dalla corrente… enduristi fermi immersi fino alla cintola… gente che cerca di uscire dall’inferno d’acqua dagli argini… ma sono troppo alti … ricadono nel fiume…….
Il Bi-sonte, in questo caso Ba-lena, prosegue fiero.. nulla lo ferma…..non so quanto abbiamo fatto nel Mekong padano, a me sembra minimo un kilometro, quasi con rammarico arrivo al punto di uscita, tosto e fangosa, ma fattibile… e aspetto gli altri. Non mi sono, neanche per attimo sognato di vedere dietro i compagni… ognuno al suo destino…… nell’inferno del Mekong padano.
Man mano i ténéristi arrivano, non so se tutti, perchè ad un certo punto la voce di Stefanone mi dal il via….
Si viaggia bene, sempre nel terreno da giungla indocinese, acqua fango vegetazione alta….acqua fango vegetazione alta….acqua fango vegetazione alta…. e si arriva al primo controllo timbro….. c’è una lunga coda… siamo fermi…. non si sa cosa ci sia davanti… la vegetazione copre tutto….. arriva un ordine… deviazione… veniamo mandati su un altro percorso che si congiunge subito con il percorso del ritorno….
Viaggiamo, a tratti, lungo l’argine del Mekong padano dove intravediamo gente in difficoltà nelle acque limacciose.. ad un tratto vediamo un fratello della confraternita dei Missili Azzurri fermo…. è Adriano che era rimasto indietro ad aiutare il BMW… vedi cosa succede ad aiutare un BMW……
OK.. gli si da una mano ad uscire dal Mekong…
Io faccio le foto … poi sono in convalescenza con il ginocchio …. e mi ha detto l’ortopedico di evitare l’umidità
…… per cui vanno giu ad aiutare Adriano solo il Mongolo Sergio e Pgabriele
l’unica variante nel ritorno è un tratto piu largo del solito, circa un metro un metro e mezzo, ma con un fondo che sembra diarrea di paltodattilo (paltodattilo è un essere preistorico, pochi sopravvissuti si trovano ancora nella vicina paltolandia).. questa diarrea paltosa, è a tratti molto liquida, dove ci si avvicina ad un dosso, diventa piu consistente…… beh è un divertimento aprire il gas in questo pezzo.. sembra di essere tornati bambini quando si giocava con la propria cacca…….
Secondo controllo con timbro e via….
Si arriva alla fine del primo giro e becchiamo pure il Capo…… che ci sta spettando……