
Dopo giorni di pioggia e freddo ecco finalmente una giornata di sole e freddo.
Il sole ci regala una luce magnifica sulla campagna romana che manca solo la cornice per quanto assomigli a un quadro.
Giornata di enduro e freddo che ci segna la pelle con ustioni e crampi e dita che non le senti più.
Dall’alba al tramonto
Sveglia prestissimo, dopo una serata da rock star tra aperitivo, cena e dopo cena in giro per San Lorenzo. L’appuntamento è sulla Salaria al solito posto, per poi raggiungere gli altri disseminati sulla via in almeno altri due luoghi. Sintomo della certezza di fare tardi…
Alle 8.45 sono in perfetto orario da Samocar dove trovo già Luigi e Silvia, a cavallo della sua Husqvarna nuova di pacca ritirata soltanto il giorno prima. Qualche minuto di attesa e arriva anche Sandro. Siamo pronti, procediamo in direzione traversa del grillo, non prima però di aver messo benza. Arrivando al distributore, la moto inizia a scoppiettarmi. Cosa sta succedendo? Metto in riserva, giusto il tempo di entrare al distributore, la moto si ferma. Guardo il carburatore ed è tutto chiaro. Ho perso la vite dell’aria, sono finito, mi sono giocato la giornata. Guardo meglio, il foro è tragicamente vuoto, ma la rondellina è rimasta sul blocco motore. Aguzzo la vista come nemmeno superman potrebbe fare e scorgo la vitarella affogata nel fango (residuo dell’ultima uscita!) tra motore e forcellone! Lo sapevo io che lavare la moto non è cosa buona e giusta! Pochi minuti e ripartiamo, ma prima sigillo la vite con del nastro americano, per non rischiare di perderla di nuovo. Traversa del grillo, troviamo Carlo che ci aspetta e ci informa che anche Corradone è con noi. Passava di lì per arrivare all’appuntamento a Palombara e, visto che ci siamo, si ferma e fa strada con noi… Pochi chilometri e iniziamo lo sterrato. Da questo punto in poi, tranne che per brevissimi tratti, sarà tutto fuoristrada. Un fuoristrada fatto di fango grasso, pesante, scivoloso per i piedi e appiccicoso per i telai. Fatto di pietre, smosse e sistemate come i numeri di un sudoku lapideo inventato da un pazzo. Fatto di gelo, con la neve sul nostro sentiero, e il ghiaccio nelle pozze scavate dai trattori. Fatto di acqua, fredda negli stivali, ancora più fredda addosso a chi cade nelle stesse pozze.
Il ritorno a casa è anch’esso fatto di gelo, gelo profondo di quello che entra nelle ossa e che soltanto una doccia da mezz’ora può cacciarti fuori. E ripulire la giornata dalle fatiche lasciando soltanto i tanti momenti bellissimi e divertenti in compagnia degli amichetti.
I partecipanti:
- Carlo. Con la sua Beta fa miracoli, viene da dire. Mai un’incertezza, mai una esitazione. Guida il gruppo con carisma e grande senso di responsabilità, permettendoci tempi di tutto rispetto senza mai esagerare. La forza della solidità, IronMan. Voto 10
- Sandro (ex)TT. Complice il motore 2 tempi, puzza di olio che sembra un frantoio, ma sulla sua YZ non teme ostacoli avanzando come un piccolo carroarmato. Ma grazie e nonostante questo, riesce sempre a farci sorridere, a staccare la battuta giusta per il momento. Patch Adams! voto 8
- Corradone. Onnipresente. Lui è dappertutto, ma soprattutto dove c’è bisogno di una mano. E’ accanto al gradone che non riesci a salire, al lato della pozza che non riesci a guadare, ha in mano la chiave che ti serve e che hai dimenticato di portare. Una sicurezza, Superman. voto 9
- Marco Pots. Senza perdere la sua verve, la classe e lo stile che lo contraddistinguono, grazie alla nuova moto è diventato irriconoscibile. Dr. Jeckill! Voto, 8
- Silvia Silvia. La moto nuova, ritirata il giorno prima, ha ancora bisogno di messa a punto e personalizzazione ma, se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, la strada è quella giusta… E naturalmente, è una mulattiera! , voto 8emezzo
- Federico Spiritello. E’ l’anima pura del gruppo, l’endurista perfetto che arriva dove la mente non potrebbe nemmeno immaginare, l’uomo a cui non bastano 10 anni di Calendari di Frate Indovino per tutti i santi che invoca. Arrampicato sul suo fido Crf trasforma ogni pietra, ogni solco, ogni singolo sterro in una sfida alla forza di gravità. , voto 9
- Moroboschi. Dopo i 30 gradi della Cambogia, il ritorno alle temperature europee si fanno sentire ma non scalfiscono di un pelo la sua consueta abilità nel gettare il cuore oltre l’ostacolo. E la moto, invece, pure! Calorosamente gelido! La Torcia Umana, voto 9
- la mia XR. Dopo una partenza tentennante, si scuote di dosso la troppa polvere accumulata e non subisce il confronto con le “amichette” più giovani di lei. E per non farmi rimpiangere il “pulsantino”, s’accende sempre al primo colpo. L’Araba Fenice, voto 10



































4 Commenti
AHAHAHAHHAHAA!!!! ORMAI FEDERICO LA CAMBOGIA CE L’HA APPICCICATA A PELLE!!!!
..e il barista? Mi pare che l’ha presa con filosofia…
BRAVISSIMI!!!! CHE INVIDIA!!!!
COMPLIMENTI….
wow! Mi chiedo quanto ci avete messo per ripulire per bene le moto!