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	<title>Sporcoendurista. &#187; Deserto</title>
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	<description>la passione per l&#039;enduro, la passione per il viaggiare in moto</description>
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		<title>Tunisia 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 18:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>moroboschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Deserto]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>

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		<description><![CDATA[4 giorni di ferie, pochi, pochissimi per partire. 4 giorni di ferie, che comunque mi vengono concessi solo all'ultimo minuto.
Una telefonata a Fede: che famo? 'ndo annamo? Tunisia? Ok!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tunisia last minute</p>
<p>4 giorni di ferie, pochi, pochissimi per partire.<br />
4 giorni di ferie, che comunque mi vengono concessi solo all&#8217;ultimo minuto.<br />
Una telefonata a Fede: che famo? &#8216;ndo annamo? Tunisia? Ok!</p>
<p>In meno di un attimo prepariamo il bagagliame (ridotto all&#8217;osso), comperiamo i biglietti <strong>Civitavecchia-Tunisi</strong> per l&#8217;andata e per il ritorno Tunisi-Salerno al prezzo di 230e con la Grimaldi.<br />
Recuperiamo un po&#8217; di info grazie ad amici e internet (un grazie speciale va a <a href="http://www.sahara.it" target="_blank">sahara.it</a>) e via, si parte.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-1.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Salutiamo Roma supertrafficatissima e superindaffaratissima nelle ultime ore che precedono il cenone di natale e senza sosta ci beviamo Roma-Civitavecchia tutti imbacuccati, il freddo punge.<br />
Arrivati al porto consumiamo il nostro di cenone: un kebab, qualche fritto misto e birra.<br />
Ultimo brindisi al nostro viaggetto e poi all&#8217;imbarco dove ci dicono: &#8220;<em>ammazza, 800 tunisini e 2 italiani, Auguri!</em>&#8221;<br />
Solo dopo afferro quello strano tono con cui gli addetti all&#8217;imbarco c&#8217;hanno fatto gli auguri.<br />
A bordo è un inferno:<br />
sacchi a pelo, coperte, lettini volanti, cartoni, a occupare ogni centimetro quadro.<br />
bambini che urlano, donne che cialano, uomini che chicchierano, e lo speaker che gracchia dall&#8217;altoparlante.<br />
puzze di piedi, ascelle e fiatelle speziate a rubare ogni molecola d&#8217;aria.<br />
Vabbè&#8230; ci adattiamo, i nostri stivali da enduro non sono da meno e con eruttazioni e flatulenze (scritte così sembra che puzzino di meno, ma non è così) riusciamo a ritagliarci un po&#8217; di spazio.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-2.jpg" alt="" /></p>
<h4>Il 25 dicembre, Natale!</h4>
<p>Sbarchiamo, la classica caciara del controllo passaporti e della compilazione moduli ci porta via una mezz&#8217;oretta. Facciamo il pieno alle moto, saltiamo in sella e puntiamo a <strong>Sud</strong>. Il buio e il freddo ci fermano a <strong>Sousse</strong>.<br />
Chiediamo indicazioni: albergo? hotel?<br />
Ci indicano una strada, la imbocchiamo e in meno di 10 metri si trasforma in un budello contorto di vicoli, viuzze, incroci, rampe di scale&#8230; svoltiamo a destra, poi a sinistra, sembra che qui ci siamo già passati, no forse, ma&#8230; ok, ci siamo persi.<br />
Ma il dramma è che siamo in piena medina.<br />
A culo ne veniamo fuori, proprio dal lato della moschea dove riusciamo a trovare un confortevole albergo.<br />
Parcheggiamo le moto nella hall, e usciamo in cerca di cibo. Un giro per apprezzare la bellezza del centro di Sousse e poi a nanna.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-3.jpg" alt="" width="600" height="700" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-4.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<h4>Il 26 dicembre.</h4>
<p>Tuttasfalto fino a <strong>Tataouine</strong> dove cerchiamo di farci dare i permessi per scendere a Sud.<br />
Oggi è venerdì e gli uffici sono chiusi, bene.. torniamo domani, e approfittiamo per perderci su sterre che si infilano su per le colline sassose, immobili ci gustiamo un tramonto di un arancio che brucia le nuvole.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-5.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-6.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Il 27 ci presentiamo di buon&#8217;ora, ma i permessi ci vengono negati, cerchiamo di fare la scenetta italiana montando su un teatrino, tutti si divertono, ridono, ma i permessi non ce li danno lo stesso.<br />
Vabbè non fa niente, carichiamo le moto e riproggettiamo l&#8217;itineraro. Andiamo a <strong>Chenini</strong> e poi a <strong>Ksar Ghilane</strong>.<br />
La pista è sterrata, abbastanza buona e battuta, qua e là qualche crepa e un po&#8217; di pietre, comunque riusciamo a tenere un buon passo, procediamo spediti, arrampicandoci su qualche collinetta da cui ammirare il panorama circostante.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-7.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-8.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<p>Man mano che ci avviciniamo a Ksar Ghilane qualche lingua di sabbia ricopre la pista. E&#8217; la prima sabbia tunisina che tocco, prima avevo assaggiato solo quella libica. Prenderci confidenza non è per niente facile.<br />
Tarda mattinata e mancano appena 5 km a Ksar Ghilane. Per non arrivare troppo presto a destinazione rischiando di annoiarci, decido di bucare l&#8217;anteriore.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-9.jpg" alt="" width="600" height="450" /><br />
Perdiamo un po&#8217; di tempo per ripararla, due chiacchiere e ripartiamo, arriviamo, mangiamo e ci sitemiamo in tenda. Scarichiamo le moto e leggeri ci dirigiamo al fortino.<br />
E qui imparo quanto possano essere infami ste dunette tunisine dove raggiungere la velocità che tiene a galla i 230kg dell&#8217;Africa twin è un&#8217;impresa.<br />
Dal fortino si ha una veduta a 360° di questo mare frastagliato di sabbia, un leggero vento spettina le creste delle dune, facendo scivolare un tappeto trasparente di granelli di sabbia, rendendo fluido questo paesaggio immobile.<br />
Rientriamo e ceniamo al campeggio&#8230; solo dopo il classico bagno nella pozza.. a dire il vero ne abbiamo approfittato per lavarci.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-10.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-11.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-12.jpg" alt="" /></p>
<h4>Douz.</h4>
<p>La mattina successiva puntiamo <strong>Douz</strong>, seguendo la pista principale che in più di qualche tratta è affogata nella sabbia.<br />
Notiamo una cosa.. ci sono talmente tanti caffè che sembra d&#8217;essere in tangenziale. Obbligatoria la sosta la mitico <strong>&#8220;Cafe du desert&#8221;</strong>.<br />
Da lì a Douz è un attimo, ci sistemiamo in un alberghetto un po&#8217; fatiscente solo dopo una piccola e simpatica trattativa sul prezzo. E come sempre scarichiamo le moto e partiamo per il &#8220;non so dove&#8221;.<br />
Superiamo il palmeto e all&#8217;improvviso ci fermiamo&#8230;<br />
di fronte gradinate gremite all&#8217;inverosimile da centinaia di persone, bandiere, beduini, jeep&#8230;<br />
Ahhh ecco! Oggi è l&#8217;ultimo giorno del<strong> festival del Sahara di Douz</strong>.<br />
Passiamo qualche oretta a bordo campo a guardare sfilare dromedari in parata e cavalli al galoppo.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-13.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-14.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-15.jpg" alt="" /></p>
<h4>29 dicembre Douz &#8211; Tozeur.</h4>
<p>Qualche km di asfalto e poi ci buttiamo a sinistra subito prima del <strong>Chott el Jerid</strong>.<br />
Strada battuta con fondo liscio che permette di &#8220;distrarsi&#8221; un po&#8217; a guardare il paesaggio che ci scorre addosso.<br />
A destra il lago salato, una distesa di sale senza fine di un bianco illuminato che acceca la vista.<br />
A sinistra invece qualche conformazione rocciaosa che si innalza dal piattume circostante.<br />
I tasselli delle ruote &#8220;sembra&#8221; reggano bene su questo fondo, procediamo tranquillamente.<br />
Ho scritto sembra, perchè una chiazza marrone che sembrava essere semplice terra si rivela invece una lastra di micidiale fango sguisciante, e non appena il mio anteriore lo sfiora <em>&#8220;Sfiusf!&#8221;</em> (suono della moto che scivola sul fango)<br />
Uno &#8220;<em>Sfiusf!&#8221;</em> di qualche decina di metri, anzi due<em> &#8220;Sfiusf!&#8221;</em> perchè Fede che mi seguiva a ruota non ha fatto nemmeno in tempo a frenare.<br />
Passiamo una bella mezz&#8217;oretta a ridere e a cercare di tirar su le moto che scivolano come anguille.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-16.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-17.jpg" alt="" /></p>
<p>Riprendiamo con più cautela la strada, valutando per bene il cambiamento di colore del terreno.<br />
A <strong>Nefta</strong> ci rifocilliamo e ripartiamo per il set di &#8220;Star War&#8221; ad <strong>Al Mukaymin</strong> (dovrebbe chiamarsi così).<br />
Piccola escursione a piedi nel sito e in moto sulle dune circostanti, stavolta un po&#8217; più alte di quelle trovate attorno a Ksar Ghilane e Douz.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-18.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-19.jpg" alt="" /></p>
<p>S&#8217;è fatta una certa, è ora di andare, via a <strong>Tozeur</strong>. Alloggiamo un una stanza senza lucchetto, le moto in giardino aperto e noi tranquillamente a passeggiare per Tozeur. Il proprietario del campeggio (?!) ha detto che quella era la sua <em>&#8220;piccola Svizzera&#8221;</em>, vabbè ci fidiamo.<br />
A Tozeur ci regaliamo un Hammam. Rigenerante!</p>
<h4>Tozeur &#8211; Oasi di montagna &#8211; Kairouan</h4>
<p>Ci arrampichiamo su per la <strong>pista Rommel</strong>, fino ai suoi 700metri di altezza, da cui si ammira uno splendido panorama su questo canyon e sul Chott che delimita l&#8217;orizzonte. Il fondo è cementato, solo prima della cima c&#8217;è qualche ciottolo, ma nulla di preoccupante.<br />
Dalla pista Rommel arriviamo alle<strong> Oasi di montagna</strong>, ci fermiamo a <strong>Chebica</strong>, parcheggiamo le moto sul piazzale e scendiamo a piedi fino alla sorgente di acqua calda.<br />
<img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-20.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-21.jpg" alt="" /></p>
<p>Bene, il nostro viaggetto è finito, ripuntiamo a Nord, verso <strong>Tunisi</strong>.<br />
A Tunisi passiamo il capodanno, visitiamo<strong> il museo du Bardo</strong> che consiglio vivamente (c&#8217;è la più ricca collezione di mosaici del mondo romano).<br />
Una passeggiata nella medina e poi una visita al volo alla bella <strong>Sidi bu Said</strong>, dove ci lasciamo crogiolare al sole tunisiamo per qualche ora prima di imbarcarci per Salerno.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-22.jpg" alt="" /></p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/img/tunisia2008/tunisia2009-23.jpg" alt="" /></p>

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		<title>Libia 2008</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2008 11:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>moroboschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Deserto]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>

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		<description><![CDATA[una Terra che vale un Sistema Solare. Le parole del Moroboschi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>una Terra che vale un Sistema Solare</h4>
<p>guidare sulle piste pietrose di Marte, di Urano<br />
navigare sulle dune di sabbia di Giove, di Saturno<br />
fermarsi ad ammirare panorami di infinita bellezza sugli altopiani di Plutone<br />
puntare a sud, verso le falesie di Venere<br />
fermarsi ad ascoltare il vento freddo sui laghi salati di Mercurio.<br />
Questa è la Libia.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2008/02/libia-2008-1.jpg" alt="Libia in moto 2008" width="625" height="435" /></p>
<p>L&#8217;essenza dell&#8217;infinito, la purezza del vuoto, la vastità del nulla, sono impersonificati dagli elementi naturali<br />
Il deserto, le montagne, la sabbia, le pietre, le stelle emozionano a pelle,<br />
bruciano come tagli profondi a carne viva.</p>
<p>Un viaggio durato un giorno, un solo giorno<br />
il giorno più lungo della mia vita,<br />
fatto di 20 albe e tramonti<br />
di notti stellate da far fatica a vedere il buio<br />
di cieli smisurati senza orizzonti.</p>
<p>Rimane questa pastosa sensazione di angoscia.<br />
Cosa mi manca ora, qui?<br />
Niente, non mi manca nulla.<br />
Mi accorgo invece, che mi manca proprio il Nulla, il Niente.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2008/02/libia-2008-9.jpg" alt="Libia in moto 2008" width="625" height="469" /></p>

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		<title>Tunisie Rallye Optic an 2000</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2000 13:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Deserto]]></category>
		<category><![CDATA[Tunisia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’idea di fare un viaggio in Africa nacque durante il lungo e freddo inverno del ’99]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2952" title="maglia optic" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/maglia-optic.JPG" alt="maglia optic" width="625" height="417" /></p>
<h4>Aprile 2000</h4>
<p>Ogni tanto tra gli “sporchi” ma anche tra quelli un po’ più puliti, si sente parlare d’Africa. E’ il sogno di tutti portare, un giorno, la nostra moto in Africa e c’è chi una volta andato si sente soddisfatto e chi invece non vede l’ora di tornarci. Io non so da che parte stare ma voglio comunque raccontare la mia esperienza personale sperando che leggendo queste righe qualcuno decida di partire.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2983" title="nuovo-91" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-91.jpg" alt="nuovo-91" width="559" height="372" /></p>
<p>L’idea di fare un viaggio in Africa nacque durante il lungo e freddo inverno del ’99…. (francamente non mi ricordo se sia stato così freddo e lungo però fa più fico); con Stefano cominciammo a fantasticare di un viaggio in Africa in completa autonomia con primo obiettivo quello di risparmiare più soldi possibile, e secondo, poiché tutti e due mal digeriamo situazioni in cui qualcun altro decide per noi, scartammo a priori l’idea di affidarci ad agenzie specializzate.<br />
Deciso questo punto fondamentale passammo al luogo che ci avrebbe visto sbarcare per il nostro primo viaggio africano….la scelta cadde ovviamente sulla Tunisia per mancanza di concorrenti abbordabili. Per i mezzi da utilizzare la scelta, anche questa obbligata, fu “SUZUKI DR 600”, perché io ne avevo uno e perché Stefano aveva la possibilità di assemblarne, tra i suoi rottami buttati nell’intercapedine di casa, almeno tre. Così, mentre Stefano pensava alla preparazione dei mezzi, io cominciavo a raccogliere informazioni, articoli, cartine e tutto quello che pensavo ci sarebbe stato utile durante il viaggio che, avevamo deciso, si sarebbe svolto durante la settimana di Pasqua del 2000.<br />
Prenotammo quindi il traghetto Napoli – Tunisi. (Lire 313.000)<br />
La preparazione del mezzo di Stefano procedeva intanto nei tempi previsti e con perizia certosina; -un bel telaio nero racchiudeva un motore revisionato in tutte le sue parti, l’impianto elettrico controllato e ricontrollato, forcelle, mono, impianto frenante, giorno dopo giorno una moto nera e cattiva come un calabrone ed oggetto della bramosia di quanti si recavano nell’officina di Stefano, prendeva forma. Per la mia, invece, gli interventi si riducevano al cambio completo della carrozzeria (in quanto perfetta) con una più scalcagnata ma sicuramente più adatta e….aho, nun ma’annava de rovinà ‘a mia…oh! Per le gomme la scelta cadde, sempre in un’ottica risparmiosa e prendendo quello che c’era disponibile, sul “Six Days” per l’anteriore mentre per il posteriore su una gomma di cui non ricordo il nome ma i cui segni sono ancora visibili su qualche pista tunisina. Per il resto, Stefano, conoscendo a menadito pregi (tanti) e difetti (nessuno) del DR, decise di portare come ricambi un generatore di tensione, un regolatore, una centralina e le leve di ricambio; completavano il set: falsa maglia, camere d’aria, pompa a pedale e leve togli copertoni.<br />
Al supermercato facemmo incetta di: minestre liofilizzate Knorr (leggermente salate per i miei gusti), carne e tonno in scatola, caffè liofilizzato, thè e un bel barattolo di crema di asparagi (Stefano ne va goloso) che diede il meglio di sé esplodendo in mezzo alle mie mutande di ricambio durante un trasferimento un po’ duro.<br />
Tutto era pronto, mancavano 15 giorni alla partenza e……Stefano cedette alle lusinghe verbali e a quelle più convincenti del vil denaro vendendo la moto che si era preparato per partire…il calabrone prendeva il volo ma non c’era Stefano sopra. “Non ti preoccupare!” mi disse “Ne faccio un’altra!” E così in fretta e furia prese forma un incrocio tra una cavalletta e un pennarello fosforescente (vedi foto) con in più una chicca: al posto del vetusto freno a tamburo Stefano applicava un bel freno a disco con pompa e tutto.</p>
<h4>18 Aprile 2000: Roma &#8211; Napoli</h4>
<p>Si parte. Anzi parto. L’appuntamento è rimandato lungo l’Autostrada per Napoli in quanto Santa Angela (la mamma di Stefano) alzatasi presto, nota un’inquietante macchia sotto la moto di Stefano. E’ benzina! Sveglia il figlio che si mette subito a cercare il guasto e trovatolo -un buco nel serbatoio- provvede alla sostituzione.</p>
<p>Ci sentiamo per telefono e lo aspetto al distributore “La Macchia”; arrivano altre moto, ci sono delle jeep… non vanno ad una sagra paesana…e mi comincio a preoccupare, guardo il vecchio DR e mi domando se ce la farà e se ce la farò io. Arriva Stefano che con un tubo da stufa atomico al posto della marmitta e la sua allegria attira l’attenzione e mi risolleva il morale! Ci si avvicinano in tre e ci chiedono una “cartina” io un po’ confuso rispondo che ne abbiamo solo una e ci serve…. Quelli se ne vanno con aria interrogativa…. dopo un attimo realizzo. Sveglia Fabri’!!!!</p>
<p>Napoli, strada verso il porto, ci si affiancano dei motorini che ci vogliono vendere Solex e telefonini, videoregistratori e televisori… aho! Ma me state a vede’ come so’ conciato???? C’ho il casco e gli occhialoni, gli stivali da cross, le pentole legate dietro…. Che ci devo fare con un videoregistratore?</p>
<p>Entriamo in porto, il mare è una tavola. Baldanzoso chiedo ad un ormeggiatore (ripensando alla barzelletta del gay e del bagnino) come è il mare fuori….invece di rispondermi: ”INCAZZATO!” mi squadra e mentre leggo una certa soddisfazione nei suoi occhi mi sussurra: “Stanotte si balla.” Perdo immediatamente la mia baldanza. Come si balla? Oddio… 13 ore di traghetto con il mal di mare….sudo freddo e in un lampo sono in farmacia alla ricerca della Xamamina. Il piazzale d’imbarco è ingombro di quattro tipologie di veicoli e passeggeri in rigoroso ordine di credibilità:</p>
<p>a)	i tunisini che tornano a casa: macchine stipate all’inverosimile e facce simili a quelle che abbiamo noi quando aspettiamo il “60” o la metro.<br />
b)	gli arrabbiati: moto, jeep e camion preparatissimi, attrezzatissimi e cattivi con equipaggi e conducenti ancora più cattivi che sembrano usciti dal film “Mad Max”;<br />
c)	Stefano.<br />
d)	io.</p>
<p>Tutti ci guardano convinti di non rivederci al ritorno. Qualcuno si avvicina e ci chiede se abbiamo il Gps, se siamo aggregati a qualche gruppo ecc. Raccolto il nostro diniego un’anima pia ci suggerisce, in caso di smarrimento sulle piste, di incendiare le moto: “Qualcuno vedrà il fumo” ci incoraggia. Insomma, siamo gli unici “fai da te” a parte i tunisini con mogli e figli…ma non incendierò MAI la mia moto… semmai quella di Stefano.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2893" title="nuovo-38" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-381.jpg" alt="nuovo-38" width="561" height="370" /></p>
<p>A bordo scoppia un mezzo ammutinamento. La nave prevista per la traversata si è rotta e l’armatore provvede a metterne a disposizione un’altra, adibita alla tratta Napoli – Trapani, di stazza notevolmente inferiore, tanto che molte persone che avevano prenotato una cabina, si ritrovano inferocite accampate nei saloni.<br />
Noi ci gettiamo a pesce su due divani paralleli e togliendoci gli stivali, scongiuriamo ulteriori intromissioni. Partiamo con ritardo, i marinai parlottano tra loro e le loro parole non sono rassicuranti: c’è mare grosso, la nave è piccola e stipata di mezzi e gente, forse non bisognava partire….il primo schiaffone al traghetto lo prendiamo insieme alla prima Xamamina (saranno tre alla fine della traversata) mentre i marinai cominciano a distribuire pasticche e strani sacchetti di plastica. Vengono sbarrate le porte che danno sui ponti, ci stendiamo sui nostri divani e con una bottiglia vuota accanto mi appresto a non alzarmi nemmeno per i bisogni.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2896" title="nuovo-40" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-40.jpg" alt="nuovo-40" width="561" height="374" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2895" title="nuovo-39" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-39.jpg" alt="nuovo-39" width="557" height="364" /></p>
<p><strong>19 Aprile 2000: Mar Mediterraneo &#8211; Tunisi</strong></p>
<p>Dopo 27 ore d’inferno raggiungiamo il porto di <strong>Tunisi</strong> dove stralunati, insonnoliti e veramente stanchi ci aspettano due ore di beghe doganali della serie “Non ci resta che piangere” con continue richieste di un fiorino (o era un dinaro?) da parte delle “autorità doganali” che, consegnato un modulo bilingue (arabo e francese), vogliono sapere vita e miracoli delle moto, compreso il colore…. Ci sbizzarriamo con quella di Stefano scrivendo in maiuscolo “VERDE PISELLO E FUCSIA”. Forse è anche per questo che ci “rilasciano” solo a notte fonda e finalmente usciamo dal porto non prima di aver acquistato una preghiera musulmana venduta da uno un po’ insistente ma con una inquietante faccia da gufo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2959" title="IMG_2881rid" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/IMG_2881rid.JPG" alt="IMG_2881rid" width="625" height="417" /></p>
<p>E’ tardi e perdiamo l’orientamento in una Tunisi ancora caotica nonostante l’ora. Ci ritroviamo in un sobborgo, ho Stefano davanti (come sarà per tutto il viaggio) a una cinquantina di metri, quando da un gruppo di persone mi arriva addosso uno che mi si aggrappa e comincia a darmi dei pugni sul casco; fortunatamente mi è arrivato a sinistra, rispondo ai suoi colpi colpendolo a casaccio e mollando qualche calcione e dando contemporaneamente gas…. Si stacca, mi urla qualche cosa e con il cuore a tremila raggiungo Stefano. Ci allontaniamo da Tunisi e troviamo una spiaggetta tranquilla a <strong>Madia</strong> nei pressi di <strong>Sidi Bu Said</strong>, la residenza del Presidente della Repubblica tunisino, montiamo la tenda e ci addormentiamo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2898" title="nuovo-4" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-4.jpg" alt="nuovo-4" width="563" height="356" /></p>
<h4>20 Aprile 2000 Madia &#8211; Kasserine</h4>
<p>Persone che fanno footing e portano a spasso i cani sulla spiaggia ci restituiscono la voglia di viaggiare insieme ad una bella mattinata di fine Aprile. Alcune ragazze ci guardano e ci sorridono, qui la gente se la passa bene e si vede, niente a che vedere con la periferia di <strong>Tunisi</strong> o con quello che incontreremo nei giorni successivi.<br />
Prossima tappa <strong>Tabarca</strong> al confine con l’Algeria per poi piegare decisamente a sud verso le oasi di montagna. Attraversiamo, accompagnati da una leggera pioggerellina, dei villaggi di montagna con i tetti spioventi che escono dalla nebbia, ti aspetteresti di vedere da un momento all’altro qualche alto atesino in calzoncini.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2903" title="nuovo-41" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-41.jpg" alt="nuovo-41" width="559" height="366" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2900" title="nuovo-46" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-46.jpg" alt="nuovo-46" width="563" height="366" /></p>
<p>Il panorama cambia velocemente a mano a mano che ci dirigiamo a sud. Impariamo a schivare i sassi che i bambini ci lanciano contro al passaggio…. Non bisogna frenare e cercare di allontanarsi da loro ma puntarli decisamente ed accelerare: saranno loro a scappare impauriti. Ci dirigiamo verso <strong>Kasserine</strong> via <strong>El Kef</strong>, la strada è suggestiva ma in pessime condizioni, con lunghi tratti sterrati, deviazioni per lavori e brecciolino alto; incontriamo due ragazzi con una moto da strada che hanno le loro belle difficoltà, li salutiamo e procediamo. Dopo aver attraversato l’omonimo passo teatro del primo scontro tra le fanterie americane e quelle tedesche durante la 2^ Guerra Mondiale, arriviamo a <strong>Kasserine</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2899" title="nuovo-47" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-47.jpg" alt="nuovo-47" width="561" height="366" /></p>
<h4>21 Aprile 2000 Kasserine &#8211; Tamerza</h4>
<p>Torniamo per qualche chilometro sui nostri passi per visitare <strong>Sbeitla</strong>, antica città fondata dai romani della quale rimangono notevoli vestigia ben tenute; grande ospitalità e gentilezza.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2904" title="nuovo-111" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-111.jpg" alt="nuovo-111" width="370" height="563" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2905" title="nuovo-112" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-112.jpg" alt="nuovo-112" width="565" height="372" /></p>
<p>Riprendiamo la strada per raggiungere <strong>Ferina</strong> da dove, finalmente, parte una strada bellissima che sale alle oasi di montagna; incontriamo i primi dromedari, e in un paesaggio che si fa sempre più simile a quello che avevamo in mente, piombiamo da una strada laterale sulla strada per <strong>Tamerza</strong> dove ad un incrocio un folle accanto ad una macchina tutta piena di adesivi ci spinge ed incita a prendere una direzione… non capiamo una mazza a parte qualche ALE’! ALE’!, ci guardiamo in faccia e decidiamo di far contento il folle… lungo la strada convinciamo uno su un mostro rosso a due ruote che forse la direzione giusta, per non sappiamo dove, è la nostra, quello ci guarda letteralmente dall’alto in basso, ci dà fiducia e riparte impennando. Entriamo a cannone in un recinto. Finalmente scopriamo dove siamo capitati: è l’accampamento della <strong>5^ tappa del Rallye de Tunisie</strong> e capiamo solo ora perché i giorni scorsi i bambini che non ci tiravano i sassi ci chiedevano l’autografo! Ci aggiriamo felici e stupiti come due scemi al luna park e cominciamo a destare dei leggeri sospetti… ci fermano, vedono il pentolame sulla moto, capiscono che siamo due volgari infiltrati e ci invitano ad uscire non prima però di aver acquistato due fantastiche magliette commemorative ed aver mangiato patatine.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2906" title="nuovo-59" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-59.jpg" alt="nuovo-59" width="375" height="540" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2915" title="nuovo-55" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-55.jpg" alt="nuovo-55" width="563" height="366" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2907" title="nuovo-60" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-60.jpg" alt="nuovo-60" width="561" height="379" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2908" title="nuovo-15" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-15.jpg" alt="nuovo-15" width="565" height="376" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2909" title="nuovo-61" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-61.jpg" alt="nuovo-61" width="561" height="372" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2910" title="nuovo-54" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-54.jpg" alt="nuovo-54" width="559" height="376" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2911" title="nuovo-58" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-58.jpg" alt="nuovo-58" width="375" height="567" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2988" title="nuovo-64" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-64.jpg" alt="nuovo-64" width="567" height="368" /></p>
<p>Dormiamo a <strong>Tamerza</strong> sotto le palme previa richiesta di permesso ad un arabo probabile proprietario del posto… qui, ci spiegano, si usa così: ti fanno dormire dove vuoi, basta che chiedi il permesso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2986" title="nuovo-51" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-51.jpg" alt="nuovo-51" width="561" height="364" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2987" title="nuovo-53" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-53.jpg" alt="nuovo-53" width="561" height="364" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2956" title="023" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/023.jpg" alt="023" width="565" height="368" /></p>
<p>Conosciamo Farouk Assan che dopo aver saggiato le qualità tecniche di Stefano (cambio di una candela al suo scassatissimo motorino) si offre, dietro compenso, ad accompagnarci l’indomani mattina sulle “pista Rommel” fino a <strong>Cebika</strong>. Nel prezzo è compresa la visita ai set cinematografici di “Il paziente inglese” e “Indiana Jones” e un, lo scopriremo più tardi, terrificante pranzo arabo a casa sua.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2940" title="nuovo-77" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-77.jpg" alt="nuovo-77" width="575" height="370" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2963" title="nuovo-65" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-65.jpg" alt="nuovo-65" width="370" height="558" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2965" title="nuovo-66" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-661.jpg" alt="nuovo-66" width="565" height="374" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2989" title="nuovo-62" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-62.jpg" alt="nuovo-62" width="567" height="370" /></p>
<h4>22 Aprile 2000 Tamerza &#8211; Tozeur</h4>
<p>La mattina presto Farouk Assan ci viene a chiamare e partiamo per il nostro primo vero contatto con le piste africane: un misto di pietre e sabbia con Stefano che nonostante Farouk Assan aggrappato dietro, dimostra tutta la sua dimestichezza con il fuoristrada, fosse stato per me il signor Assan sarebbe andato a piedi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2968" title="nuovo-69" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-69.jpg" alt="nuovo-69" width="563" height="370" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2969" title="nuovo-74" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-74.jpg" alt="nuovo-74" width="563" height="372" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2970" title="nuovo-71" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-71.jpg" alt="nuovo-71" width="561" height="362" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2971" title="nuovo-72" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-72.jpg" alt="nuovo-72" width="377" height="567" /></p>
<p>A Cebika un gruppo di turisti ci guarda incuriosito e una signora italiana, dando per scontato di trovarsi di fronte due stranieri, ipotizza con le sue amiche qualcosa sulla puzza dei nostri piedi chiusi negli stivali… Le rispondo in perfetto italiano e con cortesia lasciandola rossa come un peperone e derisa dai suoi compagni di viaggio; adoro queste situazioni. Lasciato Farouk Assan e il suo pranzo alla vostra immaginazione, ripartiamo direzione <strong>Tozeur</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2962" title="nuovo-78" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-78.jpg" alt="nuovo-78" width="565" height="376" /></p>
<p>Qui ci spariamo un albergo con piscina e mega salamandra in camera che comunque, promettendoci di non russare, decidiamo di lasciare al suo posto. Il cellulare dà segnale e quindi diamo notizie a casa. L’indomani inizierà l’avventura.</p>
<h4>23 Aprile 2000: Tozeur &#8211; Douz</h4>
<p>Lasciamo <strong>Tozeur</strong> con una costante che purtroppo ci accompagnerà per tutto il viaggio: partiamo sempre troppo tardi, con il caldo si viaggia male (abbiamo raggiunto i 48°), il fondo si allenta e la fatica si moltiplica. Inizia il vero deserto! Raggiungiamo <strong>Nefta</strong>, e poi il confine sud con l’Algeria, siamo circondati da bambini che ci chiedono regali, “bon-bon” e “stilò”… la prossima volta ne porto uno zaino. Ci avvicina un ufficiale dell’Esercito tunisino ci disegna sulla carta una pista per attraversare il Chott ed arrivare a Rjem Mafoug… ci dice di stare molto attenti a non sconfinare in Algeria…., schiviamo gli ultimi sassi volanti e ci buttiamo a capofitto nel Chott el Jerid. La pista, bella, facile, dritta e a perdita d’occhio ogni tanto è attraversata da banchi di sabbia ed imparo presto, anche a prezzo di grosse “smaltite”, il modo per affrontarli: sabbia compatta? Via, in piedi, peso indietro (ma tanto già ci sono le pentole, il fornelletto e le scatole di tonno che svolgono egregiamente il lavoro) e…manetta. Sabbia profonda con tracce di pneumatici? Prudenza! Le moto saltano, cambiano improvvisamente direzione nonostante le teniamo con tutte le forze, fanno male le braccia e le spalle, la schiena e le gambe ed il sudore ci inzuppa dalla testa ai piedi, fino a quando un attimo dopo essersi già visti volare fuori pista, senti le gomme riacquistare aderenza…fino al prossimo banco. I sentimenti che vivo sono contrastanti: l’orizzonte mi gira intorno come mai in tutta la mia vita e lo sto tagliando in mezzo lasciandomi dietro polvere e sensazioni indescrivibili….ma la pista ci tradisce, un cartello a terra incontrato dopo 50 km. non ci aiuta e così ci inoltriamo su una pista che si perde tra sassi, sabbia e radi cespugli… ci fermiamo preoccupati, cerchiamo di ragionare e ci riposiamo pochi minuti nell’unica ombra disponibile in mezzo ad un deserto alle due di pomeriggio: quella delle nostre moto…<strong>Rjem Mafoug </strong>dovrebbe distare 25 Km. ma proseguire è impossibile; giriamo le moto, un sorso d’acqua, la temperatura è abbondantemente sopra i 40° e in queste condizioni disinsabbiare le moto diventa una fatica enorme. Stefano rompe la pompa del freno posteriore con lo stivale. Proseguirà, non so come, come se nulla fosse. Riconsultiamo la cartina e la bussola e procediamo verso nord-est, almeno non corriamo il rischio di sconfinare in Algeria. Ora il contachilometri gira veloce e accompagna la fiducia che ne usciremo tra poche ore. Improvvisamente sulla destra cominciamo a vedere dei pali telefonici…urlo e impreco contro nessuno, pure Stefano si agita e fa gesti aumentando l’andatura. Piombiamo a novanta all’ora su una striscia d’asfalto! Ancora decine di Km. ci separano da <strong>Zaafrane</strong>, <strong>Douze</strong> e <strong>El Fauar</strong>, ma siamo usciti e ci sentiamo forti e tosti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2974" title="chott el jerid - tunisia" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/chott-el-jerid-tunisia.jpg" alt="chott el jerid - tunisia" width="565" height="368" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2975" title="chott" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/chott.jpg" alt="chott" width="567" height="366" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2976" title="nuovo-8" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-8.jpg" alt="nuovo-8" width="559" height="366" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2977" title="dr insabbiato" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/dr-insabbiato.jpg" alt="dr insabbiato" width="561" height="368" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2978" title="nuovo-14" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-14.jpg" alt="nuovo-14" width="557" height="364" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2980" title="nuovo-107" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-107.jpg" alt="nuovo-107" width="567" height="366" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2981" title="nuovo-94" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-94.jpg" alt="nuovo-94" width="561" height="372" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2982" title="nuovo-95" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-95.jpg" alt="nuovo-95" width="563" height="372" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2947" title="nuovo-83" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-83.jpg" alt="nuovo-83" width="563" height="370" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2948" title="nuovo-85" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-85.jpg" alt="nuovo-85" width="565" height="364" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2949" title="nuovo-84" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-84.jpg" alt="nuovo-84" width="567" height="370" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2941" title="rejim mafoug" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/rejim-mafoug.jpg" alt="rejim mafoug" width="567" height="372" /></p>
<p>A Douz facciamo rifornimento e ci indicano l’officina dove riparano la pompa del freno…grande ingegnosità e impegno con mezzi scarsissimi ma purtroppo la riparazione effettuata con l’ausilio di un riparatore di lavatrici durerà poche ore.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2923" title="nuovo-26" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-26.jpg" alt="nuovo-26" width="377" height="538" /></p>
<p>Troviamo un alloggio incredibile dove per parcheggiare le moto al sicuro ci fanno passare dentro casa poi, mentre stiamo provvedendo alla manutenzione delle moto, improvvisa e inaspettata ci investe una tempesta di sabbia finissima che penetra dappertutto. Mi ranicchio a testa in giù ma sputerò ugualmente sabbia per tutta la settimana successiva.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2942" title="nuovo-88" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-88.jpg" alt="nuovo-88" width="571" height="370" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2943" title="nuovo-6" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-6.jpg" alt="nuovo-6" width="370" height="544" /></p>
<h4>24 Aprile 2000: Douz – Ksar Ghilane</h4>
<p>Lasciamo <strong>Douz</strong> per prendere la famosa “<strong>Pipe line</strong>” un’autostrada sterrata larga sei metri che collega i pozzi di gas naturale verso sud passando anche per la famosa oasi di <strong>Ksar Ghilane</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2920" title="nuovo-19" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-19.jpg" alt="nuovo-19" width="368" height="561" /></p>
<p>Finalmente uno spasso!!! Il fondo della “Pipe” è il micidiale “tol ondule”. Una teoria afferma che si formi con il continuo passaggio di mezzi i cui ammortizzatori alla lunga formano tutta questa serie di onde durissime (sono comunque accettate altre teorie) che ti smontano letteralmente la moto a velocità medie… quindi, considerato che dobbiamo fare circa ottanta km. e che una media di 10-15 Km/h non ci convince molto, propendiamo per una seconda soluzione: via! Alla prima bucona vado dentro, ne esco come una palla da bowling lanciata da King Kong, rimango in piedi ma ho storto il cerchione posteriore… ci fermiamo, assicuriamo con il nastro americano qualche cosa che rischia di staccarsi dalla moto e proseguiamo più guardinghi anche perché banchi di sabbia ci tendono insidiosi agguati. Vediamo arrancare due GS che non affondano solo perché tenuti a galla dalle borse laterali… Arriviamo a Ksar Ghilane ben oltre l’ora di pranzo… spettacolo indimenticabile: il grande Erg Orientale si spalanca di fronte a noi, sabbia che è cipria nella consistenza e nel colore accoglie i DR e nel mezzo delle dune una macchia verdissima.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2928" title="nuovo-9" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-9.jpg" alt="nuovo-9" width="561" height="362" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2929" title="nuovo-97" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-97.jpg" alt="nuovo-97" width="552" height="370" /></p>
<p>Negli anni ’50 una spedizione italiana alla ricerca del petrolio effettuò nella zona delle trivellazioni. Qui, invece del petrolio, tirarono fuori acqua a 35°. Oggi due bocchettoni da trenta cm. hanno formato un laghetto (balneabile!) contornato da una lussureggiante vegetazione di palme ed eucalipti.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2924" title="nuovo-99" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-99.jpg" alt="nuovo-99" width="563" height="370" /></p>
<p>Ci tuffiamo a pesce dopo aver appoggiato le moto agli alberi e dopo un fantastico bagnetto, andiamo a correre a piedi nudi sulle dune fino a quando non ci avvertono della probabile presenza di scorpioni. Torniamo zampettando come su un campo minato per piantare la tenda.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2930" title="nuovo-102" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-102.jpg" alt="nuovo-102" width="561" height="372" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2931" title="nuovo-101" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-101.jpg" alt="nuovo-101" width="379" height="567" /></p>
<p>Qui abbiamo la lieta sorpresa di incontrare gli amici del “Range Rover Club Italia” che ci rifocillano con una stratosferica “Amatriciana”; fraternizziamo, Stefano tiene come al solito banco e ci invitano la stessa notte ad un giro sui loro fuoristrada. Accettiamo di corsa e ci ritroviamo con le chiappe sui durissimi passaruota di un “Discovery” su e giù per le dune fino a quando a causa della “cagnara” attiriamo una pattuglia dell’Esercito che ci redarguisce e ci riaccompagna all’oasi in fila indiana e con la coda tra le gambe.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2927" title="nuovo-98" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-98.jpg" alt="nuovo-98" width="368" height="554" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2925" title="nuovo-28" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-28.jpg" alt="nuovo-28" width="563" height="364" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2917" title="nuovo-105" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-105.jpg" alt="nuovo-105" width="561" height="374" /></p>
<h4>25 Aprile 2000: Ksar Ghilane</h4>
<p>Metto con circospezione il naso fuori della tenda perché sento degli strani grugniti e mi ritrovo a tu per tu con una mandria di dromedari all’abbeverata nel torrente che esce dall’oasi… meno male che non li portano al laghetto!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2918" title="nuovo-108" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-108.jpg" alt="nuovo-108" width="571" height="368" /></p>
<p>Finalmente con le moto scariche affrontiamo le dune pensando di raggiungere il vicino fortino della Legione straniera mentre tutto intorno a noi dei tedeschi, tirate fuori le moto da cross dai camion, saltano e si divertono come pazzi. Noi arranchiamo con i gloriosi ma pesanti DR, perdo di vista Stefano cado e ricado nella sabbia fino a quando esausto mi siedo sulla cima di una duna ad aspettarlo… torna dal fortino in compagnia di un solitario viaggiatore trovato esausto accanto alla sua XT 600. Stefano lo ha aiutato a tirare su la moto, e lo riaccompagna all’oasi, mi raggiunge, mi “raccatta”, e torniamo alla tenda. Grande Stefano!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2914" title="nuovo-11" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-11.jpg" alt="nuovo-11" width="559" height="364" /></p>
<h4>26 Aprile 2000: Ksar Ghilane &#8211; Djerba</h4>
<p>Lasciamo con tristezza <strong>Ksar Ghilane </strong>e ripercorriamo spediti la “<strong>Pipe line</strong>”. Mi sento più sicuro e guido meglio, tagliamo per una zona montuosa affrontando una serie di mulattiere e raggiungiamo <strong>Djerba</strong>. Ce lo avevano detto tutti che era brutta, ma noi no, volevamo giudicare da soli. E’ brutta. Garantito. Piantiamo la tenda su una spiaggia in prossimità dell’aeroporto, due tunisini ci invitano nel loro casotto di frasche sulla spiaggia per una grigliata di pesce ma decliniamo gentilmente e ci addormentiamo con i coltelli accanto ai sacchi a pelo.</p>
<h4>27 Aprile 2000: Djerba &#8211; Kairouan</h4>
<p>Scappiamo di corsa da <strong>Djerba</strong> e ci dirigiamo verso <strong>Kairouan</strong> città santa dell’Islam e non appena entrati in città veniamo affiancati e scortati fino ad una “pensione”. Mi faccio la doccia vestito per ottimizzare i tempi, stendo la biancheria e ci ributtiamo nella Medina. Partecipiamo in qualità di stranieri ad una epica partita di calcio di fronte alla Moschea principale. Uno per parte, loro molto “brasiliani” noi a randellare come si deve: finisce con un salomonico 5 a 5 e le foto di gruppo. Con le nostre nuove guide, ci addentriamo nei vicoli e scopriamo angoli che da soli sicuramente non avremmo mai visto.</p>
<h4>28 aprile 2000: Kairouan &#8211; Tunisi</h4>
<p>Passiamo a salutare il gentilissimo Anas Aidi che parlando italiano ci ha fatto da cicerone la notte prima e prima di salutarci ci regala due rose del deserto.<br />
Prendiamo la strada per <strong>Tunisi</strong> fermandoci a mangiare, tra gli strazianti belati di quelle ancora vive, un chilo e seicento grammi di pecora in un sporco chiosco (lo iscriviamo al club ad honorem).</p>
<p>Incontriamo di nuovo i rangeristi e facciamo un tratto di strada insieme&#8230;.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2936" title="nuovo-114" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-1141.jpg" alt="nuovo-114" width="557" height="372" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2937" title="nuovo-16" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/nuovo-16.jpg" alt="nuovo-16" width="554" height="366" /></p>
<p>Entriamo a <strong>Tunisi</strong> storditi dalla dimenticata confusione e ci dirigiamo al porto con i nostri bei biglietti in bocca (Lire 255.000). Qui rivediamo tante facce conosciute all’andata. Ci guardano con occhi diversi e non ci snobbano più. Siamo vivi, rattoppati con il nastro adesivo, cotti dal sole, impolverati e puzzolenti…insomma veramente SPORCHI. Ci vengono incontro e ci chiedono dove siamo stati, quanti km e su quali piste. Rispondiamo a tutti e ci sentiamo come loro… mi guardo con Stefano e al volo capisco che tutti e due ci sentiamo migliori.<br />
Grazie amico mio. Mi sono divertito, mi sono conosciuto meglio e guardando te ho anche imparato a guidare meglio.</p>
<h4>29 Aprile 2000: Napoli – Roma</h4>
<p>Prendiamo l’autostrada sotto una pioggia battente e fredda. Arrivo sotto casa, sono stanco morto, scendo e la moto cade, esausta pure lei, a terra…mi precipito a rialzarla e cerco subito la Rosa del Deserto con un groppo in gola…tiro un sospiro: è intatta.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2994" title="IMG_2894rid" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/11/IMG_2894rid.JPG" alt="IMG_2894rid" width="625" height="417" /></p>

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