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	<title>Sporcoendurista. &#187; Iran</title>
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	<description>la passione per l&#039;enduro, la passione per il viaggiare in moto</description>
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		<title>Iran in moto: epilogo e ringraziamenti</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:47:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Epilogo Mi infilo a letto, a destra c’è un armadio, a sinistra la porta e davanti la finestra. E’ la mia casa, la mia stanza, il mio letto. C’è Daniela accanto a me che ronfa soave. Guardo il soffitto bianco dove già si accavallano centinaia di immagini dai colori vividi vissute in questi meravigliosi e straordinari giorni, i ricordi sono confusi e mischiati gioiosamente tra di loro. Provo a fare ordine ma è troppo presto, non riesco a dare un senso logico a tutte le emozioni che mi attraversano la memoria accarezzandomi e cullandomi fino a traghettarmi nel mondo dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Epilogo</h4>
<p>Mi infilo a letto, a destra c’è un armadio, a sinistra la porta e davanti la finestra.</p>
<p>E’ la mia casa, la mia stanza, il mio letto. C’è Daniela accanto a me che ronfa soave.</p>
<p>Guardo il soffitto bianco dove già si accavallano centinaia di immagini dai colori vividi vissute in questi meravigliosi e straordinari giorni, i ricordi sono confusi e mischiati gioiosamente tra di loro.</p>
<p>Provo a fare ordine ma è troppo presto, non riesco a dare un senso logico a tutte le emozioni che mi attraversano la memoria accarezzandomi e cullandomi fino a traghettarmi nel mondo dei sogni, questi sì, dopo 33 giorni di sogni ad occhi aperti, fatti ad occhi chiusi e con la testa su un cuscino.</p>
<h4>Ringraziamenti:</h4>
<p>Ai miei compagni di viaggio, Daniela e Luigi per la forza fisica e mentale con la quale hanno saputo affrontare un viaggio duro e impegnativo e la leggerezza d’animo necessaria a vincere i momenti drammatici e condividere quelli allegri e spensierati.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/F1030003rid.JPG" alt="F1030003rid" title="F1030003rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-1874" /></p>
<p>Ai miei genitori e a mia zia Lilla per l’apparente entusiasmo con il quale accolgono le partenze e maggiormente i ritorni.</p>
<p>A mamma Honda per aver costruito LA MOTO.</p>
<p>Ai miei meccanici personali: Gemdx, Gigione, Gemsx, Max e Maculato, per aver approntato i mezzi al meglio delle capacità operative.</p>
<p>Al Professor Alberto Delitala primario di neurochirurgia dell’Ospedale San Camillo di Roma perché alla domanda: &#8220;Potrò andare in Iran in moto?&#8221; fattagli subito dopo l’intervento di ernia del disco, mi ha risposto: &#8220;Salutami gli Ayatollah&#8221;.</p>
<p>Al popolo iraniano e al popolo turco per l’ospitalità, la gentilezza e la generosità dimostrata oltre ogni immaginazione.</p>
<p>A voi tutti per la pazienza nell’essere arrivati fin qui, con la speranza che queste righe mettano addosso la voglia di partire, anche solo con la fantasia, ed immaginare un mondo migliore, abitato da gente che ha la pace e la fratellanza come valori imprescindibili e assoluti.</p>
<p>Dedicato ad Asia, Alessia ed Adriano, loro sanno perché.</p>
<p>Fabrizio (triplo)</p>

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		<title>Iran in moto: XXIII^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:46:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[06 / 08 settembre: Daylan – Spiaggia di Altinkum (Cesme) La mattina dopo troviamo il tavolino per la colazione già apparecchiato; Javid ci raggiunge e mentre Daniela riprova a convincerlo a farci pagare la stanza con lui che ribatte dandole del pappagallo noioso, vedo Moroboschi con lo sguardo assorto rivolto verso la laguna, sbiancare improvvisamente. Mi giro e vedo la testa di un dinosauro emergere dalle acque calme. Ci precipitiamo sul bordo ed ecco emergere un altro dinosauro. Sono testuggini del Nilo, hanno un carapace grosso come il tetto di una Fiat 500, insomma, sono proprio ENORMI, roba mai vista. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>06 / 08 settembre: Daylan – Spiaggia di Altinkum (Cesme)</h4>
<p>La mattina dopo troviamo il tavolino per la colazione già apparecchiato; Javid ci raggiunge e mentre Daniela riprova a convincerlo a farci pagare la stanza con lui che ribatte dandole del pappagallo noioso, vedo Moroboschi con lo sguardo assorto rivolto verso la laguna, sbiancare improvvisamente.</p>
<p>Mi giro e vedo la testa di un dinosauro emergere dalle acque calme. Ci precipitiamo sul bordo ed ecco emergere un altro dinosauro.</p>
<p>Sono testuggini del Nilo, hanno un carapace grosso come il tetto di una Fiat 500, insomma, sono proprio ENORMI, roba mai vista. Javid ci invita a dargli da mangiare il formaggio e così proviamo l’ebbrezza di imboccare due gigantesche testuggini del Nilo con le ….forchette!</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/183rid.JPG" alt="183rid" title="183rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-3103" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/184rid.JPG" alt="184rid" title="184rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3104" /></p>
<p>Dopo il puntatone di SuperQuark turco, salutiamo Javid e la moglie, e ci incamminiamo definitivamente verso <strong>Cesme</strong>.</p>
<p>Sull’autostrada incontriamo le due coppie di motociclisti turchi conosciuti sulla spiaggia di Kas e basta un cenno per fermarci a bere qualcosa insieme. Al bivio per Izmir ci salutiamo, loro sono arrivati a casa, a noi mancano 90 km per il porto di Cesme.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/187rid2.JPG" alt="187rid" title="187rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3096" /></p>
<p>Ad <strong>Altinkum</strong> ci ripresentiamo al solito campeggio, ci riconoscono subito e riallestiamo l’accampamento nell’attesa che a Cesme arrivi il traghetto per l’Italia previsto per la sera dell’8 Settembre.</p>
<p>La sera a cena dal vecchio Zio Ozcan che ci fa un sacco di feste.<br />
Gli regaliamo la foto fatta con lui e sua moglie nel 2006 e la fa vedere a tutti i suoi amici.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/IMG_6455rid.JPG" alt="IMG_6455rid" title="IMG_6455rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1871" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/188rid.JPG" alt="188rid" title="188rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3098" /></p>
<h4>09 / 10 settembre: Cesme – Mar Mediterraneo Orientale &#8211; Brindisi – Roma</h4>
<p>Ci facciamo due giorni di completo relax e mare cristallino e poi ci lasciamo inghiottire dalla nave che dopo 40 ore di placida navigazione, ci sbarcherà a <strong>Brindisi</strong> la mattina del 10 Settembre.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/190rid.JPG" alt="190rid" title="190rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3100" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/189rid.JPG" alt="189rid" title="189rid" width="418" height="625" class="alignnone size-full wp-image-3101" /></p>
<p>Passiamo a salutare Talino a <strong>Bari</strong>, gli scrocchiamo una bella colazione per non interrompere la tradizione e poi in scioltezza ce ne torniamo a <strong>Roma</strong>.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/IMG_6461rid.JPG" alt="IMG_6461rid" title="IMG_6461rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1870" /><br />
<h4>
<blockquote><p><a title="ultima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-epilogo-e-ringraziamenti/">ultima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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		<title>Iran in moto: XXII^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[5 settembre: Kas &#8211; Daylan E’ una bella giornata di sole, mi affaccio al balcone della Yusuf Pansion che dà sulla baia di Kas solcata da una piacevole brezza mattutina e da numerosi battelli greci che fanno la spola con Megisti per sbarcare qui la gente diretta al mercato settimanale. Giù al porto, sui pennoni delle barche ormeggiate, le bandiere greche e turche garriscono affiancate: una cosa impensabile fino a 15 anni fa. Abbasso lo sguardo per dare un’occhiata alle moto parcheggiate in strada e per poco non mi prende un colpo. Riesco a vedere solo il parafango della mia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>5 settembre: Kas &#8211; Daylan</h4>
<p>E’ una bella giornata di sole, mi affaccio al balcone della Yusuf Pansion che dà sulla baia di Kas solcata da una piacevole brezza mattutina e da numerosi battelli greci che fanno la spola con Megisti per sbarcare qui la gente diretta al mercato settimanale.<br />
Giù al porto, sui pennoni delle barche ormeggiate, le bandiere greche e turche garriscono affiancate: una cosa impensabile fino a 15 anni fa.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/F1020032rid1.JPG" alt="F1020032rid" title="F1020032rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3115" /></p>
<p>Abbasso lo sguardo per dare un’occhiata alle moto parcheggiate in strada e per poco non mi prende un colpo. Riesco a vedere solo il parafango della mia moto che luccica al sole.<br />
Mi precipito giù e Yusuf, il padrone, mi accoglie con un gran sorriso e una pezzetta &#8220;ancora calda&#8221; tra le mani, facendomi capire che è lui l’autore della &#8220;lucidata&#8221;.<br />
Lui pensa di averci fatto un favore senza sapere che se mi avesse abbozzato il serbatoio l’avrei quasi presa meglio. Sto per strozzarlo ma mi fermo in tempo quando capisco che si è limitato fortunatamente al solo parafango. Partiamo con tutte e due le moto orgogliosamente sporche ma con i parafanghi oscenamente tirati a lucido da Yusuf.</p>
<p>Proseguiamo verso Casa su strade bellissime, che seguono pignole e minuziose la costa frastagliata, con a sinistra il mare turchese e all’orizzonte <strong>Rodi</strong> e le altre isole greche.</p>
<p>Sulla mappa attaccata al serbatoio Moroboschi ha segnato un punto. Ci infiliamo in una strada che pur non promettendo, almeno a prima vista, niente di buono o particolarmente eccitante, conduce a questo fantomatico luogo sottolineato in giallo dal Moroboschi: <strong>Daylan</strong>.<br />
Passo i primi 15 km di questa strada che si perde in mezzo a sterpaglia cotta dal sole e insignificanti panorami, chiedendomi cosa abbia spinto Moroboschi a sottolineare in giallo fosforescente questa parte di Turchia senza nemmeno ricordarsene il motivo…</p>
<p>Però è proprio questa improvvisazione, questo non sapere bene cosa fare nei dettagli che mi fa amare profondamente questo tipo di viaggio: è l’andare a vedere cosa c’è &#8220;oltre&#8221;, è la curiosità di puntare gli occhi, il cuore e l’anima dall’altra parte che poi, magari, ti fa scoprire qualcosa di inaspettato e fantastico.</p>
<p>Arriviamo in un grazioso villaggio tutto ordinato e pulito, con grandi vasi di fiori, bougainvillea, palme ed eucalipti che ornano marciapiedi, aiuole, case e giardini. Ad un incrocio un turco in ciabatte su un’Africa Twin, richiama a gesti la nostra attenzione e ci fa segno di seguirlo. Come fai a non fidarti di uno in ciabatte su un’Africa Twin? Mentre lo seguiamo verso non sappiamo dove, mi riviene in mente il turco su una moto identica incontrato a Bodrum nel 2006… Ci fermiamo davanti ad un albergo. Ecco, ti pareva, che furbacchione &#8211; penso tra me e me &#8211; è un procacciatore di clienti per l’albergo…vabbé, mica siamo costretti a rimanere qui se non ci piace……entriamo nel giardino dell’albergo ( www.myramotel.com ) scortati da Osman, così si chiama l’africano turco, mentre ci si fa incontro un capellone biondo a torso nudo e calzoncini che si presenta gioviale con il nome di Javid, padrone della struttura e, pure lui come Osman, motociclista provetto, gran fico e gran viaggiatore. Socializziamo in fretta con i due, uno ex militare e l’altro (il capellone biondo) ex ingegnere della Microsoft ad Istanbul. La cosa stupefacente è che, ci dicono, in Turchia in pensione si va dopo circa vent’anni di servizio, quindi ci troviamo di fronte due giovanotti gagliardi e tosti di poco più di 40 anni ma già…..pensionati!</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-22-puntata/attachment/178rid/" rel="attachment wp-att-1744"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/178rid.JPG" alt="178rid" title="178rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1744" /></a></p>
<p>Ci fanno accomodare ad un tavolino del giardino che dà proprio su un fiume, sull’altra sponda un canneto poi una montagna e………GIGANTESCHE TOMBE LICIE SCOLPITE SULLA PARETE ROCCIOSA! Un colpo d’occhio spettacolare.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-22-puntata/attachment/182rid/" rel="attachment wp-att-1747"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/182rid.JPG" alt="182rid" title="182rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1747" /></a></p>
<p>Mentre ammiriamo estasiati questo posto fantastico con Javid che ci racconta sapientemente i miti e le leggende dell’antica <strong>Kaunos</strong>, arriva un cameriere che ci serve il pranzo. Sazi, chiediamo a Javid il conto ma ci dice che il pranzo è offerto da lui, insistiamo, insiste pure lui e alla fine del tira e molla cediamo alla sua gentilezza.</p>
<p>Ci chiede di rimanere a dormire lì in maniera tale da avere più tempo per apprezzare la bellezza di Daylan e di tutta la laguna circostante.<br />
Ecco dove voleva arrivare! Ci vuole appioppare una stanza! Vabbè, il posto è bello, dai, rimaniamo…aspetta, prima chiediamo quanto vogliono per questa stanza….</p>
<p><em>NIENTE! COME &#8220;NIENTE&#8221; ?????</em><br />
<em>&#8220;Siete miei ospiti!&#8221;</em> chiude la questione Javid.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/185rid.JPG" alt="185rid" title="185rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3106" /></p>
<p>Lasciamo i bagagli e con Osman che ci fa da guida, visitiamo la laguna e poi giù fino al mare, dove c’è una spiaggia attrezzata e gestita dal governo.<br />
Osman fa un molle cenno al guardiano ed entriamo senza pagare una lira. Parcheggiamo, usufruiamo degli spogliatoi e ci buttiamo, ancora un po’ stupiti dagli accadimenti delle ultime ore, sulla sabbia tiepida della spiaggia di Iztuzu.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/186rid.JPG" alt="186rid" title="186rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3090" /></p>
<p>Osman ci saluta perché deve andare a casa a mettere qualcosa sotto i denti….sta seguendo il Ramadan più per la dieta che per reale fervore religioso e ci diamo appuntamento per la sera perché vuole portarci a cena al ristorante di un suo amico.</p>
<p>Ci sdraiamo baciati dagli ultimi raggi di sole del pomeriggio e poi, prima che si faccia troppo tardi per l’appuntamento con Osman, ed anche perché la spiaggia chiude per permettere alle Caretta-caretta di venire a deporre le uova, riprendiamo le moto per tornare in albergo.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/179rid.JPG" alt="179rid" title="179rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-3087" /></p>
<p>SORPRESA!!!! Il Moro ha l’anteriore bucato! Sono contento, finalmente abbiamo la possibilità di cimentarci maschiamente con leve cacciacopertoni, camere d’aria e pompette di Decathlon!!!!<br />
Tutte cianfrusaglie che ci siamo portati appresso fino a questo momento inutilmente…ma è arrivato il nostro e il loro momento di gloria!<br />
Però prima di tutto proviamo a rigonfiarla e a tornare al paese…magari c’è un gommista, probabilmente meno glorioso ma sicuramente più veloce!<br />
Detto fatto.<br />
Il Moro, freddo come un sicario esquimese, spara una capsula di CO2 dritta nelle flosce viscere della vile e traditrice vescica e ripartiamo. Ad un benzinaio ci fermiamo, facciamo il solito mercato sudamericano e ce ne andiamo con il copertone anteriore mezzo storto ma gonfio.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-22-puntata/attachment/180rid/" rel="attachment wp-att-1752"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/180rid.JPG" alt="180rid" title="180rid" width="625" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-1752" /></a></p>
<p>Cena eccellente dall’amico di Osman, (finalmente riusciamo a pagare) visita ai parenti sparsi per il paese, poi pub, musica, birra Efes e raki, baci a Osman e alla moglie, ritorno da Javid…..giramento di testa e crollo repentino sul letto mentre le luci si accendono ad illuminare fiabescamente le tombe licie davanti alla nostra stanza.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-22-puntata/attachment/181rid/" rel="attachment wp-att-1757"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/181rid.JPG" alt="181rid" title="181rid" width="625" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-1757" /></a></p>
<blockquote><p><a title="ventitreesima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-23-puntata/">ventitreesima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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		<title>Iran in moto: XXI^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[02 settembre – 04 settembre: Silifke – Kas (580 km) Il 2 di Settembre, salutiamo affettuosamente il pirata e il suo gentilissimo cameriere e ci facciamo tutta la costa turchese fino ad arrivare, discretamente sfatti dopo 580 km di curve e con il sole che ci tramonta in faccia, a Kas. L’emozione nel riparcheggiare le moto sotto lo stesso albergo, ributtarci sui medesimi letti di due anni fa dopo aver salutato il proprietario Yusuf, è intensa. Ci godiamo il tramonto dalla terrazza con il canto del muezzin che inonda la baia tranquilla, chiusa all’orizzonte dall’isola greca di Megisti, ultima propaggine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>02 settembre – 04 settembre: Silifke – Kas (580 km)</h4>
<p>Il 2 di Settembre, salutiamo affettuosamente il pirata e il suo gentilissimo cameriere e ci facciamo tutta la costa turchese fino ad arrivare, discretamente sfatti dopo 580 km di curve e con il sole che ci tramonta in faccia, a <strong>Kas</strong>. L’emozione nel riparcheggiare le moto sotto lo stesso albergo, ributtarci sui medesimi letti di due anni fa dopo aver salutato il proprietario Yusuf, è intensa.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-21-puntata/attachment/171rid-2/" rel="attachment wp-att-1729"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/171rid1.JPG" alt="171rid" title="171rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1729" /></a></p>
<p>Ci godiamo il tramonto dalla terrazza con il canto del muezzin che inonda la baia tranquilla, chiusa all’orizzonte dall’isola greca di <strong>Megisti</strong>, ultima propaggine meridionale ellenica nel <strong>Mediterraneo</strong> e set di un famoso film. Anche per la cena ci ripresentiamo fiduciosi nella stessa locanda del 2006 e la scelta non tradisce gli ottimi ricordi e le aspettative.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-21-puntata/attachment/172rid/" rel="attachment wp-att-1732"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/172rid.JPG" alt="172rid" title="172rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1732" /></a></p>
<p>Si festeggia la buonissima sorte con un salto dal barbiere per tentare di ridare un aspetto meno imbarazzante ad uno dei componenti della spedizione, il cui nome, considerato anche &#8220;l’amorevole&#8221; trattamento ricevuto dal barbiere, tacerò per ovvi motivi di &#8220;privacy&#8221;.</p>
<p>Dello sgradevole e increscioso episodio non ci sono che rare e poco chiare fotografie sulle quali abbiamo volutamente reso irriconoscibili i volti dei protagonisti:</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-21-puntata/attachment/174rid/" rel="attachment wp-att-1735"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/174rid.JPG" alt="174rid" title="174rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1735" /></a></p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-21-puntata/attachment/173rid/" rel="attachment wp-att-1738"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/173rid.JPG" alt="173rid" title="173rid" width="469" height="625" class="aligncenter size-full wp-image-1738" /></a></p>
<p>La mattina successiva la dedichiamo alla visita di Kekova, antico insediamento Licio, con stupende tombe che un terremoto nel II secolo a.C. ha fatto per buona parte sprofondare in acqua insieme a case, botteghe e mercati, creando uno dei parchi archeologici sommersi più belli al mondo.</p>
<p>Ci accordiamo con una coppia di ragazzi turchi con bimbo frignone al seguito, e ci dividiamo la modica spesa del caicco che ci porterà, guidati e istruiti dal suo esperto comandante, nei posti più suggestivi delle varie insenature.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/F1020033rid.JPG" alt="F1020033rid" title="F1020033rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3111" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/F1020034rid.JPG" alt="F1020034rid" title="F1020034rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3112" /></p>
<p>Al ritorno passiamo il resto della giornata spaparanzati a destra e sinistra nel più completo e vergognoso ozio che ormai si è definitivamente impadronito di noi.</p>
<p>Il 4 Settembre andiamo alla ricerca di una spiaggia per passarci l’intera giornata, conosciamo due coppie di motociclisti turchi e ci facciamo massacrare per 8 ore dai cavalloni e dal sole a picco.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-21-puntata/attachment/177rid/" rel="attachment wp-att-1741"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/177rid.JPG" alt="177rid" title="177rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1741" /></a></p>
<p>La giornata finisce con un tentativo di omicidio dopo che i due alcolizzati si accorgono che ho scelto, per la cena, l’unica trattoria di Kas, su 237 locali, dove si mangia male e cosa ancor più oltraggiosa, non servono, per motivi religiosi, la Efes.</p>
<p>Pago io la pessima cena, consegno la rimanente parte dei miei soldi più l’orologio e un braccialetto, e mi risparmiano, per la seconda volta in un mese, la vita.</p>
<blockquote><p><a title="ventiduesima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-22-puntata/">ventiduesima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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		<title>Iran in moto: XX^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[31 agosto – 01 settembre: Katha – Silifke (598 km) E’ incredibile pensare che oggi il nostro obiettivo è Adana. Due anni fa, diretti in Siria, Adana mi sembrava già una meta lontanissima, quasi irraggiungibile. Quest’anno di ritorno dall’Iran, dopo più di 9.000 km., mi sembra quasi di essere arrivato sotto casa. L’autostrada Osmaniye-Gaziantep-Adana è uno spasso. Facciamo un pezzo di strada con un gruppo di invasati turchi su moto da strada conosciuti ad un distributore. Nessun intoppo e un traffico autostradale pressoché inesistente ci permettono velocità di crociera tra i 120 e i 130 km/h, tant’è che superiamo abbastanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>31 agosto – 01 settembre: Katha – Silifke (598 km)</h4>
<p>E’ incredibile pensare che oggi il nostro obiettivo è <strong>Adana</strong>.</p>
<p>Due anni fa, diretti in Siria, Adana mi sembrava già una meta lontanissima, quasi irraggiungibile. Quest’anno di ritorno dall’Iran, dopo più di 9.000 km., mi sembra quasi di essere arrivato sotto casa. L’autostrada <strong>Osmaniye-Gaziantep-Adana</strong> è uno spasso.<br />
Facciamo un pezzo di strada con un gruppo di invasati turchi su moto da strada conosciuti ad un distributore.</p>
<p>Nessun intoppo e un traffico autostradale pressoché inesistente ci permettono velocità di crociera tra i 120 e i 130 km/h, tant’è che superiamo abbastanza brillantemente Adana puntando decisi direttamente verso il mare fino ad arrivare, stanchi ma soddisfatti, in un favoloso campeggio sul mare appena dopo Silifke gestito da un vecchio pirata con una risata cinematografica.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-20-puntata/attachment/169rid-2/" rel="attachment wp-att-1724"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/169rid1.JPG" alt="169rid" title="169rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1724" /></a></p>
<p>Daniela per farsi benvolere si mette a contare da uno a dieci in kurdo, e mentre il pirata la fulmina bloccandola a metà tra il 4 e il 5 dicendole che quella è Turchia e non Kurdistan, l’occhio mi va su un quotidiano locale aperto su un tavolo proprio alla pagina dove campeggiano i volti di tre giovanissimi soldati turchi appena ammazzati dal PKK&#8230;</p>
<p>il Moro ed io ripariamo alla &#8220;gaffe&#8221; ingurgitando in un sorso e senza battere ciglio, mezzo litro a testa di riappacificatore raki caldo offerto dalla casa e sorbendoci una pallosissima partita di calcio tra Galatasaray (della quale il pirata è tifosissimo) e Kayseri.</p>
<p>Il posto è veramente bello ed impongo alla baldanzosa truppa, che vorrebbe fare un solo giorno di riposo, uno stop di almeno un paio di notti in un accogliente bungalow per provvedere ad un lavaggio dei panni, con conseguente stesa fatta finalmente alla maniera tradizionale, grigliate di pesce, bagnetti rigeneranti e pennichelle varie.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-20-puntata/attachment/170rid/" rel="attachment wp-att-1718"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/170rid.JPG" alt="170rid" title="170rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1718" /></a></p>
<blockquote><p><a title="ventunesima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-21-puntata/">ventunesima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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		<title>Iran in moto: XIX^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:42:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[30 agosto: Diyarbakir – Katha (Parco Nazionale del Nemrut Dagi) Esco dall’albergo e vedo Moroboschi che purtroppo si è già ripreso ed è in fermento. C’ha la mappa stesa sul cofano di un taxi e si sta facendo indicare non so quale direzione. Mentre carico le mie carabattole si avvicina tutto trionfante e mi dice di avere una dritta sicura per attraversare su una non meglio identificata chiatta l’Eufrate prima della diga Ataturk e sbarcare dall’altra parte proprio nel cuore del Parco Nazionale e sotto il Nemrut Dagi. La giornata è bella, il sole splende e attraversare l’Eufrate mi sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>30 agosto: Diyarbakir – Katha (Parco Nazionale del Nemrut Dagi)</h4>
<p>Esco dall’albergo e vedo Moroboschi che purtroppo si è già ripreso ed è in fermento. C’ha la mappa stesa sul cofano di un taxi e si sta facendo indicare non so quale direzione.</p>
<p>Mentre carico le mie carabattole si avvicina tutto trionfante e mi dice di avere una dritta sicura per attraversare su una non meglio identificata chiatta l’Eufrate prima della <strong>diga Ataturk</strong> e sbarcare dall’altra parte proprio nel cuore del P<strong>arco Nazionale e sotto il Nemrut Dagi</strong>.<br />
La giornata è bella, il sole splende e attraversare l’Eufrate mi sembra un’idea meravigliosa.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/150rid/" rel="attachment wp-att-1701"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/150rid.JPG" alt="150rid" title="150rid" width="625" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-1701" /></a></p>
<p>Dopo un paio d’ore di guida ci addentriamo, seguendo sempre le indicazioni del tassista di Diyarbakir, che dio lo strafulmini all’istante, su strade che ci accorgiamo difficilmente potranno portare ad un qualsiasi imbarco.<br />
Infatti alla fine di una lunga strada dissestata e fangosa arriviamo in un villaggio dove ci prendono per scemi e ci dicono che lì sono 20 anni che non esiste più il servizio di traghetti per l’altra sponda. </p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/151rid/" rel="attachment wp-att-1688"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/151rid.jpg" alt="151rid" title="151rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1688" /></a></p>
<p>Torniamo indietro fino quasi a Siverek e troviamo, seguendo dei semplici cartelli stradali, il posto cercato.</p>
<p>Ci imbarchiamo sulla chiatta turca e nonostante ci facciano mettere le moto di traverso sulla rampa, ci sembra, al confronto del mezzo da sbarco iraniano di Urmia, di viaggiare sulla Queen Elizabeth II.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/155rid/" rel="attachment wp-att-1683"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/155rid.JPG" alt="155rid" title="155rid" width="625" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-1683" /></a></p>
<p>Il panorama è abbastanza entusiasmante la strada che porta a Katha è costellata di deviazioni che si addentrano nel Parco Nazionale del Nemrut Dagi e che, non appena trovato alloggio da qualche parte nei dintorni, abbiamo intenzione di visitare.</p>
<p>La solita sosta rinfrancante in un benzinaio patito di tabacco, che ce ne fa anche omaggio insieme al solito chai, anticipa di pochi km l’entrata a Katha e l’acquartieramento in albergo.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/159rid/" rel="attachment wp-att-1693"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/159rid.JPG" alt="159rid" title="159rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1693" /></a></p>
<p>Attendiamo che la giornata sfiammi un po’ per salire sul<strong> Nemrut Dagi </strong>in favore di luce e godere del tramonto in mezzo ai famosi &#8220;testoni&#8221; di pietra.</p>
<p>Appena possibile e dietro le precise direttive ed indicazioni del simpatico albergatore, prendiamo le moto e ci avviamo per percorrere tutto l’itinerario archeologico previsto attraversando, tra l’altro, un bellissimo ponte romano costruito dalla XVI <strong>Legione &#8220;Flavia Firma&#8221;</strong>.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/160rid-2/" rel="attachment wp-att-1677"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/160rid1.JPG" alt="160rid" title="160rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1677" /></a></p>
<p>Arriviamo ad una delle entrate che portano fin sulla cima del Nemrut Dagi.<br />
Da qualche parte mi sembrava di aver letto che gli accessi erano due, uno facile, lastricato, con una pendenza non eccessiva e l’altro più impegnativo, proibitivo per la maggior parte dei mezzi, con il fondo inesistente, con curve a gomito su pendenze improponibili disseminate di pietre smosse e ghiaia.<br />
Quale ci è toccherà in sorte a noi? L’unica volta in cui ho seriamente pensato di mollare e tornare indietro è stato qui.</p>
<p>Moroboschi ovviamente pare Nureyev e va su come niente fosse. Io arranco come un brocco azzoppato. Sinceramente se non avessi visto lui davanti e immaginato le prese per il culo successive, sarei risceso immediatamente alla ricerca dell’accesso facilitato.<br />
Arriviamo su ed ho la ferma convinzione di aver percorso i venti km più infami e difficili dell’intero viaggio.</p>
<p>Parcheggiamo le moto e proseguiamo a piedi verso il tumulo di pietre frantumate che si alza a cono per circa 50 metri sulla cima della montagna e che segna il luogo di sepoltura, mai trovato, del <strong>re Antioco I</strong>.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/166rid/" rel="attachment wp-att-1708"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/166rid.JPG" alt="166rid" title="166rid" width="469" height="625" class="aligncenter size-full wp-image-1708" /></a></p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/162rid/" rel="attachment wp-att-1678"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/162rid.JPG" alt="162rid" title="162rid" width="625" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-1678" /></a></p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/165rid/" rel="attachment wp-att-1680"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/165rid.JPG" alt="165rid" title="165rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1680" /></a></p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/163rid/" rel="attachment wp-att-1705"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/163rid.JPG" alt="163rid" title="163rid" width="625" height="418" class="aligncenter size-full wp-image-1705" /></a></p>
<p>Aspettiamo il tramonto scattando le classiche foto dalle &#8220;terrazze&#8221; est e ovest circondati da torme di turisti vocianti, saliti su lindi e pinti e con l’infradito ai piedi.<br />
Il sole tramonta veloce tra le montagne e noi riscendiamo, fortunatamente questa volta sulla strada lastricata, fermandoci a mangiare solitari e accompagnati dalle litanie di un muezzin in un ristorantino lungo la buia ma tranquilla via del ritorno.</p>
<p><a href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/attachment/167rid/" rel="attachment wp-att-1696"><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/167rid.jpg" alt="167rid" title="167rid" width="625" height="469" class="aligncenter size-full wp-image-1696" /></a></p>
<blockquote><p><a title="ventesima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-20-puntata/">ventesima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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		<title>Iran in moto: XVIII^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:41:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[29 agosto: Van &#8211; Tatvan – Nemrut – Diyarbakir (km 557) Usciamo dall’albergo e le moto sono ancora lì incatenate, per la prima volta in questo viaggio, alle colonne d’ingresso. Rabbocchiamo l’olio e partiamo in direzione della vicina Tatvan dove ci fermiamo per chiedere informazioni sulla strada da prendere per il cratere del Nemrut. Incontriamo di nuovo il solitario finlandese che leccando un gelato ci comunica che se ne torna a casa a tappe forzate (!). Troviamo il bivio per il vulcano e lo affrontiamo; i primi km sono terrificanti: stanno asfaltando tutto in Turchia e questa splendida strada sterrata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>29 agosto: Van &#8211; Tatvan – Nemrut – Diyarbakir (km 557)</h4>
<p>Usciamo dall’albergo e le moto sono ancora lì incatenate, per la prima volta in questo viaggio, alle colonne d’ingresso.</p>
<p>Rabbocchiamo l’olio e partiamo in direzione della vicina <strong>Tatvan</strong> dove ci fermiamo per chiedere informazioni sulla strada da prendere per il cratere del Nemrut. Incontriamo di nuovo il solitario finlandese che leccando un gelato ci comunica che se ne torna a casa a tappe forzate (!).<br />
Troviamo il bivio per il vulcano e lo affrontiamo; i primi km sono terrificanti: stanno asfaltando tutto in Turchia e questa splendida strada sterrata a breve sarà una schifezza tutta nera e unta.<br />
Il problema è che si passa dove hanno appena asfaltato o dove lo stanno per fare, quindi km di bitume fresco alto quindici cm o ghiaia altrettanto profonda e traditrice.<br />
Con un sospiro di sollievo, dopo una decina di km di pura personale agonia, rimettiamo le ruote su un più sicuro e piacevole sterrato.</p>
<p>Intorno al cratere ci sono una miriade di strade bianche che si perdono chissà dove e non potendo trovarle sulle carte fermiamo una pattuglia dell’esercito turco che ci indirizza correttamente.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-997" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-18-puntata/attachment/f1000020rid/"><img class="aligncenter size-full wp-image-997" title="F1000020rid" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/F1000020rid.JPG" alt="F1000020rid" width="625" height="418" /></a></p>
<p>Svalichiamo una cresta brumosa e ci fermiamo estasiati: da una parte la pianura con il lago di Van che si perde all’orizzonte confondendosi nei rilievi circostanti e dall’altra parte il cratere del Nemrut con la cresta ad oltre 2.900 metri e il suo specchio d’acqua verde azzurro.<br />
Scendiamo nel cratere e ci fermiamo nello spiazzo del &#8220;resort&#8221; allestito da un simpatico tagliagole kurdo poliglotta di nome Mehmet che ci si fa incontro sorridente e ci accoglie amorevolmente decantando la bellezza del luogo e le sue amicizie planetarie.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/145rid.JPG" alt="145rid" title="145rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3118" /></p>
<p>Dopo aver visitato l’imponente ed elegante struttura ricettiva gestita dal kurdo ed aver degustato la ricca e variegata cucina locale, ci avventuriamo a piedi sulle sponde del lago per valutare un eventuale tuffo ristoratore dopo aver appreso che in alcuni punti è meglio non immergersi per non essere &#8220;lessati&#8221; dall’acqua bollente.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/141rid.JPG" alt="141rid" title="141rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3121" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/142rid.JPG" alt="142rid" title="142rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3122" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/146rid.JPG" alt="146rid" title="146rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3125" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/147rid.JPG" alt="147rid" title="147rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3126" /></p>
<p>Curiosi vermicelli presenti nello specchio d’acqua non bloccano gli ardimentosi sporchienduristi, rotti a ben altro tipo di esperienze, ma inducono ad un bagno breve, seppur coreografico, per evitare spiacevoli intrusioni degli invertebrati nelle mutande e, dio ce ne scampi, oltre.</p>
<p>L’aria calda e il vento che spira piacevole ci asciugano in pochi minuti poi, accompagnati da un altro kurdo, ci allontaniamo dall’accampamento per andare a visitare il loro &#8220;frigorifero&#8221; che altro non è che una spaccatura tra le rocce circostanti da dove soffia un’aria gelida proveniente da non si sa dove utilizzata per tenere in fresco bibite e vivande.<br />
A questo punto ci sono due alternative: passare la notte accampati alla peggio lì per godere dell’impareggiabile esperienza di dormire in un cratere vulcanico sperando di non essere uccisi durante il sonno, o risalire la china e riprendere la strada per la civiltà.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/148rid.jpg" alt="148rid" title="148rid" width="469" height="625" class="alignnone size-full wp-image-3130" /></p>
<p>Probabilmente se non avessimo avuto ancora fresca nella memoria e nelle ossa la notte passata all’addiaccio nell’Azerbaijan iraniano, sicuramente ci saremmo lasciati incantare dai &#8220;sireni&#8221; kurdi, ma una breve consultazione e il rapido balenare di una lama di coltello nelle mani di uno di loro, fanno sì che si decida democraticamente il da farsi, e con due voti contro uno e dopo aver pagato due lire turche e firmato il libro degli ospiti, riprendiamo le moto e ce ne trotterelliamo allegri e appagati giù verso Tatvan.</p>
<p>E’ il primo pomeriggio e ci aspettano ancora centinaia di km di niente prima di arrivare, distrutti dalla fatica e dall’incertezza sul dove passare la notte, a <strong>Diyarbakir</strong>.</p>
<p>Senza tante storie prendiamo alloggio in un eccellente albergo dove, complici un centinaio di bellezze locali riunite lì per qualche festeggiamento, birra &#8220;Efes&#8221; a fiumi e una più probabilmente subdola cipollona kurda ingurgitata il giorno prima, vedo per la prima volta il Moroboschi dare un lievissimo ma sempre virile segno di cedimento.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/149rid1.JPG" alt="149rid" title="149rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-3131" /></p>
<blockquote><p><a title="diciannovesima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-19-puntata/">diciannovesima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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		<title>Iran in moto: XVII^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[28 agosto: Orumiyeh (IR) – Van (TR) Ci alziamo con comodo e alla prima colazione facciamo di tutto per ammortizzare la spesa della suite imperiale. Poi usciamo e prima di dirigerci verso il confine, proviamo a cercare nuovamente cartoline e francobolli… fortunatamente ci accompagnano ad un edificio dove si tiene una mostra fotografica permanente. Lì ci regalano pacchi di cartoline favolose ma non hanno francobolli. Allora ci suggeriscono di provare negli uffici postali e ne visitiamo tre ma senza esito. Alla fine un’impiegata, grazie all’aiuto di un ragazzo che le traduce in farsi le nostre richieste, ci suggerisce di andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>28 agosto: Orumiyeh (IR) – Van (TR)</h4>
<p>Ci alziamo con comodo e alla prima colazione facciamo di tutto per ammortizzare la spesa della suite imperiale.<br />
Poi usciamo e prima di dirigerci verso il confine, proviamo a cercare nuovamente cartoline e francobolli… fortunatamente ci accompagnano ad un edificio dove si tiene una mostra fotografica permanente.<br />
Lì ci regalano pacchi di cartoline favolose ma non hanno francobolli. Allora ci suggeriscono di provare negli uffici postali e ne visitiamo tre ma senza esito.<br />
Alla fine un’impiegata, grazie all’aiuto di un ragazzo che le traduce in farsi le nostre richieste, ci suggerisce di andare alla posta centrale.</p>
<p><em>Dov’è la posta centrale?<br />
Dall’altra parte della città!</em><br />
Sono profondamente scoraggiato, non riusciremo mai ad attraversare Orumiyeh con le moto cariche e trovare la posta centrale prima di notte e saranno appena le nove di mattina.<br />
Il nostro traduttore coglie il momento drammatico, molla la fila e i suoi impegni, monta dietro di me mentre Daniela si accomoda dietro Luigi seduta sopra la tenda, e ci porta a destinazione.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/120rid.JPG" alt="120rid" title="120rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1770" /></p>
<p>Qui la faccenda diventa imbarazzante perché il ragazzo, oltre ad averci accompagnato, appena arrivato allo sportello e chiesti i francobolli per circa trenta cartoline, tira pure fuori i soldi e paga.<br />
A malapena riesco a mettergli in mano un po’ di banconote, poi gli diciamo che gli offriremo il taxi per tornare a casa, ma rifiuta educatamente, sorride, ci stringe la mano e ci augura un buon viaggio.<br />
Sulle scale delle poste centrali di Orumiyeh scriviamo le cartoline e le imbuchiamo poi, inforcate le moto, partiamo in direzione Sero, ultima dogana iraniana prima della <strong>Turchia</strong>, anzi, prima del <strong>Kurdistan</strong>.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/121rid.jpg" alt="121rid" title="121rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1768" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/122rid.JPG" alt="122rid" title="122rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1771" /></p>
<p>Cerchiamo di spendere gli ultimi Rial a <strong>Sero</strong>, poco prima del confine, in un emporio uscito da un altro pianeta.<br />
Sandali di gomma in mezzo a scatole di tonno del Golfo Persico &#8220;sudato&#8221; (Moroboschi dixit), spaventose marmellate di strani pomodori accatastate in mezzo a spazzole e buste di caramelle, tutto coperto da un pesante velo di polvere.<br />
Acquistiamo razioni &#8220;K&#8221; per far fronte ad eventuali emergenze alimentari e copriamo gli ultimi km di Iran.</p>
<p>Alla dogana semi deserta sbrighiamo le formalità e ci ritroviamo in Turchia. Daniela, appena varcato il confine, con un gesto liberatorio si toglie finalmente il velo tra i sorrisi d’approvazione dei militi turchi, scoprendo completamente il bozzo enorme procuratole da un insetto che l’ha punta in faccia il giorno prima.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/123rid.JPG" alt="123rid" title="123rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1772" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/124rid.JPG" alt="124rid" title="124rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1773" /></p>
<p>Siamo in pieno Kurdistan, il confine irakeno scorre a pochissimi km alla nostra sinistra. La strada verso <strong>Van</strong> è deserta ma ci sono elicotteri militari a volo radente sulle montagne circostanti.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/125rid.jpg" alt="125rid" title="125rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1774" /></p>
<p>L’eco dei turisti tedeschi rapiti poche settimane prima è ancora presente nella mia mente quando un uomo si para di fronte a noi in mezzo alla strada facendo ampi segni di fermarci.</p>
<p>Non si vede nessun altro in giro. Ha un walkie talkie appeso al collo e comunica qualcosa al microfono… ci avviciniamo per capire il perché dello stop e quello dice solo<em> &#8220;BOOM!&#8221;</em> indicando l’incombente montagna alla nostra destra.<br />
Neanche il tempo di capire di che <em>&#8220;BOOM&#8221;</em> si tratti che vedo un enorme geyser di polvere, fumo e sassi innalzarsi verso il cielo ed una frazione di secondo dopo un BOATO terrificante accompagnato subito da una pioggia di frammenti rocciosi.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/126rid.jpg" alt="126rid" title="126rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1775" /></p>
<p>Il Moro che stava di spalle è colto alla sprovvista dall’esplosione, fa un salto tipo Bubka e si rotola a terra pronto a rispondere al fuoco.<br />
Appena la nuvola dell’esplosione si dirada, l’uomo tutto sorridente ci dice &#8220;Okkei!&#8221; e ci fa segno di proseguire.<br />
La strada è cosparsa di detriti e con stupore ci accorgiamo che dall’altra parte la strada non è bloccata da nessuno.<br />
Cosa sarebbe successo se fossimo venuti dall’altra parte? Boh, mistero.</p>
<p>Usciamo dalla stretta valle e veniamo investiti da un fortissimo vento di traverso che ci sposta letteralmente le moto da una parte all’altra della strada fortunatamente semi deserta.<br />
La fatica per tenere le ciccione in carreggiata è enorme e il supplizio finisce esattamente all’imbocco della valle opposta dove, visto ormai l’orario, al primo villaggio accostiamo e ci fermiamo per mangiare.</p>
<p>Entriamo in un locale da Far West con avventori rigorosamente tutti uomini e con vere facce da capestro.<br />
Ci trattano con tutti gli onori e ci liberano il miglior tavolo della sala.<br />
Mentre ci accomodiamo, un militare turco in mimetica entra, butta rumorosamente il Kalashnikov sulla panca e si siede al tavolaccio accanto.<br />
Questa è la conferma che volevamo: siamo in pieno Kurdistan, quello vero.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/129rid.jpg" alt="129rid" title="129rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1777" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/127rid.JPG" alt="127rid" title="127rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-1778" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/130rid.jpg" alt="130rid" title="130rid" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-1780" /></p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/128rid.JPG" alt="128rid" title="128rid" width="625" height="418" class="alignnone size-full wp-image-1781" /></p>
<p>Cominciamo a cercare la benzina ma è una ricerca vana: tutti i distributori hanno solo gasolio; la benzina, di qualsiasi tipo, è esaurita.<em><br />
&#8220;Provate al prossimo&#8221; </em>è il ritornello kurdo.<br />
Cominciamo a fare i conti con l’autonomia delle Africa e i km, ancora molti, forse troppi, che ci separano da Van, la prima vera città e traguardo ipotizzato di questa giornata.</p>
<p>I continui posti di blocco fissi, anche a brevissima distanza uno dall’altro, con carri armati, mitragliatrici e sacchetti di sabbia e quelli volanti improvvisati da reparti speciali della polizia turca in borghese, non fanno che esasperarci.</p>
<p>E fermati, spegni la moto, aspetta il tuo turno, favorisci il passaporto, togliti il casco, da dove venite, guarda che c’è pure scritto sul passaporto, documenti della moto, targa A come Ankara, E come Edirne 39… inserita nel pc, riprendi i documenti, rimettiti il casco, riaccendi, riparti.. e rifermati, rispegni… roba da far perdere la pazienza ad un bonzo morto.<br />
Figuriamoci i kurdi le cui macchine e pulman vengono completamente perquisiti alla ricerca di armi e tutti i bagagli e le mercanzie rovistate e gettate a terra senza troppi complimenti.<br />
Ci girano le palle a noi, figuriamoci a questi che subiscono il trattamento ogni giorno e ogni cento metri.</p>
<p>Un motociclista finlandese un po’ timido si unisce a noi appena capisce che c’abbiamo la parola d’ordine stampata sui passaporti per spicciarci un po’ con i soldati turchi.<br />
A volte la cosa ci si ritorce contro perché vogliono elencare tutte le squadre di calcio italiane che conoscono… è il prezzo della notorietà e abbozziamo falsamente serafici.</p>
<p>A mano a mano che ci allontaniamo dalla zona &#8220;calda&#8221; i posti di blocco si fanno più diradati, i soldati meno nervosi e i controlli più veloci.<br />
All’ennesimo benzinaio sprovvisto di carburante ci chiamano in disparte con fare circospetto per venderci benzina di contrabbando direttamente da una caraffa. Per spirito d’avventura rifiutiamo altezzosi e proseguiamo.<br />
Quando ormai ci stiamo quasi rassegnando a spingere le moto ormai quasi a secco, ecco apparire il cartello che indica l’entrata a Van.<br />
In folle imbocchiamo nel primo distributore e facciamo quasi 23 litri di benzina ciascuno, festeggiando l’avvenimento e lo scampato pericolo, con bibite ghiacciate, biscotti turchi e una bella pisciata liberatoria.</p>
<p>Ci acquartieriamo in un discreto albergo sulle rive de<strong>l lago di Van</strong>, proviamo a cenare fuori ma veniamo assaltati e respinti da milioni di insetti volanti; allora ci accomodiamo dentro e per la prima volta dopo settimane di astinenza visiva ricominciamo a vedere individui di sesso femminile abbigliati secondo standards occidentali.</p>
<blockquote><p><a title="diciottesima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-18-puntata/">diciottesima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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		<title>Iran in moto: XVI^ puntata</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 15:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>triplo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggiare]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>

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		<description><![CDATA[27 agosto: La Tenda Rossa &#8211; Orumiyeh Mai un’alba, seppur gelida, sarà accolta con lo stesso nostro entusiasmo. Alle 06.00 siamo già fuori dalla tenda a battere i piedi nel tentativo vano di scaldarci e dopo che il Moroboschi ha aiutato pure un contadino con l’impianto di irrigazione del campo, leviamo la tenda, rimontiamo in moto e ce ne andiamo. Grazie per l’ospitalità Azerbaijan! Scendiamo dalle algide vette come due sottomarini in immersione rapida. Alle 09.13 stiamo già spalmati come tre lucertole al sole fuori da un chioschetto e per rinfrancarci ci facciamo portare una bella colazione a base di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>27 agosto: La Tenda Rossa &#8211; Orumiyeh</h4>
<p>Mai un’alba, seppur gelida, sarà accolta con lo stesso nostro entusiasmo.<br />
Alle 06.00 siamo già fuori dalla tenda a battere i piedi nel tentativo vano di scaldarci e dopo che il Moroboschi ha aiutato pure un contadino con l’impianto di irrigazione del campo, leviamo la tenda, rimontiamo in moto e ce ne andiamo.</p>
<p>Grazie per l’ospitalità <strong>Azerbaijan</strong>!</p>
<p>Scendiamo dalle algide vette come due sottomarini in immersione rapida. Alle 09.13 stiamo già spalmati come tre lucertole al sole fuori da un chioschetto e per rinfrancarci ci facciamo portare una bella colazione a base di uova fritte, cipolla e chai bollente.</p>
<p><img src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/102bisRID.jpg" alt="102bisRID" title="102bisRID" width="625" height="469" class="alignnone size-full wp-image-3085" /></p>
<p>Scaldati e con una bella fiatella degna dell’impresa artica, ripartiamo con la vita che nuovamente ci arride spensierata.</p>
<p>Caliamo come unni nella piana sottostante. Ormai girovaghiamo senza una meta ben precisa forse nel tentativo più o meno inconsapevole di prolungare all’infinito la nostra permanenza in Persia.<br />
Anche la provincia dell’Azerbaijan, come tutto l’Iran del resto, ha pagato un tributo pesantissimo in termini di vite umane durante il conflitto Iran-Irak e anche qui, il ricordo e il culto dei &#8220;martiri&#8221; è sempre presente.</p>
<p><img title="martiri" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/martiri.JPG" alt="martiri" width="625" height="418" /></p>
<p>Ci aggiriamo nei pressi di <strong>Tabriz</strong> indecisi se puntare nuovamente verso nord e ripassare la frontiera a <strong>Bazargan</strong>, dove tra l’altro ci hanno ritirato un documento relativo al &#8220;carnet de passage en douane&#8221; che non abbiamo capito se ci serve riavere, o provare con la frontiera di Sero più a ovest verso il confine irakeno e da lì attraversare il <strong>Kurdistan</strong> per approdare a <strong>Van</strong>, e finalmente arrivare a questo famoso lago dentro al cratere di un vulcano con i racconti del quale il Moroboschi ce li sta facendo a peperini da mesi.<br />
La disorganizzazione e l’approssimazione comunque a questo punto del viaggio, regnano sovrane.<br />
Daniela declama le bellezze del<strong> lago salato di Orumiyeh (Urmia) </strong>quindi, forti di queste nuove direttive, si punta decisamente verso ovest.</p>
<p>La pausa pranzo purtroppo decidiamo di farla sulle rive di un lago.<br />
Seguo il Moro che fa da apripista in una ragnatela di sentieri sterrati e ci piazziamo all’ombra di un gruppo di eucalipti.<br />
Ma non siamo soli. Famiglie iraniane stazionano sotto gli alberi. C’hanno tutto l’armamentario indispensabile per farci perdere tempo: patate cotte alla brace, semi di girasole da sgranocchiare, tappeto steso sulla sabbia e l’immancabile samovar in perenne ebollizione pieno di chai.<br />
Potrebbe mancare il senso dell’ospitalità? Manco per niente.</p>
<p>E infatti in un minuto scarso ci circondano, ci ammanettano e senza tanti complimenti ci schiaffano sul tappeto obbligandoci a mangiare tutto e a bere litri di chai alla menta.<br />
Opponiamo fiera ma breve resistenza e ci sbrachiamo rilassati insieme a loro.<br />
In un paio d’ore succede di tutto:</p>
<p>il capofamiglia inscena un teatrino imitando una gallina che becca ma non fa l’uovo, Moroboschi quasi si fidanza, e Daniela viene tastata da una vecchietta che, vistala con pantaloni, stivali, protezioni varie e, dopo tanti giorni allo stato brado con me e Moroboschi, anche forse con un leggero velo di barba, vuole probabilmente sincerarsi della sua femminilità.<br />
Al momento dei saluti ci regalano pure una bottiglia di aranciata e una boccettina di profumo.</p>
<p>Attraversiamo zone piatte, ci avventuriamo all’interno del lago salato, poi imbocchiamo la banchina che si perde all’orizzonte, tagliando il lago in direzione della città di <strong>Orumiyeh</strong>.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1102 alignnone" title="moro lago 1" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/moro-lago-1.JPG" alt="moro lago 1" width="625" height="418" /></p>
<p><img class="size-full wp-image-1098 alignnone" title="moro lago" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/moro-lago.JPG" alt="moro lago" width="625" height="418" /></p>
<p>Il terrapieno è ingombro di veicoli in fila ordinata per km ma non riusciamo a capirne il motivo… forse un incidente… passiamo guardinghi a fianco della colonna e arriviamo a scoprire il motivo della coda. Il terrapieno dopo qualche km s’interrompe.<br />
Ci dicono che una società norvegese sono vent’anni che sta lavorando al completamento dell’opera e manca poco affinché anche l’ultimo ponte colleghi i due terrapieni da una parte all’altra dell’immenso lago.<br />
Al momento uno scalcinatissimo mezzo da sbarco risalente alle guerre persiane fa la spola tra le due estremità dei moli garantendo un lento ma continuo collegamento.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1101 alignnone" title="mezzo da sbarco persiano" src="http://www.sporcoendurista.it/wp-content/uploads/2009/06/mezzo-da-sbarco-persiano.JPG" alt="mezzo da sbarco persiano" width="625" height="418" /></p>
<p>Paghiamo il biglietto e ci ammassiamo insieme a tutti gli altri riempiendo in maniera preoccupante la bagnarola rugginosa.<br />
In pochi minuti di navigazione ci sbarcano dall’altra parte e ci dirigiamo verso la città.<br />
C’è una macchina ferma sul lato della strada, il conducente si sbraccia cercando di attirare la nostra attenzione… .andiamo veloci quindi lo sorpasso e poi mi fermo ad una cinquantina di metri.<br />
Quello riparte con la macchina e mi si affianca. Che sarà successo? C’avrà un’emergenza? Avrà bisogno d’aiuto?<em><br />
&#8220;Welcome to Iran!&#8221;</em> mi dice.<br />
Lo ringrazio, lo mando intimamente a quel paese e ripartiamo. La ricerca di un albergo è accompagnata dai soliti capannelli di gente ogni volta che ci fermiamo.</p>
<p>E’ la nostra ultima notte persiana, e per festeggiare ci concediamo il miglior albergo di Orumiyeh. E nel miglior albergo c’è rimasta solo la &#8220;Suite Imperiale&#8221; come ci comunica l’impeccabile signorina alla reception. Accettiamo la sistemazione senza battere ciglio. E sganciamo lo smodato prezzo di 900 Rial (circa 60 Euro, sempre in tre), ma quando ce vo’, ce vo’.</p>
<p>Passiamo l’intera serata ciabattando mollemente per i viali di Orumiyeh cercando cartoline e francobolli che pare qui non esistano.<br />
Sconfortati dalla tragica prospettiva di non poter scrivere le cartoline, affoghiamo la preoccupazione in abbondanti piatti di kebab e fresche bottiglie di zam-zam e poi ce ne andiamo a nanna.</p>
<p>Mi addormento con l’idea che quando mi chiederanno dei gravi problemi e delle difficoltà avute in Iran dovrò purtroppo dire che non siamo riusciti a trovare cartoline da spedire a casa.</p>
<blockquote><p><a title="diciasettesima puntata" href="http://www.sporcoendurista.it/viaggiare/iran-in-moto-17-puntata/">diciasettesima puntata&gt;&gt;&gt;</a></p></blockquote>

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