31 agosto – 01 settembre: Katha – Silifke (598 km)
E’ incredibile pensare che oggi il nostro obiettivo è Adana.
Due anni fa, diretti in Siria, Adana mi sembrava già una meta lontanissima, quasi irraggiungibile. Quest’anno di ritorno dall’Iran, dopo più di 9.000 km., mi sembra quasi di essere arrivato sotto casa. L’autostrada Osmaniye-Gaziantep-Adana è uno spasso.
Facciamo un pezzo di strada con un gruppo di invasati turchi su moto da strada conosciuti ad un distributore.
Nessun intoppo e un traffico autostradale pressoché inesistente ci permettono velocità di crociera tra i 120 e i 130 km/h, tant’è che superiamo abbastanza brillantemente Adana puntando decisi direttamente verso il mare fino ad arrivare, stanchi ma soddisfatti, in un favoloso campeggio sul mare appena dopo Silifke gestito da un vecchio pirata con una risata cinematografica.
Daniela per farsi benvolere si mette a contare da uno a dieci in kurdo, e mentre il pirata la fulmina bloccandola a metà tra il 4 e il 5 dicendole che quella è Turchia e non Kurdistan, l’occhio mi va su un quotidiano locale aperto su un tavolo proprio alla pagina dove campeggiano i volti di tre giovanissimi soldati turchi appena ammazzati dal PKK…
il Moro ed io ripariamo alla “gaffe” ingurgitando in un sorso e senza battere ciglio, mezzo litro a testa di riappacificatore raki caldo offerto dalla casa e sorbendoci una pallosissima partita di calcio tra Galatasaray (della quale il pirata è tifosissimo) e Kayseri.
Il posto è veramente bello ed impongo alla baldanzosa truppa, che vorrebbe fare un solo giorno di riposo, uno stop di almeno un paio di notti in un accogliente bungalow per provvedere ad un lavaggio dei panni, con conseguente stesa fatta finalmente alla maniera tradizionale, grigliate di pesce, bagnetti rigeneranti e pennichelle varie.

