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Iran in moto: VII^ puntata

 

18 agosto: Esfahan

Giornata dedicata completamente alla città e il primo giorno di “riposo” dopo sette giorni consecutivi di moto.

Daniela con la solita divisa d’ordinanza azzurra e fioccone bianco in testa, il Moro ed io, rispettivamente cugino e marito, ai lati, ciabattiamo per chilometri nella città che gli iraniani chiamano “la metà del mondo”, ci intrufoliamo nell’antico bazar facendoci trasportare in estasi dalla corrente di gente che lo anima, entriamo nelle straordinarie e meravigliose moschee e immancabilmente ci ritroviamo nella grande piazza come particelle d’acqua attratte dal vortice di un mulinello.

a spasso per le strade di Esfahan

a spasso per le strade di Esfahan

Mentre torniamo in albergo pensando che tra 600 km in moto e 600 km a piedi in “ciavatte” forse è meglio andare in moto, ci imbattiamo in cinque brutti ceffi che ci guardano storto.
Sono i componenti del gruppetto di altri italiani partiti pure loro in moto per l’Iran ai primi di agosto.

Ci annusiamo guardinghi poi scodinzoliamo tutti insieme raccontandoci esperienze e peripezie reciproche.
Per arrivare alla stanza dell’albergo c’è una scala ripidissima, come se non bastassero già i 1.590 metri s.l.m. della città: l’affronto come fosse l’ultimo strappo per l’assalto finale alla parete nord dell’Eiger senza l’ausilio dell’ossigeno e poi, mentre mi si annebbia la vista, collasso su uno dei tre letti presenti… o almeno così mi pare di ricordare…

a spasso per le strade di Esfahan

a spasso per le strade di Esfahan

a spasso per le strade di Esfahan

ottava puntata>>>

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