Sporcoendurista. la passione per l'enduro, la passione per il viaggiare in moto.

All’inferno e ritorno – Oman 2009

 

25 Agosto. Sur – Muscat

Autostrada fino a Muscat. Il caos ci aggredisce per la prima volta dai lontani tempi di Dubai.
Suggerisco alla scalpitante truppa l’abbandono delle giacche per evitare collassi in mezzo al traffico di mezza mattina.

Il Gps, esausto e confuso pure lui dal caldo, sì impappina e rinuncia, allora il Moro prende le redini della situazione e ci conduce letteralmente in porto. Infatti al porto di Muscat onoriamo con la nostra distinta e signorile presenza un hotel affacciato direttamente sull’animatissimo mercato del pesce.

oman 2009 in moto

oman 2009 in moto

Parcheggio tamarro nell’atrio e trascinamento di membra e mercanzie in stanza.
Litighiamo su cosa accendere e a che potenza regolare i vari artifizi presenti nella stanza. C’è un bel condizionatore Samsung 5000 di cilindrata, rigorosamente monomarcia, ad iniezione diretta. A parte i pezzi che perde appena lo accendi fa il rumore di un treno merci in pieno deragliamento. Sul soffitto clamorosamente è inchiodato un ventilatore da tavolo travestito da elicottero ma al di là di questi piccoli inconvenienti, i due attrezzi fanno, con fatica, il loro sporco lavoro.
Dopo solo cinque minuti la stanza ha preso le sembianze del quartiere Zen di Palermo.

oman 2009 in moto

Giusto il tempo di una doccetta bella calda che arriva il messaggio di risposta di Aldo al nostro precedente con il quale lo avvertivamo di essere arrivati nella capitale: “Stasera cena in Ambasciata”.
Per la prima volta in due settimane mi si gela il sangue.
Come stasera? Non ho neanche un pantalone pulito!!!!
Di corsa ci precipitiamo da “Lulù” (notissima catena di centri commerciali presenti nel Golfo) e compriamo un paio di bei pantaloni verde muffa da abbinare alla maglietta rossa scelta e conservata con cura per non sfigurare al ricevimento.

Alle 19 in punto siamo all’appuntamento con Aldo al parcheggio dell’Hotel Intercontinental di Muscat. Aldo è già lì che ci aspetta in auto in compagnia della sua compagna germanica.

In corteo arriviamo di fronte al cancello dell’Ambasciata d’Italia a Muscat. Parcheggiamo bene e ravviandoci i capelli con un po’ d’umidità trovata lì per caso, ci avviamo con passo solenne verso l’imponente cancello d’ingresso per onorare la nostra promessa e fare il famoso “doveroso atto d’ossequio”.

Scampanellio ed ecco arrivare un maggiordomo in livrea pronto a riceverci. Non apre subito, probabilmente scambiandoci per dei postulanti o per dei venditori di calzini di lana, poi guarda bene e tira due sospiri: il primo di sollievo per la presenza di Aldo il secondo un po’ preoccupato per la presenza di Moroboschi e ossequioso ci fa entrare.
Ad attenderci sulla marmorea scalinata c’è impettito S.E. l’Ambasciatore d’Italia in Oman, Dr. Capitani che appena capisce con chi avrà a che fare, si scioglie immediatamente dalla posa da cerimoniale e ci si fa incontro gioviale e forse pentito dell’invito. La faccia, per intenderci, è come quella di Spencer Tracy nel film “Indovina chi viene a cena” con Moroboschi calato nei panni di Sidney Poitier.
Ci presenta la moglie e poi, circondati da maggiordomi e camerieri, facciamo il nostro trionfale debutto nell’alta società.

oman 2009 in moto

oman 2009 in moto

oman 2009 in moto

La residenza è splendida, arredata con gusto e arricchita da tanti “pezzi” di ogni parte del mondo che denunciano il girovagare nelle varie sedi diplomatiche e consolari del Dr. Capitani. Il Nostro, capita la situazione, non si fa tanto pregare e nonostante il Ramadan ancor incombente, apre con un eccellente aperitivo per poi condurci a tavola.

Distribuzione formalissima dei posti a sedere (la Signora Ambasciatrice ha la sfortuna di ritrovarsi a fianco di Moroboschi) e via alle danze. Arrivano due fiamminghe di fettuccine innaffiate da dell’ottimo Chianti.
Poi dopo il secondo giro di fettuccine (l’Ambasciatore è uomo di mondo ma anche, prima di tutto, italico papà premuroso e c’ha visto un po’ sciupati) arriva il brasato con contorno di verdurine, carotine e patatine.
Qui un impeccabile maggiordomo, visto il pur volenteroso Moroboschi in difficoltà nel servirsi con le pinzette dal piatto da portata sospeso drammaticamente sopra la sua spalla, dopo una rapida occhiata furtiva, gli favorisce la presa inclinandogli a 45° il vassoio.
Il Moro con un leggero e fine cenno della testa ringrazia e utilizzando le pinzette d’argento a mo’ di agricola paletta, si serve di conseguenza e senza tanti complimenti.

La serata scorre piacevole anche se, vista la presenza della tedesca che non spiccica una parola d’italiano, la lingua ufficiale nelle conversazioni è l’inglese. Daniela tiene botta e preserva le buone relazioni diplomatiche nonostante io e il Moro, sempre a bocca troppo piena e comunque avendo poca dimestichezza con la lingua d’Albione, le siamo più d’impaccio che d’aiuto.

oman 2009 in moto

oman 2009 in moto

A dispetto di cotanto stile e garbo il Moro regala alla raffinata platea due perle in rapidissima successione:

La prima rivolto al Signor Ambasciatore:
“Lei è la più alta carica incontrata in vita mia. Prima di Lei c’è stato il Preside di scuola quando mi ci hanno portato”

La seconda in risposta alla Signora Ambasciatrice che si ostinava a dargli del “Lei” per metterlo in imbarazzo:
“La prego mi dia del “tu” che già sto un po’ in difficoltà a coniugare i verbi”

Dopo cena l’Ambasciatore c’intrattiene in salotto con racconti illuminanti sull’Oman e gli omaniti.

E’ tardi quando, dopo aver firmato il libro degli ospiti e baciati gli Ambasciatori, reinforchiamo le moto e ce ne torniamo in albergo satolli e tronfi.

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  • 3 Commenti

      bella la scena dello spiaggiamento nel sabbione… :-))

    • moro sei un mito….
      daniela, reference point for the two ugly mugs!!
      triplo, no comment!

    • senza parole… Complimenti ;)

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