Sporcoendurista. la passione per l'enduro, la passione per il viaggiare in moto.

All’inferno e ritorno – Oman 2009

 

16 Agosto. Accampamento sul Jebel Shams – Haima: 433 km

Il sole che fa capolino all’orizzonte ci coglie intenti allo smontaggio della tenda.
Velocemente scendiamo dal Jebel Shams e riprendiamo la strada per Nizwa da cui prendere la lunga strada che attraversando per quasi 1.000 km il deserto del Rub’ al-Khali, giunge fino a Salalah quasi al confine con lo Yemen.

jabel sham

 Jebel Shams - Oman in moto

 Jebel Shams - Oman in moto

 Jebel Shams - Oman in moto

Consultiamo per la centesima volta la cartina…. ma c’è poco da guardare o inventarsi: i km sono quelli, i benzinai si succedono al preoccupante ritmo di circa 150-200 km uno dall’altro e l’unica presenza umana a parte i benzinai è segnalata a circa metà del percorso ad Haima, stazione di rifornimento e riposo per camionisti e per tutti quelli che intraprendono il mortifero pellegrinaggio dalle fornaci del nord per quello che ci continuano a ripetere è il paradiso terrestre arabico….”Salalah!…Nice weather!”.
Ultimi controlli alla moto, pieno fino all’orlo e VIA!.

 Rub al Khali - Oman in moto

 Rub al Khali - Oman in moto

 stazione di servizio, Rub al Khali - Oman in moto

 stazione di servizio, Rub al Khali - Oman in moto

Definire l’attraversamento del Rub’ al-Khali, il deserto di sabbia più grande al mondo, ad agosto e in moto, allucinante, è sminuire l’evento.
Si viaggia verso l’ignoto attraversando il nulla assoluto con temperature che sfiorano i 50°.
Il pensiero costante è quello di avere qualche problema alla moto ed essere costretti a fermarsi lì in mezzo, dove l’unica ombra è sotto la suola delle scarpe.
Per il resto non potremmo contare su nient’altro, un palo del telegrafo, un cespuglio o un sasso più alto di due cm….niente, non c’è niente. Anche la parola “nulla” ha una sua materialità.
Qui è come un buco nero fatto di sabbia e pietre che inghiotte tutto e tutti in un riverbero accecante. Prego che San Soichiro Honda da Hamamtsu vegli su di noi.

Rub al Khali - Oman in moto

Rub al Khali - Oman in moto

Rub al Khali - Oman in moto

Rub al Khali - Oman in moto

Si susseguono i miraggi che ti fanno vedere specchi d’acqua in lontananza, inesistenti animali che attraversano la strada o fanno autostop e immaginari bipedi che ti salutano festanti e che tu ricambi con eccessivo trasporto. Le stazioni di rifornimento sono qualcosa di indescrivibile…perse in mezzo all’oceano di sabbia, a volte raggiungibili unicamente abbandonando l’asfalto, sono gli unici punti di aggregazione umana e animale dove si vive in una realtà sospesa nel tempo e confinata sull’orlo di un precipizio sconfinato. Ci domandiamo come si possa pensare di vivere lì e su come, in effetti, si possa arrivare a “pretendere”, dopo morti, un trattamento diverso dal proprio dio.

Ecco all’orizzonte palazzi tremolanti alla calura del sole che sta tramontando. A mano a mano che ci avviciniamo mi accorgo che sono una fila di camion in marcia…l’ennesimo subdolo incantesimo della Fata Morgana araba.

Finalmente raggiungiamo Haima: 4 case scalcinate, un albergo e tre bettole per disperati; il tutto separato da centinaia di metri di polvere e sabbia. Ci sembra il miglior paese visitato da anni.
Andiamo a mangiare e durante il tragitto dall’albergo alla bettola veniamo investiti da una tempesta di sabbia bollente.
Dopo esserci nutriti (il termine cena mi sembra eccessivo nonostante il Moroboschi dichiari che il cibo è “buonissimo”) torniamo in albergo; è notte e ci sono oltre 40°…ma chi diceva che nel deserto la notte fa freddo?

Haima - Oman in moto

Haima - Oman in moto

Haima - Oman in moto

Accendiamo il motore d’aereo da 1000 cv che aziona il condizionatore e poi le pale sul soffitto e apriamo pure lo sportello del frigo… Dicono che l’albergo abbia i peggiori letti di tutto l’Oman. Non posso testimoniare, non me lo ricordo. Mi addormento in un attimo mentre fuori infuria la tempesta di sabbia che fa tremare i vetri. Domani c’è una sveglia terrificante imposta dai due agenti della Gestapo che sono in stanza con me…non mi pare il caso di provare a contrattare neanche 5 minuti…penso che potrebbero uccidermi e darmi in pasto ai dromedari parcheggiati sotto la finestra.

  • Articoli correlati

  • 3 Commenti

      bella la scena dello spiaggiamento nel sabbione… :-))

    • moro sei un mito….
      daniela, reference point for the two ugly mugs!!
      triplo, no comment!

    • senza parole… Complimenti ;)

    Lascia un commento