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All’inferno e ritorno – Oman 2009

 

17 Agosto. Haima – Salalah: 551 km

Ore 05,15. Con un intervallo di pochi secondi suonano le sveglie dei due invasati. Non si fidano nemmeno più l’uno dell’altra. Forse hanno paura che io riesca a corrompere l’altro per strappare due minuti di sonno in più.

Carichiamo in fretta la moto e riprendiamo il fiume nero che taglia il deserto a perdita d’occhio. Altre centinaia di km ci separano da Salalah con il suo ”Nice weather”. Se non sarà veramente “Nice weather” prevedo una strage di omaniti o, in alternativa, tre italici suicidi.

Rub al Khali - Oman in moto

Rub al Khali - Oman in moto

Il sole non è ancora sorto dal piatto orizzonte ma già ci sono 36°.
Viaggiamo veloci inseguendo la notte che abbiamo di fronte e fuggendo dalla minaccia infuocata che tra pochi minuti ci coglierà alle spalle…
Ecco, s’infiamma lo specchietto…. come uno stupido accelero come per ritardare il momento in cui questa spada rovente mi s’infilerà tra le scapole.
E’ tutto inutile. Il sole sorge ed è già una minaccia incandescente.
Guardo il termometro e l’orologio sul cruscotto… CAZZO!!!
Ogni minuto la temperatura sale di un decimo! Quindi ogni 10 minuti salirà di un grado!
In matematica non sono mai stato un genio ma con ansia calcolo che tra un’oretta saremo a 42°….e non sono neanche le sei di mattina!
E dopo? Come sarà morire a mezzogiorno? Ma se uno si squaglia come un gelato e non rimane niente, come lo rimpatriano? Come potrò chiedere il rimborso del biglietto aereo da sciolto? Un uomo sul bordo della strada con una ruota in mano….
non facciamo in tempo a rallentare per prestare aiuto che già un’altra macchina spuntata dal senso opposto accosta per caricare il malcapitato…
Meno male va’.

Rub al Khali - Oman in moto

Arranchiamo di benzinaio in benzinaio. Ad ogni rifornimento ci scoliamo litri e litri di acqua che risudiamo in tre minuti netti.
All’improvviso l’illuminazione! C’è una manichetta dell’acqua! Forza, tutti sotto! Bagniamoci completamente! Idea geniale, peccato che il refrigerio duri solo 6 km.

All’ultimo benzinaio incontriamo il Profeta.
Un uomo tutto vestito di bianco e con una lunga barba bianca, sceso da una slitta bianca trainata da 24 dromedari alati anch’essi bianchi (il caldo gioca brutti scherzi) ci guarda amorevole e ci sussurra:
“Oh, incauti pellegrini! Siete giunti alla fine della vostra pena…”
”Aoh, ah bello! Ma che stai a di’?” …
”Io in verità, in verità vi dico che tra 125 km incontrerete le verdi praterie….”
“Aridajie questo! Ammazza che menagramo”
e giù tutti e tre a grattasse compresa Daniela che ormai tra pantaloni macchiati di caffè, maglietta sudata e barba di 5 giorni pare un Moroboschi capellone…
Certo che il caldo….
”Tutto verde, e fresche valli e dolci colline…”
“Seee.. vabbé….”

li Profeta - Oman in moto

li Profeta - Oman in moto

Riprendiamo le moto per l’ultimo “strappo”….
dopo esattamente 125 km, come da accaldata profezia, appare all’orizzonte una catena montuosa con sopra una striscia grigio piombo….
la strada comincia a salire e il termometro da 47° comincia a scendere vertiginosamente….46, 45, 44, 43, 42…
…saliamo, saliamo…..33, 32….26, 25…

Salalah - Oman in moto

Salalah - Oman in moto

Comincia a piovere e ci troviamo in un nebbione padano con 10 metri di visibilità, prati verdi a destra e sinistra e dromedari che pascolano insieme a…..
ma che cacchio sono quelle? Ma sono MUCCHE!!!!
Il termometro, per fortuna si blocca a 22°. Siamo a Salalah, siamo appena usciti dall’Inferno e ci si fa incontro una cosa mai vista:
“Piacere, siamo Daniela, Luigi e Fabrizio”…
“Ciao, sono il MONSONE INDIANO, piacere di conoscervi”.
Nice Weather, il piacere è tutto nostro….almeno per ora.

Salalah - Oman in moto

Salalah - Oman in moto

E’ un tempo che noi in Italia potremmo definire gentilmente “di merda” invece qui sono tutti contenti, intere famiglie rimangono le ore faccia al cielo e braccia aperte a prendersi la pioggia addosso.
Se si accorgono della tua presenza, si voltano sorridenti, tirano su il pollice e ammiccano: “Nice weather!” cercando la tua ovvia conferma: “eeeeee….nice weather, come no!”.
Qui a Salalah durante il passaggio del monsone non c’è niente altro da fare che prendersi la pioggia, fina e costante, 24 ore al giorno, ma sono tutti felici e contenti e ci arrivano da tutti i Paesi del Golfo: sauditi, kuwaitiani, emirini…certo a casa loro ci sono 60°…qui è il paradiso.

Ci fermiamo a mangiare da alcuni indiani. Chiediamo pure da dormire invitati da un cartello sulla vetrina del negozio con su scritto “RENT ROOMS”.
Lasciamo il Moro a guardia delle nostre carabattole e ci lasciamo accompagnare dietro al negozio in mezzo a vicoli sporchissimi…comincio ad innervosirmi… Daniela rinuncia e torna indietro… mi fanno strada in un corridoio e su per le scale di una topaia da primo premio.
Aprono una porta di compensato su un locale che è un mondezzaio, con dieci centimetri di spazzatura sul pavimento e due materassi luridi buttati sopra. Per poco non ammazzo il mio anfitrione.

Kareef Festival a Salalah - Oman in moto

Kareef Festival a Salalah - Oman in moto

Ci riaffidiamo alla Lonely e raggiungiamo l’hotel Salalah; il tempo di scaricare i bagagli una doccia e un pisolino e siamo di nuovo per strada per recarci al famoso Kharif Festival, una sorta di grandissima sagra paesana annuale organizzata per festeggiare l’arrivo del monsone e molto in voga da queste parti.
Ci mescoliamo alle cento coloratissime etnie presenti e bighelloniamo, sempre sotto una leggera pioggerellina tra i vari stands e intrattenimenti.

Kareef Festival a Salalah - Oman in moto

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

Il Moro ed io perdiamo clamorosamente a braccio di ferro contro un illusionista irakeno ma che c’ha un braccio parecchio realistico, visitiamo una interessantissima mostra sui mille e uno modi per eludere la polizia antidroga omanita e introdurre illegalmente stupefacenti nel Paese (le foto di quelli che c’hanno provato non invitano certo ad imitarli), assistiamo ad una performance sui pattini da ghiaccio ed un ballo di gruppo di una tribù del nord presentato da una truccatissima Milly Carlucci locale e poi ci tuffiamo in mezzo alle giostre tra macchinine a scontro e chador, montagne russe e palandrane, tagatà e turbanti al vento…

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

Appagati torniamo in albergo e montando sul marciapiede per parcheggiare, pensando di stare sulla moto-scontro, prendo in peno l’idrante antincendio dell’albergo facendo secca la borsa anteriore che rimane mezza acciaccata e dolorante sul selciato.

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

Kareef Festival di Salalah - Oman in moto

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  • 3 Commenti

      bella la scena dello spiaggiamento nel sabbione… :-))

    • moro sei un mito….
      daniela, reference point for the two ugly mugs!!
      triplo, no comment!

    • senza parole… Complimenti ;)

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