21 Agosto. (N 17° 53.769 – E 055° 42.013) – Al Duqm
Siamo costretti a rientrare per cercare una strada che prosegua verso nord. Altri km di sterrato, altre spiagge di un bianco abbacinante, altri panorami sconfinati.

Sono ore difficili e dure, viaggiamo solitari, con temperature altissime e prendendo strade che non sappiamo dove portino esattamente. Mi accascio nuovamente in un passaggio veramente difficile irto di pietre taglienti e con un fondo traditore dove credo si sarebbero trovati in difficoltà anche enduristi più smaliziati.

Il Moroboschi non crede ai propri occhi dopo aver passato km e km a scansare pietre per farmi passare e Daniela medita di prendere lei la guida del mezzo dopo essersi trovata per la seconda volta in due giorni a culo per terra.
Comincia a fare buio quando arriviamo a Al Duqm. Ci indicano l’unico “hotel” nel raggio di 400 km.
Non crediamo ai nostri occhi! E’ un campo attrezzato con dei container dove alloggiano i tecnici delle imprese straniere impegnati nei cantieri circostanti. Manco il tempo di parcheggiare che arriva un fuoristrada con tre ragazzi sopra. Sono sommozzatori turchi che stanno lavorando alla costruzione di un porto e hanno visto le bandierine turche sulle moto. Ci abbracciamo gioiosi con grandi pacche sulle spalle.
Prendiamo alloggio nel container numero 3, quello identificato pomposamente come “suite”. In effetti l’interno è curatissimo, tv al plasma, macchinetta per il caffè, divani e poltrone in finta pelle e letto matrimoniale con lenzuola fresche di bucato e sovra copertina in simil seta. Condizionatore efficiente e silenzioso. Fuori ricomincia una tempesta notturna di sabbia da far tremare tutta la struttura. Noi, mangiato il tonno in scatola avanzato dall’anno scorso, ce ne stiamo al riparo sotto le coperte nel miglior “hotel” incontrato finora.


bella la scena dello spiaggiamento nel sabbione… :-))
moro sei un mito….
daniela, reference point for the two ugly mugs!!
triplo, no comment!
senza parole… Complimenti ;)