Croazia & Slovenia

Da oltre un mese sto tartassando amici, parenti e fidanzate sui dubbi relativi alla mia partenza. Nella mia testa si scontra continuamente la voglia di fare un viaggio per festeggiare la fine del mio travagliato periodo di studi, con la paura di spostarmi per la prima volta in solitaria con la mia moto.
Mosso quasi più dal timore di fare una figuraccia con gli amici che da una reale convinzione personale, fisso la partenza per l’indomani.
Scendo in garage a caricare i bagagli e trovo la moto in un lago di benzina. Sostituisco un tubo del serbatoio che si era rovinato con uno simile che avevo tra i ricambi e vado a letto puzzolente con ancora più preoccupazioni.
Per fortuna la mattina dopo la moto parte e, seppur con vergognoso ritardo, ingrano la prima ed esco dal garage. Ormai il passo più difficile è fatto.

Firenze – Porec [500km]

Dopo una sosta a Trieste, dove ho mangiato una delle carbonare più pesanti della mia vita, proseguo fino alla frontiera con la Slovenia. Qui, per risparmiare gli spiccioli della “Vignette” per le strade a pedaggio, mi metto a seguire le indicazioni descritte su alcuni siti internet. Tra inversioni di marcia e pezzi in contromano, sono certo di aver accumulato multe per un importo pari ad una vignetta almeno decennale.

Croazia e Slovenia, il viaggio di Fulvio Bogani

Finalmente supero il confine croato ed inizia l’esplorazione dell’Istria con i suoi paesi caratteristici e i loro colori. Vengo immediatamente risucchiato da un vortice di turisti che mi trasporta tra i vicoli e le bancarelle di Porec e Rovinj. Ancora spaesato, vago senza meta in cerca del meno ladro dei cambia valute: 3km a piedi per guadagnare forse 3 Kune su 750!

Croazia e Slovenia, il viaggio di Fulvio Bogani

Per dormire ho scelto un appartamento in un piccolo paese fuori città. Stellina, la padrona di casa, abbaia anche in italiano e ci intendiamo senza problemi. Una bella doccia e a letto.
Ah no, il bagnoschiuma non l’ho portato. Per fortuna sotto il lavello c’è un pò di Nelsen…per oggi andrà bene.

Porec – Pula – Rt Kamenjak [150km]

Visto il bruciore dell’effetto Nelsen, la priorità della mattina è fare la spesa: bagnoschiuma, due brioches e una scorta di acqua. Sono pronto per scendere verso Pula.

Sono pochissimi chilometri, ma tra una visita, una deviazione e l’altra arrivo in centro solo nel pomeriggio. Faccio una passeggiata rapida in città per scoprire i suoi gioielli romani.

Lascio un pò di roba nel nuovo appartamento in periferia per risalire in moto e spostarmi sul capo più remoto dell’Istria, il promontorio RT Kamenjak. E’ tardi ormai, turisti e bagnanti sono già tornati ad affollare i ristoranti della città. La punta è tutta per me, la mia moto, la mia macchina fotografica. Un’ora che vale una giornata intera.

Appena calato il sole, a rovinare la poesia del momento, ci si mettono nubi di zanzare che mi sollevano di peso e mi portano al curioso Safari Bar lì vicino dove ordino una Ozujsko per concludere in bellezza la giornata.

Pula –Krk – Senj [290km]

Oggi è l’ultimo giorno sulla costa. Lascio l’Istria percorrendo la panoramica E751 verso Rijeka. Man mano che mi avvicino alla città, il traffico aumenta e mi ritrovo rapidamente imbottigliato in code di gente che voleva raggiungere le zone balneari della costa. Decido quindi di non fermarmi per una visita e di proseguire verso l’isola di Krk. Abbandonata l’anonima strada principale che attraversa l’isola, si trovano viste splendide caratterizzate dalla continua alternanza di zone aride a boschetti e vigneti. Spettacolare il tratto finale della strada che porta a Stari Baska, tutta lungo il crinale a sbalzo sulla costa. Mi concedo l’ultimo bagno prima di proseguire verso l’abitato di Senj dove ho prenotato ancora un appartamento.

Il padrone di casa era un chiacchierone, ma parlava solo croato. Non so cosa ci siamo detti in quei cinque minuti imbarazzanti. Ma una parola in italiano la sapeva: grappa. E grappa sia…

Senj – Plitvicka Jezera – Slunj [150km]

L’africa mi sveglia di buon ora, reclamando un po’ di manutenzione. Si è spezzato il pattino che guida la catena sul forcellone. Poco male, attingo alla scorta di fascette di plastica e siamo pronti a ripartire.

Il mare in lontananza spumeggia e la temperatura è calata drasticamente. Si è alzata la Bora.
Appena esco dall’abitato si inizia a salire il paesaggio cambia immediatamente…sono passati così pochi chilometri, ma la costa sembra già così lontana.
Sorpasso un pullman di turisti. Poi un altro. Un altro ancora. Brutto presentimento.

Di Plitvicka ricordo più gente che acqua, e vi assicuro che di acqua e laghi ne ho vista molta. Ad ogni passo un selfie, una foto ricordo, una scatto col compagno di coda. Incontro due coppie di motociclisti italiani infreddoliti con i quali scambio volentieri due chiacchiere e passo un po’ di tempo tra una coda e l’altra.

Dopo 4 ore di spallate e sgomitate risalgo in moto verso il piccolo paese di Slunj. Passo la notte in una delle tante Sobe sparse sulla via principale. Incuriosito dal posto caratteristico e da alcune recensioni viste online mi affaccio tra i mulini di Rastoke a cercare qualcosa da mangiare. Dopo aver visto i 23€ per una trota nel menù, decido di cambiare rapidamente meta per approdare in un Bistrot frequentato da solo militari Sloveni assai più economico. Cevapcici, Karlovaçko e rutto libero.

Slunj – Bled [285km]

E’ ormai l’ultimo giorno di viaggio prima del rientro in Italia. La notte ha piovuto e il termometro della moto segna 6,5°. Il cielo è coperto e minaccia di piovere ancora. Atmosfera ideale per immergersi in una parte della Croazia ancora segnata profondamente dal recente conflitto. E’ sicuramente la parte del viaggio che più mi ha colpito: tra le strette strade e le facili sterrate della zona si trovano case distrutte, campi ancora minati e personaggi di altri tempi. Continuavo a far impazzire il navigatore cercando di deviare ad ogni stradina o paesino che incontravo fino ad arrivare nei pressi di Karlovac.

Peccato non poterci dedicare ancora tempo, ma è l’ora di avvicinarsi al confine. La strada in Slovenia scorre velocemente tra paesini tutti ben curati. Il navigatore ha imparato a capire i miei gusti e per arrivare a Ljubljana mi fa fare una 15ina di km di strade bianche, ben vengano.

La capitale slovena è carina e non troppo affollata. Non ho ancora prenotato nulla per la notte, ma visti i prezzi degli alloggi piuttosto alti e la forte presenza di FREGNA (Triplo dixit) che potrebbe scompensare il mio equilibrio ormonale, preferisco farmi un’altra ora di moto e pernottare vicino al Lago di Bled.

Il B&B dove mi fermo a chiedere per la notte ha tutte le stanze prenotate, ma mi offre un ripostiglio in ristrutturazione a fronte di un po’ di sconto. A me il disordine piace, mi sento a casa.

Ed è qui che si conclude il mio viaggio. Domani ci aspettano 580km addolciti solo da qualche deviazione sulle Alpi friulane. Io e l’Africona torniamo a casa con quasi 2000km in più sul groppone, con la soddisfazione di esserci riusciti e con un briciolo di amaro in bocca per non aver osato un pochino di più. Sarà per la prossima…

Testi e foto di Fulvio Bogani

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4 Comments
  • Ronnie
    Posted at 11:38h, 21 settembre Rispondi

    Questi sono post che emozionano.
    Un racconto completo, intimo e appassionante. Bravissimo Fulvio, gran viaggio, grande esperienza, gran post.

    • Fulvio
      Posted at 20:04h, 21 settembre Rispondi

      Grazie Ronnie, mi fa davvero piacere che ti sia così piaciuto!

  • Marco Sozzi
    Posted at 13:15h, 16 giugno Rispondi

    Stupendo report!! io ci vado quest’estate!!!

  • miki
    Posted at 14:45h, 06 novembre Rispondi

    complimenti,interessante report e foto davvero belle.

    ps. anche io ho il nishua enduro carbon

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