La Nuova Africa Twin

Perché la CRF1000L non sarà la nuova Africa Twin

Perché la CRF1000L non sarà la nuova Africa Twin.

Il nome non conta ne tantomeno la sigla CRF. Leonardo Da Vinci e Leonardo il calciatore Brasiliano avevano lo stesso nome ma il segno che hanno lasciato nella storia è diverso.

L’Africa Twin, che da ora in poi chiamerò XRV per comodità, è stata progettata e realizzata in un epoca in cui il mondo delle competizioni era usato per sperimentare sul campo quello che poi diventava uno standard sul mercato. Il motore a V stretto, l’affidabilità di un propulsore che doveva funzionare sempre e comunque ne sono stati il tratto caratteristico. Il mondo delle corse, e in particolare la Parigi-Dakar, ha creato un segmento di motociclette che adesso è quello che domina il mercato. Non per niente LC8, GS e Tènèrè sono stati ispirati dai modelli da competizione anche se poi hanno preso la strada del Bar e dei pantaloni con le svoltine. Le moto da gara erano laboratori viaggianti, i risultati di quei laboratori sono diventati i modelli che hanno condizionato il mercato degli ultimi 20 anni. Ci sarà un motivo per cui un CBR 600 RR del 2012 usata vale meno di una XRV RD07 del 1994.

Sicurezza, riduzione dei costi e tutto il resto, hanno portato alla morte della Dakar come la conosciamo e alla nascita di qualcosa di nuovo ma diverso. Una competizione che è nata per un mercato di riferimento e non su un percorso con il conseguente emergere di modelli e marche prima ignorate. La Toyota è uno fra i più grandi produttori di autovetture al mondo e alla Parigi-Dakar non ha mai partecipato con un team ufficiale. Da quando la competizione si è spostata in Sud America a momenti fa correre pure le Prius Hybrid.

Adesso alle competizioni si partecipa con modelli che sul mercato non hanno assolutamente fascino a parte il fatto che sono usati nelle competizioni. Quanti di voi hanno visto per strada un CRF450x con sopra qualcuno che ci va al mare la domenica o in vacanza? Ma nemmeno un KTM o qualunque altra cosa possa correre nelle competizioni Marathon. Quelle tipologie di moto sono fine a se stesse, servono solo per dare visibilità al marchio e non come laboratori. Prima si testava durante le competizioni quello che poi andava sul mercato, adesso, siccome le competizioni sono una vetrina del marchio, si testa in laboratorio e si porta in gara il mezzo vincente. Che poi le soluzioni non siano direttamente tangibili su quello che poi trovi dal concessionario è un di cui.

La CRF1000L sarà una moto bellissima, una moto da paura. Non importa quanti cavalli, quanto sarà larga o quanto peserà. Chi la comprerà lo farà perché gli piace. Altrimenti non si spiegherebbe la penetrazione sul mercato che hanno avito il GS Adventure o il KTM 1290 che non arrivano ne dalle competizioni ne brillano per maneggevolezza, affidabilità o economia di esercizio.

La CRF1000L sarà una nuova moto, magari diventerà il mito di generazioni di Dentisti e Avvocati avventurieri, ma non sarà la nuova Africa Twin, non c’è un cazzo da fare.

Testo di Maculato

9 Comments
  • babis
    Posted at 01:47h, 14 maggio Rispondi

    Scusate ma non credo proprio che un CBR 600 RR del 2012 costi meno di una RD07… ovvero… forse il CBR più economico del 2012 costa sui 6000 euro e magari si trova in giro anche uno che vende la sua RD07 a 6500 perché aveva promesso alla moglie di metterla in vendita ma in verità se la vuole tenere…ma questo NON è la regola, è solo un caso.
    Pure io posso mettere la mia Vespa in vendita su subito a 15000 euro, mica vuol dire che vale più di una Panigale!

    Per la nuova africa Twin…. aspettate almeno che esca la moto, andate a provarla e poi scrivete quello che volete. Ho una RD03 del 88…un carro armato costruito per resistere agli urti senza badare a spese e peso…. ma quella tendenza di costruire moto, macchine etc è scomparsa per sempre. Inutile paragonare questa nuova Africa alle vecchie, filosofie diverse. L’importante è capire se questa moto sarà migliore, rispetto alla concorrenza OGGI.

  • Aigor
    Posted at 20:18h, 08 gennaio Rispondi

    La nuova Africa twin non sarà mai un mito se si continua a credere di essere negli anni ottanta. Il mondo è cambiato , noi siamo cambiati… Tutto è cambiato… Alcune cose in peggio purtroppo.
    Credo che questa moto sarà un nuovo riferimento e il ritorno a moto più umane.. Da qui si ripartirà.
    Potrà viaggiare in off road e per strada in tutta sicurezza. Senza 10 centraline, sospensioni elettroniche, mappature, ma soprattutto con meno di 100 hp non con 160 hp strozzati da elettronica.
    Io credo che questa moto diventerà un mito….E ririfarà scoprire il bello della semplicità di viaggiare

  • Paolo Pardini
    Posted at 13:14h, 11 gennaio Rispondi

    Non mi trovo assolutamente d’accordo con quanto scritto… QUESTA è la nuova AFRICA TWIN che Vi piaccia o no… http://africatwincrf1000.forumfree.it/

  • Boxer
    Posted at 10:44h, 17 febbraio Rispondi

    neanche io sono d’accordo, secondo me hai sparato un mucchio di belinate senza neanche sapere le cose, primo perchè non puoi paragonare un mito con una storia alle spalle che va dal 1988 al 2002 , con una moto che è uscita solo da qualche mese (direi con un successo stellare) e non ha ancora scritto la propria storia nel mondo delle due ruote, seconda cosa penso che il rapporto di differenze tra la crf 1000 l e la crf 450 rally sia il medesimo rapporto che aveva la xrv 750 con nxr 780, le prime due moto stradali e le seconde due “prototipi” esclusivamente rivolti alla competizione, è come paragonare yzr m1 di valentino rossi con l’r1 che acquisti dal concessionario. non vorrei rovinare il tuo sogno ma la nxr780 del 1988 di un certo Orioli (con il quale vinse la dakar) fu presa anoleggio dalla dakar precedente per la modica cifra di 950.000..000 di lire, pensi davvero che siano molte le caratteristiche in comune con l’Africona venduta al pubblico? per farti un esempio quì cito lo stesso orioli: ” aveva la tecnologia di una moto da gp applicata ai rally, tanto magnesio e titanio,telaietto reggisella in acciaio speciale, serbatoio posteriore composto da una sacca di neoprene dentro uno scafandro in fibra di carbonio…” e potrei andare avanti ancora !. poi smettiamola con la solita cavolata della “moto da bar” per “motociclisti con i risvoltini” ma che cosa ve ne frega a voi di come uno usa ciò che gli appartiene? e con questo vorresti dire che la Vecchia 750 non veniva usata anche per andare al bar a fare delle gran chiacchere?. giustamente i tempi sono cambiati, la tecnologia ha fatto passi da gigante, il mondo va avanti e noi ( almeno la maggior parte spero) avanziamo insieme a esso, ma non per questo i miti esisteranno solo nel passato, nasceranno altri da Vinci che creeranno la nuova storia! ps. te lo dice un felice possessore della vecchia e felicissimo possessore della nuova!

    • moroboschi
      Posted at 16:12h, 19 febbraio Rispondi

      Ciao Boxer,
      grazie per il tuo commento.
      Anche io non sono daccordo con tutto quello che dice l’articolo scritto da Maculato.

      complimenti per le tue due Africa!

  • Alvaro
    Posted at 22:41h, 13 luglio Rispondi

    L’ho appena ordinata a seguito di una breve prova, pochi kilometri ed era come se l’avessi già guidata, mi sono subito sentito a mio agio. Ha quello che cercavo al prezzo che pensavo di spendere, mi piace e non mi interessa nulla della storia di un’altra moto che l’ha preceduta e appartiene ad un altro tempo tecnico e di costume. Vado sporadicamente al bar e mai in moto non ho risvoltini perchè ci si ferma la polvere. L’attuale è frutto del suo tempo come deve essere, il resto sono solo bagolate, bella moto brava Honda, come sempre. Per inciso prima di acquistarla ne ho provate altre, anche blasonate, ma lei mi è proprio piaciuta.

  • valerio scarpellini
    Posted at 08:27h, 11 febbraio Rispondi

    Non sono d’accordo con quanto scritto, il “laboratorio da gara Honda ce l’ha, e si chiama CRF 450 e non ha fatto altro che portare molte soluzioni del “Laboratorio” sulla sorellona stradale, lo dimostrano le varie uguaglianze del tipo di motore misure delle ruote per non parlare del DCT. considero la CRF 1000 come la Nuova Africa Twin!

  • turtle
    Posted at 16:55h, 03 agosto Rispondi

    Ma non accusate uno spropositato sbattere di catena sul carro? La tensione è regolata bene ma ad ogni buchetta … “toc toc toc… madonna che nervi

  • Luca
    Posted at 14:26h, 12 ottobre Rispondi

    Buongiorno a tutti
    senza fare comparazioni con la ‘vecchia’ XRV ( tra l’altro secondo me, la versione da 650cc era spettacolare ) noto che ci sono alcune cose che non riesco a capire…
    Mi aspettavo che Honda AT fosse dotata di cerchi per gomme tubeless e invece servono le camere d’aria perche monta gli stessi cerchi del CRF450 sulla quale pero’ si possono mettere le mousse – Bucare e riparare una gomma Tubeless è diverso che bucare (e riparare) una camera d’aria DENTRO una gomma non tubeless –
    (montare le MOUSSE su una moto da 200 e rotti chili, forse non è una opzione intelligente) –
    La moda delle pinze radiali è oramai una realta’ ma probabilmente, su questa Moto potevano starci un bel paio di ‘pinze normali’ che cosi’ ad occhio,
    avrebbero potuto essere anche un pochino piu’ alte da terra – Non che si vada in mulattiera ogni 20 minuti con moto di questo peso, pero’ forse è meglio limitare quei punti critici che su moto di questo tipo – bla bla bla –
    Il telaietto reggisella non riesco a capire perche Honda ha deciso di farlo in questo modo – non è smontabile ma è saldato tuttuno con il telaio.
    Nel caso di un ‘cappottone’ in fuoristrada o di qualche pilota/automobilista che bussa da dietro ad un semaforo, schiacciando/piegando la parte in questione,
    potrebbero esserci non poche difficolta’ (o dolori) per raddrizzarlo (fattibilita’ / impossibilita’ o costi e disponibilita’ ad avere un intervento fatto come si deve …
    (vedi Scardino che ce nè uno solo ed è a Milano)
    Il roll bar optional di casa madre ( cosi come le valige ) è inutile. Io non lavoro per ALTRIDER ma credo sia l’unica struttura tubolare in grado di evitare danni a radiatori cupolino frecce e non per ultimo, CARTER motore / pompa dell’acqua eccetera.
    IL Paramotore, sicuro che non si poteva fare meglio ? ( bla bla bla )

    Mi sembra che Honda a proposito dei tempi che cambiano, abbia imparato a giocare diversamente sul mercato.
    Purtroppo l’utenza, che nel tempo è profondamente cambiata per capacita’, conoscenze tecniche, competenza ed esperienza, ha fatto si che molte ‘finezze’ tecniche importanti che costano in termini di ricerca e sviluppo, lasciassero spazio di manovra x correzzioni piu o meno accettabili ed accettate, per poter investire se serve, se c’è un certo riscontro, se ne vale la pena eccetera. L’esempio degli aggiornamenti ‘alla windows’ potra’ fare incazzare qualcuno, ma è la realta’ …. o forse mi sbaglio.

    Un altro esempio che a me sembra lampante e non x caso, siamo nel mondo delle Moto e dell’ Off Road , è quello della bellissima (a mio parere) Yamaha T7
    Quel bellissimo ‘concept’ che si vede girare … si ma solo in rete. Vedremo se quell’ esercizio di stile, sara’ fine a se stesso oppure se la T7 uscira’ DAVVERO.
    Credo infatti che l’unico scopo, sia quello di ingolosire e legare le persone di un certo target ad un nome, ad un concetto, ad uno stile.
    Scaldare il CUORE degli appassionati ( in parole povere ) per poi far uscire una versione magari sdradalizzata ed economica e BOOM !

    Ciao a tutti
    vedremo tra pochi giorni all’EICMA, quali aggiornamenti 😃 saranno stati fatti / ritardati / smentiti / in KIT

Post A Comment