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3 SETTEMBRE

Ci svegliamo alle 6 contenti di andarcene ed alle 8:30 ci ritroviamo ad Aleppo.

La città è stranamente deserta (quanto fascino perso!) per i soliti motivi, ed io inseguo ad occhio una vecchia traccia del gps che, a distanza di 4 anni, mi fa riprendere lo stesso contromano di allora……..

Faccio due tentativi fallimentari negli stessi due hotel dell’ultima volta. Dopo di che mi sposto di parallela ed inizio la ricerca di un hotel che ci culli per due notti.
Ad Aleppo l’ultimo dei problemi che si incontra è trovare alloggio, ve ne è praticamente 1 ogni 5 passi che si fanno…. anche quello con l’errata traslitterazione del nome di nostra figlia.

Prima di decidere faccio diversi tentativi tra i quali uno in un mega-hotel, e con la faccia tosta di chi non ha più molti soldi, tento di trovare accomodazione…….purtroppo se ne fregano.
In fine troveremo alloggio, dopo una breve contrattazione, per 900 lire a notte presso l’Al Jenidi Hotel.

Ma mentre spendevo tutte le mie energie mattutine nella ricerca delle ultime due notti in terra siriana, ad Alessia accadeva altro…….

L’avevo lasciata a poche decine di metri distante dalle mie ricerche in compagnia della moto, ma di li a poco non sarebbe rimasta sola…….

Cosi mi è stato raccontato:

Un ragazzetto un poco “stranuccio” si avvicina alla moto, inizia toccare un po’ di tutto.

E fin qui Alessia immagina sia quasi normale, è l’attrazione che le grosse moto esercitano sui ragazzi.
Ma poi il ragazzetto in questione inizia ad essere più insistente ed inizia a muovere la moto facendola oscillare.
Alessia prova a parlargli ma lui neanche si gira, ne risponde.
Alessia immagina che l’essere donna la renda praticamente trasparente in una città mediorientale come Aleppo.
Più lui agita la moto e più lei fa fatica ad evitare che caschi, giacche ed altro, cadano da sopra.

Si inizia a preoccupare e getta sguardi a destra e manca nel tentativo di trovare un aiuto in una città straniera.

Ma nulla da fare, sono mattine da “deserto in città” dovute al Ramadan!

Ma mentre diversi pensieri le passan preoccupati per la testa, sente dietro la nuca una colonna d’aria muoversi rapidamente:

è la Sharia, la legge coranica fatta uomo!!

Praticamente da dietro parte una sberla che tramortisce il ragazzo:

e’ un poliziotto che, vista la scena, è intervenuto ed inizia a prendere a schiaffi e calci il ragazzo!

Se foste stati li presenti avreste osservato l’epilogo di questa buffa storia, vedendo questi due personaggi raggiungere l’orizzonte, mentre l’uno, per gravità di calci, fa avanzare l’altro; mentre Alessia, impietosita ed invertendo le parti, grida al poliziotto che “non c’è nessun problemaaaaaa!!!!”.

Ma dicono che la terra sia sferica,
di conseguenza i due scompaiono all’orizzonte!!

Ci sistemiamo in stanza e, appena scesi in strada, ci accalappia un sedicente siriano…..

Senza presentarsi, io lo chiamo per nome (nickname) e lui rimane basito.
Il mondo e sempre piccolo e mi ritrovo accalappiato dalla stessa persona che ci trattenne in ostaggio per un giorno intero 4 anni fa:

BUZZZ! (colonna sonora: un paio di violini striduli da film dell’orrore…)

Ora Triplo dall’alto della sua esperienza di politica internazionale insiste nel dire che fa parte del controspionaggio; io dico che è un nullafacente parassita che trova diletto nel chiacchierare con gli stranieri.

Questa volta lo trovo in versione Sufi-Capitalista: da una parte ci parla dei grandi maestri Sufi, dall’altra è alla disperata ricerca di investitori che gli permettano una vita agiata.

Prima ci porta a vedere un posto dove vorrebbe costruire un hotel, poi ci parla di come, con la vita di questi Sufi, “si potrebbe scrivere una sceneggiatura eccezionale per un colossal cinematografico”.

Ogni commento è superfluo.

Ci riporta in giro per mezza giornata, ci fa vedere il leggendario “Baron Hotel”, classe 1911, in più vecchio hotel di tutta la Siria, sogno ottocentesco di molti viaggiatori anglofoni.

Qui vi hanno pernottato personaggi del calibro di Agatha Christie (qui se non ricordo male ha iniziato a scrivere “Assassinio sul Nilo”), Ataturk e Lawrence D’arabia (con conto non pagato esposto in bacheca).

L’interno è un po’ decrepito, ma l’esterno Ottomano si difende ancora molto bene:

L’unica cosa buona che fa Buzz è incalzare l’acquisto, per 180 lire siriane, di 1 kg di pistacchi freschi.

I pistacchi “veri” hanno una specie di mallo esterno rosso ma, una volte tolte le due bucce, che tutti conosciamo, il sapore è ineguagliabile!

Nulla a che spartire con quanto conosciuto da noi in Italia (son tostati).

Io li amo, ed una volta riportati in italia anche mia figlia darà forti segni di innamoramento….

Buzz rimedierà immediatamente a questo suo buono gesto sfilandomi letteralmente i soldi dal portafoglio, per l’acquisto di un pacchetto di sigarette locali.

Lui si avvicina oltremodo, ti tocca, ti abbraccia e ti spinge.
Mmmmhh!!!!!

Mi saluta dandomi un pugnetto sullo stomaco con la promessa che la prossima volta che ci si vede, sarà lui a portarmi in giro con una Rolls-Royce.

Per tutte le divinità nubiane di Petra: spero questo non accada MAI!!!!!!

Facciamo fatica a trovare da mangiare a pranzo ma riusciamo a farci preparare un kebab in un ristorante (scopriremo solo in Italia di aver già frequentato il luogo 4 anni prima!)

Torniamo in Hotel,
mi “allungo” e perdiamo i sensi:

Facciamo poi un salto a vedere la cittadella di Aleppo

cittadella di Aleppo Siriacittadella di Aleppo Siriacittadella di Aleppo Siria

Contrariamente a quanto accaduto 4 anni fa, non riusciremo a visitare le chiese presenti ad Aleppo, un vero peccato visto che questa città resta l’unico, e forse il miglior esempio, di tolleranza di fedi in medioriente; di gran lunga migliore di quello che sappiamo fare noi in occidente.

Attualmente credo che Aleppo accolga, con il suo 30%, la più grande comunità di cristiani di tutto il medioriente.

Qui, in duecento metri quadrati di strada percorsa a piedi è possibile incontrare pregevoli equilibri architettonici e spirituali:

cattedrale armena, chiesa greco-cattolica, chiesa greco-ortodossa, cattedrale maronita, chiesa di culto cattolico siriano e Moschea.

Il futuro del cristianesimo nel medioriente è altamente incerto e la sua estinzione è prossima in molti stati come la Turchia (minoranza etnica-religiosa schiacciata tra turchi e curdi), il Libano (i Maroniti han raccolto quanto seminato: una distruttiva guerra civile), Israele (i cristiani palestinesi son pur sempre degli arabi in uno stato ebraico) e l’Egitto (zonalmente discriminati dal risorgere dell’estremismo islamico).

In 50 anni Aleppo potrebbe rimanere l’unica comunità vitate di cristiani in medioriente, almeno si quando re Assad e la sua stirpe regnerà..……o sino a quando non si avrà un nuovo e più forte rigurgito di fondamentalismo islamico; fondamentalismo che sempre nasce come forma di difesa da inutili e stupidi attacchi da parte di noi occidentali (ad esempio piccoli e miseri omini che dichiarano di voler pubblicamente bruciare il Corano).

La paura è madre di molti mali socio-politici.

Sprono chiunque abbia paura del arabo-islamico medio e del suo tasso riproduttivo (!), ad andare a visitare questa città di quasi 4 milioni di persone:

se “chiunque” è illuminato, trarrà allora insegnamento e piacere….….
se non illuminato, continuerà a credere alle divinità che compaiono in TV……..

A tale proposito no posso esimermi dal citare una famosa battuta del venerando maestro Homer J. Simpson:

“Quando imparerò??? Le risposte ai problemi della vita non si trovano sul fondo di una bottiglia. Si trovano in Televisione!!”

Quasi quasi vorrei suggerire a tutti coloro che si riverserebbero a cuore aperto sulla tv, di restare un passo in dietro, ed attaccarsi saldamente al fondo della bottiglia, che è meglio.
Scusate, tra i lettori vi è qualche giurista?
Esiste per caso il delitto di istigazione all’alcolismo?…no perché altrimenti mi avete sicuramente mal inteso………….

La morale?: Sin quando ne avremo la possibilità, godiamo della bellezza di questa diversità che si può sentire, annusare, osservare e vivere ad Aleppo!

Ma torniamo a noi:

finiamo i nostri peripli giornalieri facendo un salto alla Grande moschea di Aleppo, più giovane di soli 10 anni rispetto la sorella maggiore degli Omayyadi di Damasco.

moschea Omayyadi di Damasco

Andiamo poi a prendere del pollo fritto ad un take-away già sperimentato nel precedente viaggio:

sarà forse per il fatto che dopo quasi due settimane di piacevole dieta a base di carne, la nostra flora intestinale sia stata totalmente rimpiazzata da una, non ben precisata “fauna intestinale”, ma giudico questo pollo superiore!!!!!

Ogni tanto me lo sogno ancora la notte……..

…e per restare in tema:

andiamo a nanna, domani ci aspetta non casualmente (leggasi: tutto calcolato) il Suq di Aleppo!!!

…..non possiamo mica tornare a Roma a mani vuote….no???!!!!!

4 AGOSTO

Non mi sbaglio nel dire che:

per la prima volta in questo viaggio ci svegliamo parecchio tempo dopo il sorgere del sole!!

Una vera immagine antitetica per questo nostro viaggiare:

Oggi deleghiamo ai sensi una missione importante:

assaporare ed annusare tutti i sapori e gli odori del bellissimo Suq di Aleppo!!!

Io di solito non sono mai attratto da ambienti antropizzati:

alle grandi città preferisco le cittadine,
alla folla preferisco la solitudine,
ma Aleppo ed il suo Suq mi hanno letteralmente stregato sin dalla prima volta!!!

Viene riconosciuto con uno dei + bei suq di tutto il medioriente per la quasi totale mancanza di occidentalità e per il fatto che contrariamente ad es. al Gran Bazar di Istanbul, al Khan al-Khalili del Cairo od il Suq di Damasco, è per vocazione dedicato ai locali………

…..…poi ovviamente non mancherà che vi accalappino parlando in italiano, ma questa è un’altra storia perchè gli abitanti di Aleppo sono da millenni abilissimi commercianti (qui passava la via della seta)..…………

In piena attività (SEMPRE, tranne il venerdì e le mattine del ramadan) è un fiume di gente riversata nei vicoli.

Il modo migliore per descrive il SUQ di ALEPPO credo sia:

FORMICAIO UMANO!

Ci perdiamo piacevolmente nei suoi viottoli alla ricerca di spezie, tè e cannella da riportare a casa:

suq di Alepposuq di Aleppo

E poi come scordarsi del “miglior” regalo (leggasi: leggero e trasportabile) che un motociclista possa portarsi in dietro (leggasi: da caricare sulla moto) verso casa:

I panetti (mattoni) di sapone….…..
noi ne abbiamo presi 5 kg……
ma questo è il famoso “sapone di Aleppo!”

Ma ora vi racconto la storia che ha cambiato la vita mia e di Moroboschi……

Immaginatevi il budello del suq di Aleppo, lo abbiamo definito a buon ragione “formicaio umano”,

immaginate ora centinaia e centinaia di persone vestite nello stesso modo:

jalabia (tipico vestito arabo lungo “a gonna” che arriva sino alle caviglie)….quasi tutte di color beige,

immaginatevi tutti i locali con i baffi dal medesimo taglio…….

Lui mi passa d’avanti,

anonimo,

come potrebbe essere anonimo un arabo con baffi e jalabia in mezzo a centinaia di arabi con baffi e jalabia.

Ma io che tengo una memoria numerica pessima,
ma una visiva eccezionale,
riconosco in lui il KEBABBARO DELLA MORTE!

Lui passa e mi sfiora la spalla,
io lo inseguo con lo sguardo,
lo vedo far tintinnare delle monete nella mano,
capisco che sta quindi andando da qualche parte e non sta tornando al campo base….,
quindi mi giro e vado in direzione ostinata e contraria,
fiuto l’aria come un cane….
e dopo solo 10 metri giungo nella Tana,

riconosco gli scalini, il fuoco e lo straccio:
questa è la tana del kebbabbaro della morte!

Moroboschi, queste foto son dedicate a te,
che tu possa continuare a correre libero e felice nel suq di Aleppo!:

Quando siamo stati a Damasco (vedi prima puntata) vi avevo parlato del Kebab preso nel quartiere Cristiano per “par condicio” con quanto accaduto anni prima con un kebabbaro islamico…..…

va bene, mettiamo l’orologio del tempo in dietro di esattamente 4 anni!

Ci ritroviamo nel medesimo luogo, ma nell’agosto del 2006:

Quell’anno, attraverso un patto “ematico”,
fondammo un triumvirato (La compagnia dell’anello mediorientale);
una setta che potremmo definire motociclistico-teosofica, la cui guida, belligerante e spirituale, rispondeva al soprannome di Triplo.

Foto di Repertorio 2006

A side:

B side (“Un giovedì da pecore”):

Triplo,
attraverso un abile terrorismo psicologico ci aveva fatto desistere dall’assaggiare,
in terra straniera, niente di locale che non fosse più solido dell’aria che si può respirare sul monte Ararat.

L’arrivo nel traffico di questa città ci aveva atterrito e i mille profumi del suq ci avevano totalmente destabilizzato.

Capitiamo per caso (leggasi: DESTINO) lì di fronte al Kebabbaro che poi rinomineremo “della morte”.

Specialità della casa: frattaglie di animali estinti od esistenti solo nei bestiari medioevali.

Vediamo lo stesso straccio accudire il Kebab togliendolo delicatamente dallo spiedino, essere utilizzato per pulirsi le mani da materiale innominabile ed in fine essere usato per pulire le scale.

Io e Moroboschi ci guardiamo negli occhi.

Foto di Repertorio 2006:
dove la mia possessione è ormai già conclamata ed evidente

Io,
privo di peli sopra lo stomaco e totalmente scevro di rimorso,
ne ordino uno completo,

Moroboschi, da puro Fedayyìn, ne chiede uno “liscio” (senza verdure).

Triplo, senza minimamente scomporsi………si astiene…..
(dirà successivamente di averlo fatto unicamente perché, qualora così facendo avessimo posto fine prematuramente alle nostre mere esistenze, qualcuno avrebbe dovuto essere profeta in patria e tramandare ai posteri questa storia).

Quella volta ci è stata data la possibilità di scegliere,

Triplo ha scelto la pillola BLU, si è svegliato il giorno dopo e non hai ricordato più nulla, gli resta ora e per sempre, la sgradevole sensazione che qualche cosa non vada bene in questo mondo e crede che, avendo eliminato la televisione da casa, il problema si sia risolto.

Noi due invece con la pillola ROSSA siamo restati nel paese delle meraviglie ed abbiamo scoperto quanto è profonda la tana del Bianconiglio……..

Cos’è accaduto????
Il sistema ha semplicemente e letteralmente “dichiarato fallimento”:

NEMESI!!:

Affinché avvenga una rinascita, vi è bisogno di un evento paritario e contrario che ne preannunci la venuta.

A distanza di ore entrambi siamo capitolati:

io nelle città Morte di Serjilla (dopo la mia venuta: morte due volte).

Foto di repertorio 2006 in cui mi si vede in ginocchio invocare la divinità siriana di A-Cart Igien-icha

Moro sulla via che porta a Palmira, con la moto ferma sul cavalletto laterale, cadrà letteralmente di lato, ed avrà le sole forze per strisciare sino ad un bagno
(come già detto da Triplo: ivi gli americani troveranno le uniche armi di distruzione di massa di questo stato canaglia…..).

Io sono…..meglio dire, vorrei essere un Pitagorico,

abito in una casa il cui numero civico è un bellissimo numero primo a due cifre,
anche la somma delle due cifre dà un numero primo,
ritengo che i numeri siano un modo bello ed obiettivo nel vano tentativo di descrivere la vita,
sopra la porta di casa tengo una foto raffigurante un “Tetraktis” pitagorico (ovviamente realizzato a Metaponto) che ha la stessa funzione, pagana in questo caso, del sangue sugli architravi delle porte nell’Antico Testamento.

Perché faccio tutto questo?

Perché ritengo che Pitagora sia l’uomo che, più di tutti, abbia influenzato il nostro modo di vedere e pensare alle cose della vita:

Se la nostra società attuale percepisce il mondo come svelato attraverso la ragione lo dobbiamo principalmente a lui!

….e Pitagora si dice sia stato iniziato ai “misteri” proprio in Siria….
(ma lui ha poi “proseguito gli studi” con i caldei mesopotamici, gimnosofisti indiani ed i magi zoroastriani….).

Noi 2, da moderni pitagorici abbiamo solo seguito le orme del maestro e le sue regole auree.
La nostra iniziazione è avvenuta attraverso quel Kebab,

Vi state chiedendo, quindi, quali vantaggi abbiamo tratto da questa esperienza???

Riavviato il sistema tutto è cambiato,
ed abbiam visto il codice sorgente!!

Ciò che voi vedete cosi:

Noi lo vediamo anche cosi:

Senza quel Kebab la mia percezione del medioriente sarebbe stata diversa,

l’”assetto Amman” non ci sarebbe mai stato,

e probabilmente molti dei miei contorti pensieri in ambito mediorientale non avrebbero mai visto la luce.

Questo stesso racconto sarebbe potuto essere moooolto diverso!

Torniamo a noi:

giriamo in lungo ed in largo nel Suq e portiamo a termine i nostri sacrosanti acquisti.

Usciamo fuori, ed in prossimità della Cittadella, vengo “ripizzicato” mentre mi sto girando una sigaretta:

Alt!!! !!!
chi va la???!
AzzRamadan!!!!

Ma questa volta, visto che percepisco l’intransigente signore un poco più aperto, gli chiedo perché mai io, che ad occhio non sono islamico, dovrei rispettare questo dettame voluto dal Ramadan….il precetto è il loro, mica il mio!!!

L’inglese non mi viene in soccorso e, dopo vari tentativi mal gesticolati, rinuncio a farmi comprendere.
Allora visto che comunque continua a sorridermi provo a chiedere il count-down dei giorni che mancano al termine del Ramadan!

Mi capisce, sorride e con molta malizia mi mostra cinque dita.

Non oso immaginare quanto,
e sinceramente vorrei essere presente quando,
festeggiano il termine di questo mese!!!!

Scoprirò successivamente che Aleppo è divisa in zone; dove posso mostrarmi pubblicamente a bere acqua e fumare e dove non posso: nella zona degli hotel son salvo!

Forse vi siete già chiesti o vi state chiedendo in questo momento se convenga o non convenga viaggiare durante il Ramadan in un paese mediorientale.

Così la penso io:

Pro e contro

Pro:
Le città per buona parte delle mattinate sono vivibili, semidesertiche ed umanamente percorribili in moto/auto.
Contro:
Le città per buona parte delle mattinate sono in parte anonime come le nostre città occidentali; mancano di quel fascino caotico mediorientale che si percepisce solo stando dentro l’occhio del ciclone: musiche di tutti i generi provenire dalle macchine, suonerie improbabili che si attivano semplicemente inserendo la retromarcia o suonando il clacson. Bisogna esserci stati per avere ricordo di questo dodecaedro musicale!

Pro:
per chi è nottambulo la città può essere piacevole da vivere.
Contro:
Non sempre facile è trovare da mangiare all’ora di pranzo…..

Pro:
Il muezzin durante la notte può cullarti con le su nenie e con la sua voce risonante dai minareti.
Contro:
Il muezzin può rendere il tuo sonno difficile a causa dei risvegli notturni perpetrati attraverso la sua voce metallica proveniente dai minareti.

Pro:
E’ bassa stagione e ci sono pochi turisti stranieri; molti tour operator sconsigliano di viaggiare.
Contro:
Non ne trovo…..

Morale: io proprio a causa di quest’ultimo punto preferisco il Ramadan!
Anche se mi manca terribilmente il caos calmo della vita vissuta in queste città.

Ritorniamo a noi:
Passeggiamo per la città……

Una bambina “appollaiata” su un muro disastrato:

Da ingaggio come equilibrista nel Cirque du Soleil:

Una porta che non vedremo mai aperta:

Una Madonna in medioriente:

Gente di cui non saprò mai niente:

foto bianco nero medio orientefoto bianco nero medio oriente

Troviamo un bel supermarket locale, dove andremo a ricostituire la nostra razione K per il primo giorno di nave.

Facciamo poi un ultimo giro di compere ed Alessia, a ragion veduta,
si innamorerà di un tenero e baffuto omaccione siriano dalla pancia prominente che parla solo arabo e che ci tratterà benissimo vendendoci dell’altro sapone di Aleppo e del tè a cui aggiungerà dentro della cannella a mo’ di suggerimento alimentare.

Approposito:

In pieno “dejavu alimentare” pranzeremo e ceneremo negli stessi posti frequentati il giorno prima: kebab e pollo fritto, per buona pace della nostra “fauna intestinale”!

Andiamo a nanna presto, domani a “pelle” sembra essere il giorno più difficile di tutto il viaggio:

ritrovarci esattamente nel luogo e nel momento giusto per poter tornare a casa.

Questo presuppone il non facile compito, senza alcun “intoppo”, di percorrere 300 chilometri per arrivare a Tartus, riaffrontare con successo la dogana e reimbarcarsi sulla Visemar One.

Non diamo nulla per scontato.

Ungiamo gli ingranaggi di questo orologio diabolico affinché tutto vada liscio come…..il sapone di Aleppo…..

Aleppo

Buon’ultima notte Siria!

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