Siria e Giordania • Pagina 3 di 9 • Sporcoendurista
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Siria e Giordania

Siria e Giordania

27 AGOSTO,

ore 5:30 del mattino,
raduno la falange macedone, lego 4 sarisse (acqua) su Bucefalo, e ci dirigiamo, al grido di “Sterminio” (cosi avrebbe voluto Alessandro il Grande) alla volta della biglietteria di Petra.
L’infima guida Lonely Planet, scritta 3 anni fa, riporta 23 dinari come dazio per entrare nel sito, ma l’omino di fronte inverte le parti e ce ne chiede 32 di dinari; a dicembre di quest’anno diventeranno 55!!!

La falange si scompiglia, io placo gli animi e mi auto-palpo il fegato come pseudo-atto divinatorio; infine decidiamo di lasciare l’esercito fuori i cancelli (tanto loro ci son già stati!).

Alle ore 5:45 con 4 litri di acqua, la colazione al sacco, la razione K ed una buona dose di frutta secca, varchiamo i cancelli di entrata del sito.
L’aria è tersa, il ristoratore del Rose City Hotel ci ha venduto la giornata nel suo acme per 30 gradi e l’esserci presentati all’alba ci concederà le prime 4 ore senza turisti ed un po’ di luce buona per le prime due ore di fotografia.

Petra è antica quanto l’umanità, i primi insediamenti risalgono al 7000 a.C., poi ci sono stati gli Edomiti, ma è con le tribù nomadi dei Nabatei, insediatisi nel VI a.C., che Petra inizia a fiorire. Il suo maggiore splendore si avrà nei primi decenni dopo la nascita di Cristo….ma poi verranno i grandi conquistatori: i Romani creando l’Arabia Petrae, Antigono generale devoto di Alessandro il macedone (III secolo), i Mussulmani (VII secolo) ed in fine per un brevissimo periodo i crociati che vi si stabilirono nel XII secolo.
Il silenzio cadrà su queste terre al punto che attualmente si considera Petra “riscoperta” solo nel XIX secolo ad opera dell’esploratore svizzero Burckhardt.
Burckhardt pose fino al silenzio ed alla solitudine di questi luoghi penetrandovi a cavallo solo grazie al fatto di essersi finto, agli occhi dei Beduini, un devoto pellegrino mussulmano in procinto di sacrificare una capra in onore di Haurun (era il 1812). Ironia della sorte Burckhardt morirà di dissenteria pochi anni dopo all’età di 33 anni (cosi muoiono i grandi…). La successiva epoca vittoriana, dominata dalla passione esotica per l’Oriente, diventerà un periodo di migrazione in questi luoghi da parte di sognatori, poeti, artisti, archeologi e viaggiatori, molti dei quali dal nord passeranno per il leggendario Baron hotel di Aleppo (Siria).

Torniamo a noi: la luna ci osserva timida e percorriamo circa 2 km prima di entrare nel Siq:

Siria e Giordania in moto

Inizia il Siq (enorme fenditura di natura tettonica tra rocce alte sino a 200 m) e piazziamo d’avanti a noi, a farci da “metro e mezzo” di paragone, la giapponesina di turno (verde pistacchio)

Siria e Giordania in moto

dopo 1.2 km di Siq……intravedete qualche cosa?:

Siria e Giordania in moto

no??….ed ora vedete qualche cosa?

Siria e Giordania in moto

Signori e Signore ecco il Tesoro, il Khazneh, la più nota (a mio parere non la + bella) delle meraviglie presenti a Petra:

Siria e Giordania in moto

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Il Khazneh è nascosto in uno spazio relativamente ristretto se paragonato alle sue dimensioni e deve il nome di Tesoro alla leggenda secondo la quale un faraone egizio, in lotta con gli israeliti, nascose il suo tesoro in questa struttura indistruttibile. Questo spiega perché l’urna superiore sia stata crivellata da colpi di fucile nel vano tentativo di forzare il Khazneh.

Siria e Giordania in moto

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Superato il Siq si apre la valle di fronte a noi e comprendiamo immediatamente che non basterebbero 10 giorni a visitare l’intero sito.

Ora vi obbligo,
dovete immaginarvela PETRA nel suo splendore!:

30.000 abitanti, edifici monumentali “scolpiti” nell’arenaria….un’arenaria si rosata, ma di tante tonalità al punto da non poter credere che un solo colore passa esprimere tanta diversità. E poi immaginate l’acqua che canalizzarono i Nabatei tramite fenditure nelle rocce, sino a 200 e più cisterne: 40 milioni di litri al giorno era la portata delle acque!! Immaginate leoni imperituri e fieri scolpiti nell’arenaria, dalle cui fauci sgorgava acqua a frotte, immaginate le alture dei sacrifici, la neve d’inverno posata sulla roccia rosa, le speranze dimenticate degli antichi defunti, i fuochi notturni, i cammellieri alle prese con le vie carovaniere, le terre coltivate ad orzo e grano, alberi da frutta, pistacchi, viti, ed in fine immaginatevi i profumi di tutte le spezie d’oriente.

Ci siete riusciti?
No???, Si!!!!

Torniamo nuovamente a noi: la vista del tesoro stimola il mio appetito ed in men che non si dica ingurgitiamo la nostra colazione al sacco condita da due ottime uova sode. Rincuorati nelle membra vediamo il Teatro e le prime tombe monumentali. E’ mattina presto e decidiamo di andar subito a vedere l’Altura del sacrificio (Al Madbah)

Come capre ci inerpichiamo su gradinate fitte fitte:

Siria e Giordania in moto
Siria e Giordania in moto

Siria e Giordania in moto

Siria e Giordania in moto

Le bancarelle dei Bedulla (cosi vengono denominati i beduini non più nomadi) si trovano ovunque, anche in cima alle montagne!!

Siria e Giordania in moto

Il sito di Petra è immenso, tuttavia non so se ci siano + bancarelle (poste strategicamente ovunque) o più monumenti archeologici. Il motivo è chiaro: il governo giordano per far proprio il sito, che una volta era popolato solo dai Beduini, ha concesso loro di essere gli unici abitanti, con la possibilità di trarre sostentamento dal turismo di massa che si è poi riversato in quest’area. Questo evento ha definitivamente trasformato i Beduini propriamente detti in Bedulla……..

Sempre sulle alture si trovano anche Bedulla alla disperata ricerca del proprie capre bianche:

Siria e Giordania in moto

Siria e Giordania in moto

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e ci sono luoghi dove credi che neanche le capre riescano a salire, e li ti puoi trovare questa pluricentenaria Beduina tatuata, munita solo di due lunghissimi canini (“Quando 800 anni avrai, bello non sembrerai!” cit. Yoda):

Siria e Giordania in moto

e poi chiazze di colori mozzafiato:

Siria e Giordania in moto

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Lungo la discesa vediamo la Tomba del giardino ed il Monumento del Leone. Guadagniamo nuovamente la valle e ci dirigiamo verso le Tombe Reali.

Siria e Giordania in moto

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Qui incontriamo bambini dallo sguardo intenso, ma tutti, dico tutti con i piedi “moroboschati”:

Siria e Giordania in moto

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Ci dirigiamo, attraverso la Strada colonnata, verso la Città Antica

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e dopo essere nuovamente scesi……ovviamente risaliamo per l’ultima fatica….

un’ora intera di gradini ininterrotti:

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per quale fine?
per vedere a mio avviso il + bel luogo di tutta Petra,

Signori e Signore, ecco il il Monastero (Al Dehir)

Siria e Giordania in moto

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Il Monastero è simile al tesoro nella sua struttura Ellenica, ma è molto più grande (50 metri di altezza per 46 di larghezza) ed un tempo ormai lontano era circondato da un cortile con colonnato dedicato alle cerimonie sacre.
Ci sediamo di lato, sulla roccia intagliata in prossimità del Monastero, e consumiamo la nostra razione K con lo sguardo fisso e perso su Al Dehir.

Siria e Giordania in moto

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per visitare Petra non basterebbero 10 giorni,
ma sotto i nostri piedi alessandrini è capitolata in 10 ore di marcia.

Si,
PETRA È L’OTTAVA MERAVIGLIA DEL MONDO……

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Ceniamo piacevolmente all’aperto in mezzo agli abitanti di Wadi Musa, ed andiamo a nanna come al solito presto: domani alziamo il tiro, ci dirigiamo nel famoso deserto del Wadi Rum!

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