Siria e Giordania • Pagina 7 di 9 • Sporcoendurista
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Siria e Giordania

Siria e Giordania

1 SETTEMBRE

Per l’ennesima volta, in questo viaggio, ci svegliamo prima del sorgere del sole.

Accogliamo di buon grado il vento tipico di molte delle albe che si possono incontrare qui a Palmira e ci dirigiamo sul Castello Arabo.

Il vento soffia forte quasi a sollevarci:

Scendiamo, e passeggiamo tra le rovine romane di questa città.

Partiamo dal tempio del campo di Diocleziano e percorriamo tutta la via colonnata, superiamo il Tetrapilo e l’Agorà, sino a giungere al Tempio di Bel.

Poi riprendiamo la moto e facciamo un salto a visitare la valle delle Tombe.

A pranzo andiamo in città e ci fermiamo a mangiare un panino in un “localetto” dove sorseggeremo il migliore caffè arabo al cardamomo di tutto il viaggio (anche l’unico!).

Torniamo in hotel e perdiamo i sensi per un paio di ore.

Il pomeriggio lo passiamo gironzolando nei vialetti dell’Oasi: palme, uliveti, melo grani e chi più frutti ne ha, più ne metta!!!

E poi l’evento per il quale mi concedono la cittadinanza onoraria di Palmira:

PIOVE NEL DESERTO!!!

Accogliamo increduli l’evento e senza scomporci restiamo seduti al tavolo, all’aperto di fronte l’hotel:

ci becchiamo questi sanissimi 10 minuti di pioggia a dosso.

La sera la passeremo prima nel “Palmira international restourant”, dove finalmente Alessia riassaggerà verdure cotte, e poi in compagnia di una coppia di polacchi che, sotto l’egida di Mohammed, per 150 lire a testa, sorseggeranno delle lattine di birra alcolica nascoste da un’anonima busta di plastica nera…..

Poi tutti a nanna……

[I polacchi poi spariranno (in)spiegabilmente dalla circolazione;
l’indomani solo questo resterà di loro]:

2 SETTEMBRE,

Ci svegliamo alle 6:00 e partiamo in direzione di Hama.

Carichiamo la moto che non sembra esser più la stessa
;)

Alle 9 ci ritroviamo di fronte gli unici due hotel economici della città che stranamente, a 10 metri l’uno dall’altro, esibiscono prezzi identici.

Scendo e do’ un occhiata alla moto: TRAGGGGEDIA!!!!

Accade ciò che nessun motociclista si auspica accada alla propria moto, in un viaggio che ti porta distante migliaia di chilometri da casa e da tutte le facilitazioni meccaniche che vi possono essere:

Inspiegabilmente mi son perso per strada una delle due viti che tengono il carter di plastica paraschizzi che copre la catena di trasmissione.

Mi convinco del fatto che, senza quella vite, le nostre vite potrebbero andare perse insieme alla moto!

Con fronte sudata, ma con mente lucidissima, sgancio dal paramotore le borse di pronto soccorso motociclistico.

Ne apro una, scosto una pompa della benzina, sollevo una centralina elettronica, metto di lato un regolatore di tensione, sino a raggiungere uno dei componenti motociclistici più delicati in mio possesso:

una fascetta di plastica nera!

Con l’abilità di uno dei tanti chirurghi senza laurea che popolano il nostro paese, infilo la fascetta e la stringo (ad una pressione pari ad 1/10 di quanto suggerirebbe la mia mano):
le nostre vite ora sono salve!!!

Hama, sino a meno di 50 anni fa, non dava segni di modernità e conservava una splendida città vecchia.
Nulla è più cosi dopo la feroce soppressione del 1982 contro l’allora fuorilegge confraternita del partito mussulmano (corsi e ricorsi…). Non si conosce esattamente cosa sia accaduto, di certo 8000 soldati piombarono in questa città che da allora non è piu’ stata la stessa, neanche la città vecchia che ora non c’è piu’.

Hama ora resta famosa per le sue Nurie, giganti mulini ad acqua ancora funzionanti.

La fortuna vuole che il giorno prima abbiano deviato il corso del fiume Oronte per mancanza di acqua e ci ritroviamo a visitare delle Nurie del tutto immobili…..

Ecco l’unica famiglia (a naso direi curda) che volontariamente in questo viaggio mi ha fermato, richiedendomi una foto (luce terribile!)

Ci autosorprendiamo in un vicoletto:

Una cosa va detta: gli abitanti di Hama, almeno al parer dei nostri occhi, son proprio strani!

Sarà il Ramadan che volge al termine e che si fa sentire su questa cittadina, ma i loro sguardi son differenti. Per la prima volta ci sentiamo malamente osservati, è una sensazione comune che ci convince del fatto che ci guardino quasi prendendoci in giro.

Di male in peggio decidiamo di cenare al motto di “evitiamo la classica bettola di turno, evitiamo di stare abbracciati al colera”.

Troviamo un ristorantino sull’Oronte, uno di quelli acchiappaturisti con affaccio su Nurie.
Varchiamo l’entrata e mi stupisco piacevolmente che riportino a parete i cartelli con dei prezzi. Ci sediamo e scopriamo dopo pochi minuti che i prezzi esposti son da considerare solo per le carni, cioè quello indicato a parete è il prezzo per la sola carne del kebab, ma se vogliamo un sacrosanto e classico piatto condito di pane e verdure dobbiamo considerare spesa doppia.
Accettiamo “il pacco” e quindi molto diffidente chiedo il prezzo dell’acqua, il cameriere mi sorride e dice “solo 30 lire siriane”.

Oh, mi stupisco pure io!

Arrivano le pietanze che si riveleranno il pacco citato e poi il cameriere che con una strana contorsione, a detta di Alessia, ci apre l’acqua. Notiamo una lieve differenza di colore tra il tappo e l’anellino di plastica della bottiglia. Il sopracciglio destro mi si contrae involontariamente sollevandosi. Beviamo il nostro bicchiere ed il cloro ci viene in testimonianza del fatto che abbiamo bevuto acqua di rubinetto.

Chiamo il cameriere, gli faccio presente il problema e lui sbianca (non ho mai capito se fingesse o meno).

Il primo tentativo gli riesce malissimo: “ma, l’acqua è gratis!”; di conseguenza i miei muscolo facciali si crinano.
Poi prova con: “l’acqua imbottigliata è finita quindi abbiamo portato quella di rubinetto”. Gli ricordo il passaggio dalle 30 lire all’acqua di rubinetto, lui sempre sbiancando termina in extremis con un: ”la casa vi offre due bevande gratis!”.

Accettiamo, non vogliamo la guerra ma gli ricordiamo le motivazioni per le quali di solito gli stranieri non bevono acqua di rubinetto.
Ce ne andiamo delusi della pessima cena con la promessa di tornare l’indomani, qualora avessimo problemi intestinali, con molotov incendiarie ripiene di guano.

Si,

Luci ed ombre della giornata ad Hama………

…..andiamo a dormire disillusi da Hama.

3 SETTEMBRE,

Ci svegliamo alle 6 contenti di andarcene ed alle 8:30 ci ritroviamo ad Aleppo.

La città è stranamente deserta (quanto fascino perso!) per i soliti motivi, ed io inseguo ad occhio una vecchia traccia del gps che, a distanza di 4 anni, mi fa riprendere lo stesso contromano di allora……..

Faccio due tentativi fallimentari negli stessi due hotel dell’ultima volta. Dopo di che mi sposto di parallela ed inizio la ricerca di un hotel che ci culli per due notti.
Ad Aleppo l’ultimo dei problemi che si incontra è trovare alloggio, ve ne è praticamente 1 ogni 5 passi che si fanno…. anche quello con l’errata traslitterazione del nome di nostra figlia.

Prima di decidere faccio diversi tentativi tra i quali uno in un mega-hotel, e con la faccia tosta di chi non ha più molti soldi, tento di trovare accomodazione…….purtroppo se ne fregano.
In fine troveremo alloggio, dopo una breve contrattazione, per 900 lire a notte presso l’Al Jenidi Hotel.

Ma mentre spendevo tutte le mie energie mattutine nella ricerca delle ultime due notti in terra siriana, ad Alessia accadeva altro…….

L’avevo lasciata a poche decine di metri distante dalle mie ricerche in compagnia della moto, ma di li a poco non sarebbe rimasta sola…….

Cosi mi è stato raccontato:

Un ragazzetto un poco “stranuccio” si avvicina alla moto, inizia toccare un po’ di tutto.

E fin qui Alessia immagina sia quasi normale, è l’attrazione che le grosse moto esercitano sui ragazzi.
Ma poi il ragazzetto in questione inizia ad essere più insistente ed inizia a muovere la moto facendola oscillare.
Alessia prova a parlargli ma lui neanche si gira, ne risponde.
Alessia immagina che l’essere donna la renda praticamente trasparente in una città mediorientale come Aleppo.
Più lui agita la moto e più lei fa fatica ad evitare che caschi, giacche ed altro, cadano da sopra.

Si inizia a preoccupare e getta sguardi a destra e manca nel tentativo di trovare un aiuto in una città straniera.

Ma nulla da fare, sono mattine da “deserto in città” dovute al Ramadan!

Ma mentre diversi pensieri le passan preoccupati per la testa, sente dietro la nuca una colonna d’aria muoversi rapidamente:

è la Sharia, la legge coranica fatta uomo!!

Praticamente da dietro parte una sberla che tramortisce il ragazzo:

e’ un poliziotto che, vista la scena, è intervenuto ed inizia a prendere a schiaffi e calci il ragazzo!

Se foste stati li presenti avreste osservato l’epilogo di questa buffa storia, vedendo questi due personaggi raggiungere l’orizzonte, mentre l’uno, per gravità di calci, fa avanzare l’altro; mentre Alessia, impietosita ed invertendo le parti, grida al poliziotto che “non c’è nessun problemaaaaaa!!!!”.

Ma dicono che la terra sia sferica,
di conseguenza i due scompaiono all’orizzonte!!

Ci sistemiamo in stanza e, appena scesi in strada, ci accalappia un sedicente siriano…..

Senza presentarsi, io lo chiamo per nome (nickname) e lui rimane basito.
Il mondo e sempre piccolo e mi ritrovo accalappiato dalla stessa persona che ci trattenne in ostaggio per un giorno intero 4 anni fa:

BUZZZ! (colonna sonora: un paio di violini striduli da film dell’orrore…)

Ora Triplo dall’alto della sua esperienza di politica internazionale insiste nel dire che fa parte del controspionaggio; io dico che è un nullafacente parassita che trova diletto nel chiacchierare con gli stranieri.

Questa volta lo trovo in versione Sufi-Capitalista: da una parte ci parla dei grandi maestri Sufi, dall’altra è alla disperata ricerca di investitori che gli permettano una vita agiata.

Prima ci porta a vedere un posto dove vorrebbe costruire un hotel, poi ci parla di come, con la vita di questi Sufi, “si potrebbe scrivere una sceneggiatura eccezionale per un colossal cinematografico”.

Ogni commento è superfluo.

Ci riporta in giro per mezza giornata, ci fa vedere il leggendario “Baron Hotel”, classe 1911, in più vecchio hotel di tutta la Siria, sogno ottocentesco di molti viaggiatori anglofoni.

Qui vi hanno pernottato personaggi del calibro di Agatha Christie (qui se non ricordo male ha iniziato a scrivere “Assassinio sul Nilo”), Ataturk e Lawrence D’arabia (con conto non pagato esposto in bacheca).

L’interno è un po’ decrepito, ma l’esterno Ottomano si difende ancora molto bene:

L’unica cosa buona che fa Buzz è incalzare l’acquisto, per 180 lire siriane, di 1 kg di pistacchi freschi.

I pistacchi “veri” hanno una specie di mallo esterno rosso ma, una volte tolte le due bucce, che tutti conosciamo, il sapore è ineguagliabile!

Nulla a che spartire con quanto conosciuto da noi in Italia (son tostati).

Io li amo, ed una volta riportati in italia anche mia figlia darà forti segni di innamoramento….

Buzz rimedierà immediatamente a questo suo buono gesto sfilandomi letteralmente i soldi dal portafoglio, per l’acquisto di un pacchetto di sigarette locali.

Lui si avvicina oltremodo, ti tocca, ti abbraccia e ti spinge.
Mmmmhh!!!!!

Mi saluta dandomi un pugnetto sullo stomaco con la promessa che la prossima volta che ci si vede, sarà lui a portarmi in giro con una Rolls-Royce.

Per tutte le divinità nubiane di Petra: spero questo non accada MAI!!!!!!

Facciamo fatica a trovare da mangiare a pranzo ma riusciamo a farci preparare un kebab in un ristorante (scopriremo solo in Italia di aver già frequentato il luogo 4 anni prima!)

Torniamo in Hotel,
mi “allungo” e perdiamo i sensi:

Facciamo poi un salto a vedere la cittadella di Aleppo

Contrariamente a quanto accaduto 4 anni fa, non riusciremo a visitare le chiese presenti ad Aleppo, un vero peccato visto che questa città resta l’unico, e forse il miglior esempio, di tolleranza di fedi in medioriente; di gran lunga migliore di quello che sappiamo fare noi in occidente.

Attualmente credo che Aleppo accolga, con il suo 30%, la più grande comunità di cristiani di tutto il medioriente.

Qui, in duecento metri quadrati di strada percorsa a piedi è possibile incontrare pregevoli equilibri architettonici e spirituali:

cattedrale armena, chiesa greco-cattolica, chiesa greco-ortodossa, cattedrale maronita, chiesa di culto cattolico siriano e Moschea.

Il futuro del cristianesimo nel medioriente è altamente incerto e la sua estinzione è prossima in molti stati come la Turchia (minoranza etnica-religiosa schiacciata tra turchi e curdi), il Libano (i Maroniti han raccolto quanto seminato: una distruttiva guerra civile), Israele (i cristiani palestinesi son pur sempre degli arabi in uno stato ebraico) e l’Egitto (zonalmente discriminati dal risorgere dell’estremismo islamico).

In 50 anni Aleppo potrebbe rimanere l’unica comunità vitate di cristiani in medioriente, almeno si quando re Assad e la sua stirpe regnerà..……o sino a quando non si avrà un nuovo e più forte rigurgito di fondamentalismo islamico; fondamentalismo che sempre nasce come forma di difesa da inutili e stupidi attacchi da parte di noi occidentali (ad esempio piccoli e miseri omini che dichiarano di voler pubblicamente bruciare il Corano).

La paura è madre di molti mali socio-politici.

Sprono chiunque abbia paura del arabo-islamico medio e del suo tasso riproduttivo (!), ad andare a visitare questa città di quasi 4 milioni di persone:

se “chiunque” è illuminato, trarrà allora insegnamento e piacere….….
se non illuminato, continuerà a credere alle divinità che compaiono in TV……..

A tale proposito no posso esimermi dal citare una famosa battuta del venerando maestro Homer J. Simpson:

“Quando imparerò??? Le risposte ai problemi della vita non si trovano sul fondo di una bottiglia. Si trovano in Televisione!!”

Quasi quasi vorrei suggerire a tutti coloro che si riverserebbero a cuore aperto sulla tv, di restare un passo in dietro, ed attaccarsi saldamente al fondo della bottiglia, che è meglio.
Scusate, tra i lettori vi è qualche giurista?
Esiste per caso il delitto di istigazione all’alcolismo?…no perché altrimenti mi avete sicuramente mal inteso………….

La morale?: Sin quando ne avremo la possibilità, godiamo della bellezza di questa diversità che si può sentire, annusare, osservare e vivere ad Aleppo!

Ma torniamo a noi:

finiamo i nostri peripli giornalieri facendo un salto alla Grande moschea di Aleppo, più giovane di soli 10 anni rispetto la sorella maggiore degli Omayyadi di Damasco.

Andiamo poi a prendere del pollo fritto ad un take-away già sperimentato nel precedente viaggio:

sarà forse per il fatto che dopo quasi due settimane di piacevole dieta a base di carne, la nostra flora intestinale sia stata totalmente rimpiazzata da una, non ben precisata “fauna intestinale”, ma giudico questo pollo superiore!!!!!

Ogni tanto me lo sogno ancora la notte……..

…e per restare in tema:

andiamo a nanna, domani ci aspetta non casualmente (leggasi: tutto calcolato) il Suq di Aleppo!!!

…..non possiamo mica tornare a Roma a mani vuote….no???!!!!!

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