TRIUMPH TIGER 800XC

Il test non autorizzato dell’adventure-bike della casa inglese

Il test non autorizzato dell’adventure-bike della casa inglese.

Non sempre le roboanti pubblicità corrispondono alla realtà.
Alcune volte i sogni che ci sentiamo autorizzati a fare leggendo le “storie” che gli esperti di marketing costruiscono intorno ad alcuni modelli di moto si trasformano nei nostri peggiori incubi.
Leggete qui di seguito quanto accaduto ad uno sfortunato acquirente di una Triumph Tiger 800xc.

La mia prima vacanza in moto con una Triumph Tiger 800xc

Ho comprato la mia moto, una Triumph Tiger 800xc, a marzo 2011.
Questa estate ci sono andato in Turchia in ferie, ma purtroppo la moto si è fermata.

Il contachilometri segnava 7.162 km quando la catena di distribuzione si è spezzata, un difetto di fabbrica, anche se forse raro, comunque molto grave visto l’elevato costo della moto (più di 10.000 euro) e dei tagliandi (il primo fatto regolarmente dopo 800 km e pagato 170 euro).

Quando la moto si è fermata ho subito chiamato l’Inter Partner Assistance, che associata alla Triumph, fornisce l’assistenza vendutami assieme alla moto.
Mi hanno risposto che mi avrebbero fatto richiamare da un carroattrezzi turco al quale dovevo comunicare la mia posizione, per cui era necessario che sapessi parlare la lingua inglese.

Questo mi ha subito dato l’impressione di aver a che fare con un sevizio pessimo, se io non avessi saputo la lingua inglese? Non è scritto su nessun punto del contratto che io debba saper parlare lingue differenti dalla mia se voglio usufruire dell’assistenza che ho pagato.

Hanno impiegato più di 40 minuti per farmi chiamare dai loro associati turchi, e il carroattrezzi è arrivato 4 ore dopo avermi telefonato.

La Triumph, a causa della sua scarsa rete di assistenza, non ha centri ufficiali in Turchia, quindi sono stato trasportato in un centro Kawasaki, ad Ankara, di nome ULUSAN MOTOR.

Una volta arrivato ho subito richiamato l’assistenza, per informali dello svolgimento dei fatti: mi hanno risposto che avrei dovuto attendere di sapere se il danno era riparabile e in quanto tempo. Se la riparazione avesse impiegato più di 8 ore lavorative avrei avuto diritto al rimpatrio della moto e del passeggero o ad un’auto sostitutiva.

Il team di ULUSAN MOTOR è stato davvero efficiente e rapido nel leggere la situazione, e dal momento che non avevano i pezzi di ricambio, si sono offerti di trasportare la moto sino ad Istanbul, dove un meccanico a loro affiliato avrebbe tentato di risolvere il problema.

Ho richiamato l’assistenza per comunicargli che avrei spostato la moto. Poco dopo aver chiamato è arrivata una comunicazione al concessionario da parte dell’assistenza, la quale diceva che avrebbero mandato loro qualcuno per spostare la moto.

Ho atteso invano l’arrivo di un carroattrezzi per più di 4 ore e quando infine ho chiamato l’assistenza italiana loro mi hanno detto che non avevano inviato nessun carro attrezzi (probabilmente c’è stato un malinteso quando l’Inter Partner Assistance ha chiamato i loro associati turchi per informarli dello spostamento della moto) e inoltre avevano scoperto(assieme al responsabile della Triumph Italia) che avrei potuto usufruire del rimpatrio della moto e degli altri servizi solo in caso di incidente o sospensione della patente. Dal momento che la mia moto era ferma per guasto avrei dovuto accollarmi tutte le spese future per tornare a casa, in più non potevo far riparare la moto in loco perché altrimenti avrei perso la garanzia.

Tutto questo mi è stato comunicato due giorni dopo che la mia moto si era fermata. E’ mia la colpa di non essermi informato a fondo sui servizi di cui avrei avuto diritto (il libretto della moto non è alquanto chiaro in riguardo) o di non essermi fatto un assicurazione aggiuntiva.

Ma resta comunque il fatto che la Triumph ha abbandonato un suo cliente, dopo appena sei mesi dall’acquisto, in un paese straniero.

Non è colpa mia se la Triumph non è presente in Turchia, bensì una loro mancanza che, secondo me, li porta a non essere all’altezza dei loro concorrenti (i centri BMW, Honda e Yamaha sono presenti).

E poi perché ho dovuto spendere tutti questi soldi al telefono per comunicargli i miei spostamenti quando comunque non avrei avuto nessun aiuto?

Ho deciso comunque di portare la moto a Istanbul a mie spese per tentare di ripararla, e la ULUSAN MOTOR mi ha gentilmente messo a disposizione il loro furgoncino, pagando SOLO il costo della benzina e facendomi così risparmiare molti soldi.

Il loro affiliato a Istanbul, MOTO TRIPLE, è stato anch’esso molto efficiente nell’operare e trovare il guasto, purtroppo però non avevano i pezzi di ricambio originali per ripararla, pezzi che comunque sarebbero potuti arrivare dalla Grecia in 2/3 giorni.

Non avendo tutto questo tempo a mia disposizione MOTO TRIPLE si è impegnata a organizzarmi il rimpatrio della moto. Senza loro non sarei riuscito a tornare in Italia così facilmente, e penso che questo sia un servizio davvero eccellente, non certo quello di Triumph.

La moto è stata imbarcata su una nave merci che sarebbe arrivata a Trieste 2 giorni dopo.

La Triumph non si è nemmeno degnata di offrirsi per riportarla sino al mio rivenditore (a Firenze), ma al massimo di portarla al centro Triumph di Trieste, dove sarei poi dovuto andarla a ritirare. Ho dovuto quindi pagare anche tutte le spese per il trasporto sino al mio rivenditore.

La moto è passata in garanzia, è stato sostituito l’albero motore, due valvole, la catena di distribuzione, il rocchetto a cui gira attorno la catena, e il cannotto che la contiene.

Detto questo avrei dovuto pagare (anche se passata in garanzia!) l’olio usato per la riparazione. Per fortuna il mio rivenditore si è offerto di accollarsi queste ultime spese di propria tasca.

Le lettere di protesta che ho inviato a Triumph hanno ricevuto risposte vaghe e inconcludenti, continuano a sostenere che è solo colpa mia: essendo partito con una moto che, anche se nuova, sembrerebbe non adatta a sostenere un viaggio in paesi come la Turchia senza un’assicurazione aggiuntiva.

Mi hanno pure eliminato dalla loro bacheca di Facebook!

Secondo il mio parere la Triumph si è dimostrata un marchio non all’altezza di reggere la concorrenza delle altre Case costruttrici. Non comprerò mai più un loro prodotto.

Le spese

Ecco le spese da me sostenute:

  • 151,64 euro per la benzina da Ankara ad Istanbul(furgone offerto da Ulusan Motor)
  • 326,60 euro per il rimpatrio della moto e le spese portuali
  • 414,44 euro per il viaggio aereo di due persone(io e il mio passeggero)
  • 25,80 euro di casello tratta Firenze Certosa-Trieste
  • 26,20 euro di casello tratta Trieste-Firenze sud
  • 120 euro di benzina per riportare la moto a Firenze
  • Il furgoncino mi è stato prestato da un mio amico
  • L’olio della moto è stato pagato dal rivenditore di Firenze

Ringrazimanti

Ringrazio infinitamente MOTO TRIPLE e ULUSAN MOTOR per tutto il sostegno e l’aiuto offertomi. Oltre che bravissimi e competenti meccanici sono anche persone stupende.

Enrico Bianciardi

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3 Comments
  • guido dalla
    Posted at 12:47h, 07 luglio Rispondi

    Una vera delusione oltre al danno e al disagio !!
    Vendila e cambia marca !!!
    Ma non solo continua con questa testimonianza che sono certo aprirà gli occhi a molti nuovi ed indecisi acquirenti !!
    In bocca al lupo e lamps !!

  • Tony
    Posted at 13:26h, 02 settembre Rispondi

    Ho acquistato uan Triumph Tiger 800XC del 2014, pochi mesi fa.
    Sono Hondista, ma ho trovato un buon affare e pensavo che gli inglesi, nel 2014, avessero imparato come si fanno le moto.
    Mi sbagliavo.
    Appena presa, dopo un paio di settimane di freddo abbastanza pungente, è tornato il caldo….ed è stato subito chiaro quanto il motore scaldasse.
    Non mi sono preoccupato troppo, in giro tra città e campagna limitrofa, magari è normale…pensavo.
    Trascorse altre due settimane, sono partito con mia moglie per la Provenza.
    Un’agonia.
    Fatti 100km in autostrada, alla prima sosta, avevo braccia, mani e sedere addormentati.
    La sella è troppo morbida e scomoda alle lunghe andature, e nonostante si possa regolare niente cambia.
    Ripiego un asciugamano in fibra, ce lo sdraio sopra, e riparto.
    La moto vibra, e sono vibrazioni ad alta frequenza, che non avverti se non quando è troppo tardi.
    Al mio arrivo a Castellane, nel Parco del Verdun, avevo dolori ai nervi cervicali fortissimi,ed ero sfinito.
    Mai, mi era successa una cosa simile con moto giapponesi meno adatte ai lunghi viaggi con cui ho girato l’Europa1
    Il giorno successivo, diretti ad Avignone, il tormento è continuato,non riuscivo quasi a guidare, le mani perennemente addormantate, i dolori alle spalle
    ed un continuo getto di aria calda sparato dagli stichi fino alla faccia mi stavano facendo diventare matto.
    Il terzo giorno, ho cercato di trovare qualche soluzione.
    Ho quindi legato con fascette e nastro, la sacca per gli attrezzi sullo sterzo, per cercare di smorzare la vibrazione.
    Intervento riuscito, ed arrivati a Carcassonne il dolore alle spalle era passato…più o meno.
    Rimaneva il fatto che la mano destra si addormentava…ho quindi applicato la sacchetta per il bloccadisco sulla manopola del gas, facendo si che accelerassi col palmo della mano, invece che impugnando la manopola stessa.
    Da Carcassonne ad Arles, poi Aix En Provance, poi Lucca ed infine casa in Abruzzo, ho guidato così.
    Con il rischio di perdere seriamente la voglia di andare in moto!!!
    Perchè oltre ciò che ho descritto, aggiungo l’effetto on-off…che non è un effetto on-off, semplicemente, se rilasci il gas, l’effetto è lo stesso che si avrebbe quando stacchi la batteria col pulsante rosso; il freno posteriore, dopo 1000km, è diventato spugnoso e rimandava alla leva delle sollecitazioni strane…a nulla è servito lo spurgo ed il cambio olio; la forcella anteriore, dopo circa 1700km, ha iniziato ad avere uno “scatto”, ogni volta che si schiacciava in frenata.
    Inutile dirvi che il motore, dopo tutto questo, mi emozionava come bere un bicchiere d’acqua…col sale.
    Mi dispiace. Sopratutto mi dispiace che altri amici, incontrati in giro e che conosco, riconoscano tutti questi difetti.
    Ma si limitino a dire “sì, fa così”; “beh, è Triumph, un pochino scalda”; “sei abituato troppo bene”.
    Forse si, sono abituato troppo bene.
    Infatti la cambio con una giapponese

  • Andrea
    Posted at 14:27h, 07 febbraio Rispondi

    Io sono un felice possessore di una TT 8ooXc del 2011 adesso ha 48.260km, mai un problema sia di motore o ciclistica e ho effettuato sempre tagliandi ufficiali triumph ogni 10.000km e cambio olio e filto ogni 5000km ma perchè non penso che un olio possa durare cosi tanto. Per la risposta dell’assistenza hai ragione. Per la rottura della catena di distribuzione hai avuto parecchia sfiga. Ciao Andrea

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