3° Forchettentreffen

Antefatto

Essendo alfine riuscito a farsi tagliegg… ehm ASSICURARE la moto e a sottrarre dalla pensione della nonna 93enne una cospicua somma in monetine color rame, il mandrake era partito con un obbiettivo ben preciso: GROTTAFERRATA/FOCE DI MONTEMONACO ANDATA E RITORNO COMPRESA LA PARTECIPAZIONE AL FORCHETTENTREFFEN CON 94 EURI, impresa miseramente fallita, peraltro a caro prezzo; un imprevisto indebitamento con l’istituto cravatt… ehm bancario di fiducia per la spaventosa somma di 30,13 Euri al tasso di favore del 14,75% rappresenta una Tragedia economica di proporzioni immani per le misere finanze di casa mandrake, per ripianare il quale il truffaldino sarà costretto a rivendere sottobanco le medicine che la ASL passa alla sventurata nonna, già depauperata dell’ancorché misera pensione sociale proprio da quel gaglioffo farabutto che ha per nipote, per finanziare la di lui turpe mania, nonché dipendenza da motociclo.

Marzo

Nel senso che m’arzo dal letto alle 6 dopo la consueta notte in bianco.

Fuori c’è un nebbione che pare de stà in varpadana.

Me vesto, prendo la borsa in plastica radiattiva del laos e alle 8.05 sono all’appuntamento con un inusualmente puntualissimo zazà, che si presenta con gomme stradali, passeggera e trittico de borse d’alluminio.

“sssarà…” penso tra me e me….

Ci facciamo tutta la salaria A VELOCITA’ CODICE, riesco a fare i 25 km/l e di sicuro evito le multe, però du palle… zazà segue a ruota, immagino altrettanto annoiato, invece all’arrivo scopro che anche lui è affetto da braccetto corto on the rocks.

Passato Rieti c’è il sole e la temperatura è gradevole, si sta bene e nei centri abitati si passeggia con la visiera aperta.

Durante una sosta sigaretta all’altezza del lago di Scandarello, facciamo due chiacchiere e ci godiamo il sole in faccia, veniamo da una metropoli e ci colpisce particolarmente il silenzio e la pace che ci circondano. Il quadro bucolico viene sgarrato da un pompone che in lontananza urla assatanato, facendosi via via sempre più vicino, si sente che sta tirando forte.

Appizzo le recchie e penso: “vòi vedé che…” e infatti dopo un pò chi te spunta?
IL GUERRIERO SURPRAISE. Saluti baci e abbracci e via verso la tenda del Grande Capo.

Come imbocchiamo la Valdaso dopo i velox mi sono rotto di andare piano e mi voglio fare le ultime curvette come si deve, inizio ad aumentare il passo e percepisco qualcosa di strano, la moto va un pò per i c…i suoi, asfalto di merda marchigiano…

Arriviamo alla tenda e dopo le presentazioni ci gettiamo famelici sulle scorte alimentari del villaggio del Grande Capo.

Avvedutosi che io e Surpraise ci siamo sbafati 3 piatti de pasta cadauno, il Grande capo invia di nascosto i suoi sgherri a bucarci le gomme, a me la posteriore e a surpraise l’anteriore. Con abile mossa politica faccio credere a Nuvola Rossa che il vino che gli ha dato Surpraise l’ho portato io, sicché invia il tapino Scheggia a rimediare all’errore buahahahah!

Il povero Scheggia, nonostante il fatto che gli faccia sparire le chiavi da sotto il naso, esegue stringendo i bulloni coi denti.

Partiamo, vado a traina e mi guardo i paesaggi, rischiando più volte qualche dritto. Ci sono certe stradelle però che a un certo punto ti sale per forza la scimmia di grattare un pò le pedane, sicché mi metto dietro e rallento per avere strada. Tanto già lo so che prima di arrivare a Foce Nuvola Rossa ci farà sudare 7 magliette… e infatti ci fa infognare su un sentiero che taglia un versante montano completamente esposto a Nord. Il che significa ghiaccio.

Ci sono tanti nuovi e anche se per gli standard del vecchio pazzo indiano il percorso non è difficile c’è comunque da sudare, dopo aver spinto bestioni di 250 kg hai le mani di pastafrolla e tenere il manubrio diventa una sofferenza. Inoltre il transalp non permette una postura plastica nella guida in piedi, se non ti butti indietro non hai trazione… ma per fare sto lavoro stresso i legamenti del braccio sinistro, la cui muscolatura non è ancora tornata al 100% dopo la frattura rimediata alla scorsa Purverera.

I momenti di massimo divertimento sono quando qualcuno si pianta, nello spingere tutti insieme appassionatamente si impara ad imprecare in tutti i dialetti. Siamo proprio dei bambinoni.
All’arrivo a Foce troviamo gli Sporchi che si sono già spaccati tre quattro metri de ciavusculu cor pane, abbondantemente annaffiato da rosso piceno. Gli occhietti a mezz’asta di moroboschi e Geronimo mi fanno sentire subito a casa.

Iniziamo a levare i bicchieri: il vino è buono e si brinda, si canta e come al solito si sparano cazzate che s’ingrossano man mano che scende il livello nelle bocce, il mangià per me era meglio dell’anno scorso però ciò na certa e nu’mme posso allargà, nun sò più er giaguaro de ‘na vòrta…

Finalmente è il momento DEL RITO. Il cerimoniale indiano vuole che il Grande Capo chiami a raccolta la tribù intonando un canto propiziatorio…. Una volta radunata la tribù, Nuvola Rossa prende il sentiero che conduce nel ventre della montagna di ghiaccio… precede tutti scoreggiando, in modo che anche nel buio pesto della notte basta seguire la scia odorosa… la saggezza di Nuvola Rossa è incommensurabile.

L’effluvio copre le fragranze di ogni animale, dal topo muschiato alla puzzola. Il selvatico Nuvola Rossa procede strombazzando nella neve, io sono talmente ubriaco che mi dimentico di chiudere gli stivali ma avendo due paia di calzettoni in pile me ne accorgerò solo quando sarà troppo tardi.

L’ascesa alla Sacra Fonte vede delle strane figure procedere in maniera disordinata, e mentre s’odono i pestoni nella neve ormai alta,la sgangherata compagine all’improvviso si ferma, attorno il silenzio: il Grande Capo consacra al Grande Spirito la solennità di un momento che ha del magico. Se non l’hai percepita hai fatto un viaggio a vuoto.

A questo punto il freddo ci ha fatto riprendere le nostre facoltà mentali, e ciò E’ MALE.

Rientriamo al rifugio e diamo fondo all’acqua di fuoco. Dopo il terzo giro inizia a girare pure l’edificio, non so come riesco a guadagnare il giaciglio che condivido con Cerasino e Surpraise, perdo i sensi fino alle 7. Scendo per il caffè, Nuvola Rossa è già fuori che annusa l’aria come un furetto arrapato.
Annuncia alla tribù che ci porterà a Castelluccio, la strada per salire è ovviamente una libidine… smanetto di brutto consumando più che per l’intero viaggio di andata da Roma… masti cazzi, annà piano sulla salita del vettore è come fasse na pippa co davanti una ‘gnuda a cosce larghe…

Arriviamo a Montegallo e sono in riserva… lo spacciatore del posto si spara la merce a 1,928 euro… devi morire, preferisco spigne piuttosto…

Arriviamo a Castelluccio dove incontriamo svariati motociclisti, alcuni si incuriosiscono nel vedere delle motociclette così sporche e logore… e qualcuno di loro viene a vedere da vicino, scambiamo due chiacchiere: alcuni vengono dalla zona di macerata, altri sono romani, in linea di massima hanno il gs o la guzzi stelvio o la caponord… sono quelli che usano la moto anche d’inverno, parlano da bikers d’esperienza… però… si lo so che sta brutto dirlo però a me la frase “se sei motociclista sei mio fratello” mi pare la più grande stronzata da quando l’omo ha ‘nventato la motocicletta: ma io a uno che c’ha il completo in goretex che costa quanto‘a motocicletta mia… ma che je devo dì?!?

E infatti per scendere a prendere la salaria SI VA A VELA, esattamente come quando avevo 14 anni. Andare a folle in discesa è un’arte. Prendo qualche imbardata sui tornanti, in alcuni tratti con pendenza supero i 100 orari… sono talmente preso da questa sfida di arrivare a vela fino alla salaria (una questione personale tra me e il benzinaio di Montegallo), che a un certo punto non vedo più Surpraise. Che minghia avrà fatto?

Me fermo, aspetto… niente.
Giro la moto e torno indietro a vedé se s’è sfracellato giù pe’ qualche tornante…
Quasi subito spunta da una curva a due all’ora, ha l’anteriore quasi a terra.
Da questo momento inizia un’avventura nell’avventura che merita un racconto a parte e che certamente entrerà a far parte delle leggende che si raccontano alla Tribù davanti al fuoco… se volete sapere come è andata a finire… venite al FORCHETTENTREFFEN 2013!

Mandrake

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