Africa Twin nella neve

La Passione di Moroboschi

Passione, dai vari vocabolari:
“sofferenza prolungata”, “forte interesse e inclinazione per qualcosa”, “amore violento”

Ho scoperto sabato scorso di averla davvero sta’ passione!

Africa Twin nella neve

forte interesse e inclinazione per qualcosa

Passione = “forte interesse e inclinazione per qualcosa”
Uscire di casa il sabato mattina alle 7:00, con un freddo cane, dopo un venerdì sera tirato fino alle “ore piccole”.
Vestirsi di tuttopunto, con stivali e safety jacket per proteggersi dalle cadute, e con magliette di lana e calzamaglie per proteggersi dal freddo.
passione = “forte interesse e inclinazione per qualcosa”, “qualcosa”? la moto, ovvio!
L’appuntamento è sempre lo stesso. Alle settemezza! E di sabato mattina fa male, e di sabato mattina d’inverno non fa solo male, ma fa anche freddo!
Come si dice: “è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo”.
Raggiungo Giorgio e Massimo sulla tiburtina, poi fino a Tivoli dove ci aspettano Marino e Corrado.
In 5, tutti con la stessa “passione”, con la stessa “inclinazione”. Via, fuori.
Ci allontaniamo non senza difficoltà dall’asfalto. Il trasferimento non è proprio una passeggiata.
Fa freddo, a fartelo notare non solo la neve ghiacciata sui bordi della strada, ma anche le dita dei piedi e delle mani.
Poi le ruote di trattori passati prima, hanno schiacciato la neve creando pericolosi canali ghiacciati, dove non aggrappi per nulla e la minima inclinazione ti costa cara. Non è facile reggere 200 pesantissimi chili in quella situazione.

Africa Twin nella neve

Africa Twin nella neve

sofferenza prolungata

Passione = “sofferenza prolungata”
E’ solo l’inizio della passione = “sofferenza prolungata”.
Piccola ma calda pausa, per una colazione al volo in un baretto, poi di nuovo in sella.
Stavolta si esce, ci lasciamo l’asfalto alle spalle.
Immersi con metà moto in una pasta misto neve e fanga e con la restante metà in un panorama degno della campagna russa di napoleone.
Dimentichiamo in un attimo cosa sia il freddo; le moto da sole non vanno, si spinge, anche a piedi, anche in 2, e si casca, anche più volte. Marino e Corrado ci fanno “letteralmente” da apripista. Su una distesa di fango coperto da oltre 40 centimetri di neve cercano di aprirsi con le ruote, e a volte anche con i piedi, una traccia.

Africa Twin nella neve
Africa Twin nella neve

Si passa vicino ad una chiesa abbandonata. Spettrale e sinistra, immersa nella neve e circondata da alberi secchi. Due foto, recuperiamo il fiato e via.
Impressionante vedere il passaggio delle ruote che una volta rotto lo strato di neve tirano su il fango che macchia quel fantastico tappeto bianco.
Sbagliamo strada, e si deve ritornare indietro su per una salita. Siamo stanchi, e girare la moto è un’impresa. Ci aiutiamo a vicenda.

Sono ormai ore che siamo ammollo, con gli stivali nel fango e nella neve.
Si avvicina l’ora di pranzo, ma siamo ancora lontani dalla strada.
Iniziamo a risalire, il fondo della strada non si vede, siamo all’ombra della montagna, la neve è compatta ed alta. Il paramotore della moto tocca ed è quasi impossibile avanzare. Io non sento più le braccia. I muscoli delle gambe iniziano a pulsare.
Anche gli altri sono “cotti”. Sono più frequenti le pause, ci si butta sfiniti a terra, solo per pochi secondi, la neve bagna le giacche, il freddo inizia a farsi sentire. Qualcuno si ferma davanti, scendo e vado ad aiutarlo. Lascio la moto e non serve il cavalletto, è per metà nella neve e si regge da sola.

Africa Twin nella neve

amore violento

La Passione è anche “amore violento”.
Siamo distrutti, stremati. Per fortuna i tetti imbiancati di alcune case riaccendono le speranze. Ad attenderci però, un salitone in cemento ricoperto di neve e ghiaccio, che a guardarlo da giù fa quasi paura.
Sono le 15:30. Senza forze. Senza fiato. Senza speranze.
La Passione, è “sofferenza prolungata”, è “forte interesse e inclinazione per qualcosa”.
La Passione è anche “amore violento”.

Penso che è solo con quel tipo di passione, con quell’ “amore violento”, che siamo riusciti a portare su le moto.
Dopo 2 ore di Passione, fango, sangue e sudore, siamo tutti su.
Da li poi il buttarsi in una sperdutissima e rustica trattoria è stato un attimo.
Divorato il pranzo a dir poco eccezzionale, alle 18:00 ritorniamo.

Ho scoperto davvero di avere la Passione, altrimenti non so come sia riuscito a portare 200 pesantissimi chili su e giu per quelle strade.

Ringrazio Marino, Giorgio, Corrado e Massimo per la memorabile giornata.

Questo articolo parla di:
No Comments

Post A Comment