Fuoristrada a Tolfa #1

Ennesima giornata a giocare con gli amichetti mia.
Approfittando della festa dell’ otto dicembre ci buttiamo verso Tolfa.
Al baretto a fare colazione le solite sporche facce, le stesse che poche ore prima ho salutato al pub, le stesse con cui ora condivio questo stato comatoso.

L’aria è fresca e sincera, fa freddino, e non vediamo l’ora di abbandonare l’asfalto per scaldarci un po’ fuoristrada.

Per i primi chilometri non ci capisco una mazza, le ore piccole della sera prima, gli innumerevoli brindisi, la levataccia di oggi, mi accorgo che sto ancora dormendo. Le botte, i sobbalzi, i rami in faccia, sembra proprio vero sto sogno! Mi sveglio, in pieno sottobosco infangato… mi guardo attorno, max, simone, gabriele, corrado ….noooo, ma allora è tutto vero… ma allora è un incubo!

Arrivati nei pressi di Tolfa, incrociamo Davide (il mondo del fuoristrada è davvero piccolo!), ci aggreghiamo a lui, che ci convince in un attimo promettendoci un “giro semplice e facile” …tanto c’è il “Moro” con l’africa twin.

Purtroppo la mia concezione di “giro facile” differisce giusto giusto un pelo da quella di Davide. Il termine “giro facile” ha un range talmente ampio che ci rientra dentro tutto ciò che non è asfalto!
E’ così che mi ritrovo a sudare a bestia nella fangaia di Tolfa, famosa per la sua malta assassina. Arranco, sgambetto e con la fortuna del princiapiante riesco a rimanere in sella.

Raggiungio gli altri, stranamente fermi, guardo un po’ oltre, e non veno nulla… la strada non c’è. Al suo posto un dirupo, una parete quasi verticale di terra e sassi viscidi. Minkia, ed ora?

Indientro non si torna, vabbè, tanto giù prima o poi ci devo arrivare. Mi butto.

Sono le 15:00 quando tocco terra, dopo un’oretta buona a smoccolare tra i sassi, rientro, distrutto e ammaccato.

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