Sporcoendurista | Cambogia in moto
Le avventure del Moro e di Spiritello a zonzo zigzagando tra i Templi di Angkor, il Tonle Sap, fino alla sperduta regione del Ratanakiri.
cambogia, cambodia, travel motorbike
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Cambogia in moto

Magia e Mistero a contendersi Bellezza

Ci svegliamo che sono già tutti in piedi. C’è una caciara tale che sembra di stare al Circo Massimo quando la Nazionale ha festeggiato la Coppa Del Mondo.

Appena fuori la porta di casa bambini, donne, adulti, vecchietti, maialini, galline, paperelle, animali-nomi-cose e città, tutti attorno alle moto.
Un nostro “Hello… Goodmorning!” a richiamare la loro attenzione che a sorrisi e schiamazzi ci salutano.
Inspiro e mi riempio fino all’orlo i polmoni con almeno un decametro cubo d’aria fresca e sincera che mi sveglia più di mille caffè.
“Ahhhhhh … che bello, c’è giorno, c’è luce”.
La luce del giorno dopo la notte appena trascorsa ha un sapore di miracoloso.

Ci avviciniamo alle moto, seguiti dai bambini e dai ragazzi, che sembrano essere incuriositi più di noi.
Un giro a panoramico a 360 gradi e facciamo la lista dei danni… sono molti.
“Vabbè, non perdiamoci d’animo e mettiamoci subito a lavoro!”
Ci tiriamo su le maniche e mentre io impugno penna e moleskine per documentare il tutto, Federico impugna le sole due cose che abbiamo a disposizione per mettere una pezza a questa situazione: fil di ferro e nastro americano.
E qui Federico si supera, che MacGyver ci avrebbe fatto altre 9 serie televisive con tutti gli interventi che Fede ha fatto in una sola mattinata.

Compriamo un po’ di benza dal nostro angelo con gli occhi a mandorla.
Riaccendiamo le moto, la mia un po’ ingolfata siamo costretti a spingerla tra le risate dei bambini che ci guardano correre avanti e indietro con il posteriore che sgomma e noi come il duo di bob a spingere e gridare “vai, vai vai vai”.
Salutiamo tutti, madri, nonne, vecchi, bambini, animali-nomi-cose e città, qualche foto ricordo, e via verso… verso… non lo so… ma ripartiamo e questo è l’ importante.
Con le moto mezze scocciate e mezze riscocciate, riusciamo a recuperare lo stradone “principale” da cui c’eravamo allontanati la mattina del giorno precedente.
Lì ci fermiamo per una delle più classiche e abbondanti “Colazione Dei Campioni” e per controllare con più attenzione i danni alle moto.

cambogia in moto sesta puntata

cambogia in moto sesta puntata

Fede risistema i fusibili della mia moto, si fa modellare delle leve frizione per sostituire le nostre rotte, regola le catene, ringrassa e rabbocca olio, una riassestata ai manubri e voitlà!

Ripartiamo di nuovo, di nuovo con il sorriso e di nuovo fischiettando controvento dal casco.

cambogia in moto sesta puntata

cambogia in moto sesta puntata

Filiamo dritti, senza problemi (strano eh?!) fino Kampot Thom.
Superiamo una rotonda da cui parte una rampa che sembra più un trampolino vista la sua pendenza e visto che punta dritto verso quella gigantesca massa d’acqua… ma la supereremo saltandola?
Ci fermiamo per un attimo in cima all’arcata del ponte per dare un’occhiata, tra le due rive scorre un mare, calmo, lento e pacifico.
Tutti i ponti affrontati finora erano al massimo alti un paio di metri. Su questo l’altezza invece è davvero impressionante e da una visone dall’alto di questo essere vivente che striscia lentamente, di questo serpente gigantesco con scaglie di mille onde su cui si muovono altri piccoli esseri su minuscole canoe.

cambogia in moto sesta puntata

cambogia in moto sesta puntata

Dall’alto del ponte notiamo una stradina che costeggia il Mekong: “interessante!”
Noi dobbiamo arrivare a Kratrie, e Kratrie si trova proprio lungo il Mekong: “ottimo!”

Essendo così vicina alla riva, questa strada è la regina maestra del fango. Ma non essendo questa la stagione delle piogge, il fango si secca, e si seccano tutte le tracce dei trattori, dei carretti e di tutti i mezzi che ci sono passati prima di noi.
Il fondo è un inferno. Solchi profondi e secchi, profondi mezzo metro in cui l’anteriore ci finisce dentro, solchi che poi te li ritrovi in piena curva, e come se non bastasse vacche, maialini, galline, cani e non so che altro ad attraversarti la strada.
Qualche volta ho pescato il jolly rimanendo in sella non so per quale magica combinazione di leggi gravitazionali che si possono riassumere in poche parole: “per puro e semplice culo!”
A fine giornata i danni collaterali saranno:
Un gallo investito e morto sul colpo, e una gallina schiavata per un pelo, ma purtroppo morta per infarto.

Attraversiamo ponti di ferro, ponti di legno, che ci evitano di guadare innumerevoli affluenti del Mekong.
Negli stivali e addosso ho ancora melma e fango di non so che regione della Cambogia, e per un giorno, uno solo vorrei restare asciutto, evitando quella sensazione e quell’odore di cancrena umida che ci accompagna da un po’.

cambogia in moto sesta puntata

cambogia in moto sesta puntata

cambogia in moto sesta puntata

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Vedo una kefiah, uno shador, un ragazzo con una dishdasha bianca, e poi una mezzaluna su una cupola di calce bianca di una…. tiro i freni della moto, rallento fino a fermarmi… di una … moschea!?
Mi trovo in piena Cambogia in una comunità islamica sulle rive del Mekong.
E non sono il solo a stupirsi, visto che mi viene quasi naturale salutare con “Salam Aleikum” il primo ragazzo che mi viene incontro e che non se lo aspettava proprio.

cambogia in moto sesta puntata
cambogia in moto sesta puntata
cambogia in moto sesta puntata

Approfittiamo per bere qualcosa, e si riparte… per fermarci di nuovo, dopo qualche chilometro davanti ad uno spettacolo che si ripete gratis ogni sera, ma che a volte ci dimentichiamo di apprezzare. E visto dalle gradinate del granteatro Mekong River è da premio oscar, altro che effetti speciali e 3D!

cambogia in moto sesta puntata
cambogia in moto sesta puntata
cambogia in moto sesta puntata
cambogia in moto sesta puntata
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In serata arriviamo a Kratrie. entrati in città apprezziamo l’approssimazione e la confusione che regna sovrana in città. Fantastico! Ci mimetizziamo alla grande senza fare nessuno sforzo.
Prendiamo alloggi in un afoso albergo sul Lungotever… ops… Lungomekong, e facendoci largo tra sacchi di immondizia e zanzare, usciamo per dedicarci un meritatissimo brindisi.

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3 Comments
  • Luigi Aronne
    Posted at 01:23h, 18 ottobre Rispondi

    Che racconto fantastico… per più di un istante ho sentito la fatica di arrancare alla cieca nel folto della giungla cambogiana ed il sollievo nel ricevere un aiuto inatteso… cazzo mi é pure venuta la voglia di una zuppa di teste di pesce!

  • moroboschi
    Posted at 15:57h, 22 ottobre Rispondi

    Ciao Luigi
    Grazie tante per i complimenti

    PS
    ahhh … la zuppa di pesce … cosa mi hai ricordato! Mammamia che avventura!

    ciao

  • Jul
    Posted at 00:35h, 16 aprile Rispondi

    Un ammasso sconquassato…ahahahaahaha….cervello di cristiano sbudellato….ahahhahahaa ragazzi io sto morendo!

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